IL COMUNE PIÙ A NORD D’ITALIA

a cura di Cornelio Galas

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Predoi (Prettau in tedesco) è un comune italiano di 571 abitanti (dato aggiornato al 31 dicembre 2015) della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige. Ed è di fatto – questa la curiosità – il comune più settentrionale d’Italia.

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Ma non è solo questo il dato più interessante che riguarda questo piccolo centro abitato. A Predoi, infatti, ci sono vari luoghi importanti dal punto di vista naturalistico ed archeologico, tra cui l’antica miniera di rame e la zona è inclusa nel perimetro del parco naturale Vedrette di Ries – Aurina. Non mancano infine punti di interesse artistico, come la chiesetta di Santo Spirito, consacrata da Nicola Cusano nel 1455.

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Predoi ha una superficie complessiva di 86 Kmq e si trova a 1478 metri sopra il livello del mare. Densità abitativa: circa 7 abitanti per chilometro quadrato. Classificazione sismica: zona 4 (sismicità irrilevante), come stabilito dall’ordinanza del 20/03/2003.

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Ripartizione linguistica (gruppi principali – Censimento della popolazione 2012)

  • 97,33% madrelingua tedesca
  • 2,67%   madrelingua italiana
  • 0,00%  madrelingua ladina

Altro buon motivo per andare fin lassù, e unire l’utile al dilettevole: c’è, nell’ex miniera, un centro per la cura di asme bronchiali e allergie. Ma cerchiamo di approfondire tutte queste offerte (non solo turistiche) del comune più settentrionale della nostra Penisola.

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Il territorio comunale di Predoi si trova nelle valli di Tures e Aurina, più a nord di Brunico e Campo Tures. È l’ultimo paese della Valle Aurina. Parte della sua area si trova nel parco naturale Vedrette di Ries – Aurina. L’abitato è in una zona molto boscosa. Sopra svettano il Picco dei Tre Signori e il Pizzo Rosso, con i loro ghiacciai.

I principali alberi sono le conifere montane ed i faggi. Il territorio del comune risulta compreso tra i 1.325 e i 3.498 metri sul livello del mare, quindi l’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 2.173 metri.

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Oltre a confinare con la regione austriaca del Tirolo in entrambe le sue porzioni (Tirolo del Nord e Tirolo dell’Est), quello di Predoi è l’unico comune italiano a confinare direttamente con la regione austriaca del Salisburghese, con cui comunica attraverso la forcella del Picco, valico alpino che mette in comunicazione Predoi con la località di Krimml.

A sud invece confina con il comune Valle Aurina. Geograficamente la val Pusteria si trova nella parte occidentale del filone periadriatico, che separa le Alpi calcaree meridionali da quelle centrali (e anche la maggior parte del calcare alpino dallo gneiss ed ardesia delle vette della sezione centrale) e così anche Predoi.

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Predoi è inserita tra i due versanti della Valle Aurina ed è inoltre bagnata dal torrente Aurino che, pur essendo ancora, a poca distanza dalla sorgente, un modesto rigagnolo, ha la particolarità di fornire energia idroelettrica al comune. Il paese è suddiviso in sei zone denominate Wieserboden, Boscaroli, Canova, Casere, Fonte della Roccia e Pratomagno che si trovano in posizione nord-sud dal centro principale.

Il terreno del territorio di Predoi è costituito da materiali alpini e la sua valle si è formata grazie allo scavo del torrente Aurino. Si tratta principalmente di rocce ramifere coperte principalmente da un grosso strato di humus molto adatto alla crescita di boschi e pascoli, così da essere completamente coperto da essi.

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Il nome “prato umido” proprio quel paesaggio nel quale domina una vegetazione che riesce a svilupparsi in un ambiente alpino (conifere ed erbe da pascolo con caratteristiche infiorescenze). Infatti, a causa della presenza di strati umiferi, il terreno è facilitato ad assorbire e trattenere l’acqua piovana, che cade abbondante in questa zona.

La falda acquifera sotterranea si trova a pochi metri di profondità. A Predoi sono presenti numerosi pozzi e torrenti (nonché ruscelli), interconnessi tra loro. La principale risorsa idrografica del territorio di Predoi è il torrente Aurino (Ahr). Infatti la maggior parte del torrente è di pertinenza della Valle Aurina, mentre le restanti sono in territorio pusterese: il fiume è gestito dalla provincia autonoma di Bolzano. Nel territorio comunale scorrono alcuni piccoli corsi d’acqua, mai in secca, denominati ahrn.

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Il clima di Predoi è di tipo alpino. Gli inverni sono freddi, lunghi, nevosi e presentano molte giornate di nubi. Le estati sono brevi e fresche. È frequente, anche se sempre meno, il fenomeno della nebbia. La media niveometrica del territorio si aggira intorno ai 40 cm annui.

La temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a -10 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di circa +17 °C. Il clima di Predoi è quello tipico di media montagna. Le precipitazioni medie annue sono pari a 1082 mm con picco primaverile e autunnale e minimo relativo invernale.

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Fin dalla preistoria nel paese veniva estratto il rame (vecchia miniera di rame di Sant’Ignazio, l’Ignazstollen); attività questa che caratterizzò tutta la storia di questa valle fino a che, nel 1893, vennero chiuse le ultime miniere.

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Successivamente si sviluppò nelle donne del paese, di generazione in generazione, l’arte del lavoro dei pizzi al tombolo. Predoi è sempre stata una comunità di frontiera, con una cultura alpina e germanica e con profonde radici austriache e cattoliche. Naturale via di transito verso l’Austria, la Germania e l’Europa, la valle Aurina possiede valichi e strade utili al passaggio transalpino.

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Inizialmente il turismo interessava soprattutto la stagione estiva; soltanto nel Novecento si cominciò a parlare anche di ‘turismo invernale’, quando alcuni alti pascoli divennero dotati di attrezzature sciistiche. Il comune non è, comunque, una nota meta turistica.

Secondo alcune ipotesi, Predoi ebbe origini preistoriche, in quanto la prima menzione dell’insediamento risalirebbe addirittura al 3000 a.C., anno in cui viene citato involontariamente da alcune pitture rupestri.

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La distribuzione urbanistica del paese di Predoi (poche case sparse e separate tra loro, fatte principalmente di legno e mattoni con vistosi camini, tetti a punta e grossi comignoli) è tipicamente tirolese. Il villaggio è noto nell’Alto Medioevo per l’estrazione del rame.

Infatti le origini di quello che fu un centro minerario di primaria importanza, sono da ricercarsi proprio nel Medioevo: nel 1375 “quasi in ogni casa batte un minatore”, come testimoniato qualche secolo più tardi. Nel 1918 Predoi venne annesso al Regno d’Italia.

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Il comune di Predoi ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 663 abitanti. Nel censimento del 2001 633 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991-2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -4,52%. Gli abitanti sono distribuiti in 215 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,94 componenti.

La popolazione del paesino dopo anni di continuo crollo della popolazione – con il minimo storico degli ultimi trent’anni al censimento del 2001 con meno di 600 persone censite  – non è in ripresa, soprattutto a causa del saldo emigratorio. Dopo aver contato una popolazione residente prossima ai 633 abitanti per tutto il 2006 e all’inizio del 2007, è diminuito nuovamente il limite nel mese di marzo 2007.

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Predoi ha registrato il primo superamento della quota dei 600 abitanti nel 1951 arrivando al massimo nel 1921 con 727 residenti. Questo calo è in buona parte legato al trasferimento di molti abitanti in comuni meno isolati e con maggiori offerte di lavoro.

La maggioranza della popolazione è di religione cattolica romana. Predoi è dal 1964 sotto la sede vescovile della Diocesi di Bolzano-Bressanone.

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Predoi è nota per il persistere di una cultura teatrale popolare le cui radici affondano nel medioevo e nella prima età moderna.

I temi sono legati alla sfera cristiana, come testimoniano i Nigglásspiele (rappresentazioni attorno a San Nicolò) e i Paradeisspiele (rappresentazioni sul paradiso). Di particolare rilievo è il Prettauer Faust, una versione locale della tematica faustiana divenuta famosa grazie al noto dramma di Goethe.

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Il Faust locale, noto anche col nome Johann-Doktor-Faustus-Spiel, è opera di Gregor Steger (1807-1875) di Predoi, che era attore e scrittore e redasse il dramma attorno al 1830: suo figlio Friedrich Steger raccolse i vari manoscritti e li conservò sul maso “Steger”. A Predoi è operativa una biblioteca comunale locale, con circa 8000 volumi e supporti multimediali bilingui.

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Cinque, come detto, le frazioni, la più importante delle quali è Casere:

  • Casere (in tedesco Kasern o Knappenegg). È il terzo centro abitato più a nord d’Italia, appena sotto la Vetta d’Italia. Si trova a 1.582 metri d’altezza e ha una popolazione di 87 abitanti, di madrelingua tedesca.
  • Fonte della Roccia (in tedesco Trinkstein), un piccolo villaggio di malghe rappresenta il centro abitato più settentrionale d’Italia (il più meridionale è Lampedusa), e sorge alle pendici della Vetta d’Italia.
  • Pratomagno (Prastmann)
  • Wieserboden
  • Boscaroli (Weiher)
  • Canova (Neuhaus)

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La cima più importante del comune di Predoi è la naturalmente Vetta d’Italia (Klockerkarkopf), posta a 2.912 m s.l.m.. Si tratta di una cima situata al confine tra Austria e Italia. Il crinale montuoso su cui si trova, conformato a ferro di cavallo, abbraccia la valle dell’Aurino (intorno al territorio del comune di Predoi), separando la provincia autonoma di Bolzano dal Salisburghese.

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La strada della valle porta in Austria attraverso il passo della Forcella del Picco (Birnlücke). Situata a nord del 47º parallelo, la zona supera per latitudine media anche la Svizzera. La Vetta d’Italia è la montagna più famosa anche se il punto più settentrionale d’Italia si trova presso la vetta vicina: si tratta della Testa Gemella Occidentale (Zwillingsköpfl) (2.841 m), situato diverse centinaia di metri più a nord-est, sempre sul crinale che segna la frontiera.

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Il monte più elevato è, invece, il Pizzo Rosso di Predoi (Rötspitze – 3.495 m), una montagna degli Alti Tauri nelle Alpi dei Tauri occidentali. Si trova lungo la linea di confine tra l’Italia e l’Austria. Dal versante italiano il monte si trova nel comune di Predoi; dal versante austriaco interessa Sankt Jakob in Defereggen.

È possibile ascendere alla vetta partendo da Casere e passando per il rifugio Giogo Lungo (2.606 m), percorrendo la Valle Rossa (Röttal) oppure la Valle del Vento (Windtal). Il comune di Predoi è diviso da due catene montuose, le Alpi della Zillertal e il gruppo del Venediger.

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Le montagne principali sono dunque:

  • Pizzo Rosso di Predoi – 3.495 m
  • Vetta d’Italia – 2.912 m
  • Lasörling – 3.098 m
  • Großvenediger – 3.666 m
  • Cima Dura – 3.135 m

Circa la metà del comune di Predoi (il versante orientale della valle) è parte del parco naturale Vedrette di Ries-Aurina; esso si estende su un territorio di 6 comuni in Alto Adige ed è stato istituito nel 1988, con una superficie di 31.505 ettari. Predoi è una parte molto importante per il parco, poiché il suo ambiente è costituito principalmente da boschi di conifere, prati alpini e pascoli, tutti molto ricchi di flora di montagna.

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La zona comprende laghi alpini, cascate, e monti ricoperti da boschi fitti come la Finestra dei Tauri e le Vedrette di Ries. La fauna è costituita da l’aquila reale, il falco pellegrino, la marmotta, camoscio, scoiattoli, lucherini, corcieri, gufo reale e volpe.

Alcuni fattori, come la densità di popolazione relativamente bassa del comune, la presenza di vasti ambienti isolati e ad altimetria piuttosto elevata, l’istituzione di un’area naturale protetta, un certo grado di rispetto degli abitanti per i luoghi naturali, costruzioni ancora tradizionali ed il ripianto degli alberi tagliati per la legna hanno permesso la conservazione di numerose specie animali e vegetali.

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L’economia di Predoi si basa soprattutto sull’allevamento bovino (grazie all’abbondanza di alti pascoli), sull’industria del legname e sul turismo. Sul territorio del comune vi sarebbero quattro attività industriali con 10 addetti pari al 13,33% della forza lavoro occupata, 3 attività di servizio con 3 addetti pari al 4,00% della forza lavoro occupata, altre 28 attività di servizio con 42 addetti pari al 56,00%  e 19 attività amministrative con 20 addetti pari al 26,67%. Risultano occupati complessivamente 75 individui, pari all’11,85% del numero complessivo di abitanti del comune.

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Il suolo di Predoi non è mai stato particolarmente favorevole all’agricoltura. Per questo gli abitanti del luogo, fin dalle origini, dovettero affiancarvi altre attività, come l’estrazione del rame nell’Alto Medioevo. Ciò nonostante il settore primario rimase quello predominante fino almeno al XVI secolo.

L’allevamento bovino, che costituisce ancora oggi la principale fonte di reddito, fu praticato nell’Alto Adige da tempo immemorabile. Fino all’avvento delle prime miniere straniere che portò al crollo del prezzo del rame sul mercato. Sono presenti piccoli complessi chiamati masi chiusi. Tipiche sono le tradizioni legate a questo settore.

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Come ogni anno in Alto Adige si tengono delle feste, principalmente in autunno e primavera per il ritorno delle mandrie dai pascoli (o per i pascoli) d’alta quota, la transumanza.

Già nel XVI secolo Predoi era rinomata per l’intaglio del legno, che ha le sue origini nel Basso Medioevo. Un altro prodotto tipico del comune di Predoi è, come detto, il pizzo al tombolo di Predoi.

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Predoi è stata per anni, come abbiamo visto, uno dei più importanti centri minerari della zona alpina. Proprio per questo fino al 1800 vi si trovavano industrie estrattive. Oggi sono presenti solo qualche piccola impresa del legno. Il paese vive delle attività lavorative di Prettau Energie e del turismo invernale ed estivo.

Nel settore terziario, si hanno esempi di attività già nei secoli passati quando l’antica miniera esportava in America già alla fine dell’Ottocento.

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Al giorno d’oggi il terziario bilancia in numero di addetti l’attività energetica, presente con Prettau Energie, impresa comunale che sfrutta le risorse idriche del comune. Le altre attività sono gli uffici

Il 42% del territorio dell’Alto Adige è ricoperto da boschi e foreste attraversati da numerosi fiumi e torrenti, e ciò permette il lavoro di idroelettrica.

Gli studi iniziali pensavano di utilizzare soprattutto il torrente Aurino; l’attuale indirizzo concreto si basa, invece, soprattutto sugli affluenti minori e negli ultimi anni si sta cercando di sfruttare al meglio tale fonte di energia, ovvero il torrente alpino, con danni anche ingenti agli ecosistemi fluviali. Dal 2009 esiste a Predoi una centrale idroelettrica gestita da Prettau Energie, l’ente comunale.

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Il turismo a Predoi è quello montano con vari percorsi e sentieri. Negli ultimi anni il paese ha evidenziato una crescita di turisti stranieri di provenienza austriaca, che si aggiungono agli “storici” clienti tedeschi. La più alta concentrazione di turisti si ha prevalentemente in inverno ed in estate. Gli sport predominanti a Predoi sono lo sci, il trekking e alpinismo.

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Predoi è collegata con l’Austria per mezzo di piccole strade, con il resto della regione per mezzo dalla strada statale 621 della Valle Aurina (SS 621). La ex strada statale 621 della Valle Aurina, chiamata ancora così anche se declassata (in tedesco: Ahrntaler Staatsstraße), è un’importante strada provinciale italiana.

Partendo da Brunico, risalendo il torrente Aurino che all’inizio scorre quasi in piano sul fondovalle, la strada attraversa la frazione di San Giorgio, e tocca poi i comuni di Gais, Campo Tures, Valle Aurina, Predoi, arrivando fino alla località Fonte della Roccia (Trinkstein), ai piedi delle cime dei monti della Valle Aurina (Vetta d’Italia, Picco dei Tre Signori, ecc.).

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Nel comune di Predoi un’importante fonte di reddito, soprattutto turistico ed ambientale, è costituito dai boschi, che coprono il 90% del territorio comunale. Un limite naturale della vegetazione è l’altitudine, che si nota dalla presenza dei principali alberi decidui castagno, faggio, frassino e acero montano.

Questi non raggiungono esattamente la stessa quota, né è frequente che crescano assieme, ma il loro limite superiore di crescita corrisponde in modo abbastanza accurato ai cambiamenti di temperatura verso un clima più freddo che è ulteriormente confermato dai cambiamenti nel manto erbaceo nativo.

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Questo limite di solito rimane circa a 1200 m sopra il livello del mare sul lato nord delle Alpi, ma a sud spesso sale a 1500 m, talvolta anche a 1700 m. Salendo di quota, sempre ne comune di Predoi, troviamo la foresta di conifere, formata da erbe, Abete rosso, Abete bianco, Pino mugo, Pino cembro, Pino nero, Abies in genere ed altre conifere tra cui il larice.

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I boschi di Predoi sono rimasti inalterati nel corso degli anni, grazie soprattutto alla politica ambientalista del comune e dell’Alto Adige in genere, ed offrono, oggi, una preziosa fonte naturalistico-ambientale, in parte tutelata dal parco naturale Vedrette di Ries – Aurina.

Torniamo all’estrazione del rame. Un cospicuo numero di abitanti del posto era impiegato nella miniera di Sant’Ignazio che costituiva un’importante fonte di reddito dell’epoca. Le attività di estrazione del rame risalgono a tempi molto lontani, a testimoniarlo è un’ascia celtica rinvenuta da un minatore nel 1864.

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Una delle prime fonti che attestano la presenza della miniera risale invece al 1479; essa funzionava a tal punto da creare una forte concorrenza alla miniera di rame di Schwaz (nel Tirolo austriaco). Ben presto la miniera di Predoi venne chiusa e venduta per 800 fiorini al principe Sigmund den Münzreichen che era molto attento alla ricchezza favorita dall’estrazione del rame.

Persino i vescovi di Bressanone si resero conto di tale ricchezza, ecco perché venne creato il “sindacato aurino” che diede una svolta all’intera Valle Aurina favorendo la riapertura della stessa nel 1490.

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Affinché la miniera potesse funzionare era necessaria un’ampia quantità di legname. Le zone limitrofe subirono pertanto un forte disboscamento la cui diretta conseguenza fu il verificarsi di numerose valanghe. All’epoca non si immaginava che le valanghe dipendessero dal disboscamento e numerose piante furono tagliate anche nelle epoche successive.

Il rame di Predoi era considerato fra i migliori d’Europa. Il centro amministrativo per il commercio del rame era Cadipietra dove si trovava, fra le altre cose, anche la sede del sindacato. Venne istituito persino un tribunale poco distante da Cadipietra, poiché si verificavano spesso litigi fra i minatori e i contadini della zona.

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Purtroppo una slavina causò la distruzione delle fonderie di San Giovanni e, sebbene ne fosse stata costruita una nuova proprio presso la miniera di Predoi, questa fu utilizzata ancora per poco tempo prima di essere chiusa del tutto nel 1894.

Il tasso di disoccupazione si alzò inesorabilmente. Fu proprio all’epoca che si diffuse la lavorazione dei pizzi al tombolo (merletti decorativi realizzati con un antico strumento chiamato “tombolo”), tradizione esistente ancora oggi e diffusa dai parroci del paese.

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Accanto alla miniera vi era un granaio dove veniva conservato il grano usato per la remunerazione degli operai. Al suo interno è oggi possibile visitare il Museo Minerario ricco di documenti storici, modellini lignei, dipinti, mappe geografiche, libri e reperti dell’epoca.

All’interno della miniera è stato invece allestito il Centro Climatico di Predoi. Le gallerie infatti sono contraddistinte da un particolare microclima che risulta essere estremamente benefico per chi soffre di problemi alle vie respiratorie o di allergie alle polveri e ai pollini.

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Una vera e propria forma di speleoterapia (terapia in caverna) in cui l’aria presente nelle gallerie raggiunge il 100% della sua purezza con una temperatura che varia dagli 8 ai 10° C.

Centro Climatico di Predoi
Vicolo Hörmann 38/a
39030 Predoi (Bz)
Tel.: 0039 0474 654523
Fax: 0039 0474 654698
info@io-respiro.it
www.io-respiro.it

Le caratteristiche microclimatiche dell’ex miniera di rame di Predoi, in Valle Aurina, Alto Adige, ne fanno il luogo ideale dove lenire allergie e asma bronchiale.

Aperta nel 2003, la galleria climatica di Predoi rappresenta il primo centro italiano di speleoterapia. La temperatura costante di 9 gradi, il tasso di umidità relativa al 95%, l’umidità assoluta bassissima e la totale assenza di polveri e pollini creano le condizioni per alleviare i problemi respiratori più diffusi.

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L’ambiente comodo e rilassante, permette di leggere, ascoltare musica oppure dormire nel tempo stesso in cui il “respiro sotterraneo” apporta i suoi effetti benefici.

Il trattamento prevede due ora circa di permanenza al giorno, da ripetere per 2-3 settimane. Secondo le statistiche del 2004, l’80% delle persone che hanno visitato la galleria hanno ottenuto giovamento. Il trattamento, con l’ingresso in miniera per sei giorni, viene offerto al prezzo di circa 60 euro.

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E per una vacanza “sana e senza allergie” è nata l’associazione di alberghi “Respiration Health Hotels”, info@respiration.it, controllati dall’Agenzia provinciale di Bolzano per l’ambiente e che garantiscono camere, arredamenti e strutture adeguate a chi soffre di asma e allergie e propongono pacchetti integrati con la terapia in miniera.

E’ di vitale importanza, si sa, poter respirare l’aria fresca e salubre e per far ciò deve percorrere un lungo tragitto. A 2.000 metri, l’aria scorre nella montagna, si muove lentamente attraverso chilometri di gallerie e pozzi minerari fino a giungere a 500 metri sotto la superficie terrestre nella grotta curativa.

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Perché la montagna ha fornito negli anni, nei secoli, non solo il minerale prezioso, bensì anche un diverso prodotto impagabile: estate e inverno, autunno e primavera, all’interno della galleria curativa vi sono costantemente 9° C. di temperatura, l’umidità relativa è quasi satura.

Per le persone che soffrono di malattie respiratorie tali particolarità climatiche  sono spesso l’ultima speranza: L’aria fredda si riscalda a temperatura corporea dopo l’inspirazione, riduce l’edema e rimuove il muco che si è raccolto nelle cavità bronchiali e permette in tal modo che i bronchi siamo pervi affinché l’aria giunga nei confini periferici dei polmoni.

La galleria salutare è stata aperta nel 2003. È da nove anni che gli “allergici” vengono qui per respirare l’aria curativa. Bambini, adolescenti e anziani, con asma, rinite allergica o bronchite.

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