LA LEGIONE “STRANIERA” DEL DUCE

SI ADDESTRAVA A RIVA DEL GARDA

LA LEGIONE CROATA

di Cornelio Galas

Per un lungo periodo, durante la seconda guerra mondiale, nelle caserme di Riva del Garda fu addestrata la cosiddetta “Legione straniera” del Duce (e di Hitler). Si tratta della Legione Croata, che sub√¨ poi gravissime perdite nella guerra sul fronte russo.¬†Chi non volesse leggersi tutta la storia pu√≤ guardare il video dove, assieme a foto dell’epoca – ¬†ritraggono i soldati croati durante il giuramento al Duce, l’addestramento e la partenza per il fronte – c’√® una sintesi di quanto ho raccolto in vari archivi storici: Arcivio di Stato di Trento, Archivio Beni Culturali Lombardi, Istituto Luce, Foto Archivio Federico Patellani.

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LE CASERME A RIVA DEL GARDA

Il complesso caserme situato nella periferia nord della cittadina √® stato costruito agli inizi del ‚Äė900 per ospitare reparti dell‚Äôesercito austroungarico.¬†Dopo la prima guerra mondiale, le due caserme passano in mano italiana, prendendo il nome di caserme ‚ÄúLIPELLA‚ÄĚ e ‚ÄúCELLA‚ÄĚ e divenendo sede di reparti di fanteria, artiglieria¬† e di alpini.

Tra le due guerre il complesso ospita diversi reparti sia in sede temporanea sia stanziale, tra cui:¬†Reparti del 6¬į Alpini, 2¬ļ Reggimento artiglieria d‚Äôarmata, 5¬į Reggimento artiglieria d‚Äôarmata, 4¬į Centro Contraerei (dal 1926), Legione Croata prima dell‚Äôinvio in Russia con il CSIR, III¬į battaglione carri del 32¬į Rgt carri ‚ÄúAriete‚ÄĚ.¬†Dopo l‚Äô8 settembre 1943, √® sede di reparti tedeschi e di militi della R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana) di Sal√≤.

Nel dopoguerra, √® sede stanziale di:¬†Battaglione misto genio “Friuli” , battaglione artieri “Friuli”, VII¬į Btg. genio pionieri del 2¬į Rgt. genio di Bolzano (dagli anni 50 al 28/5/75), 4¬ļ Rgt Art. contraerei pesante (1/7/1951-nov 1955).¬† Con lo scioglimento dei reparti del genio e artiglieria, avvenuto nel 1975, il complesso √® utilizzato come sede addestrativa di vari reparti.¬†Nel 1989, √® costituita la Base Logistica di Riva del Garda – Comando Regione Militare Nord-Est, e con l’avvio dei lavori di demolizione delle precedenti strutture, il complesso cambia radicalmente la propria funzione, non pi√Ļ utilizzato per l‚Äôaddestramento dei militari ma, luogo di svago e tempo libero per il personale appartenente all‚Äôamministrazione difesa.

Dal 1¬į gennaio del 1998 assume l’attuale denominazione di Base Logistico ‚Äď Addestrativa, in seguito √® posta alle dipendenze del Comando Militare Nord di Torino.

LA LEGIONE CROATA

La Legione croata autotrasportabile era un’unit√† straniera del Regio Esercito italiano, creata nel 1941 ed inquadrata prima nel Corpo di spedizione italiano in Russia e poi nell’Armata italiana in Russia.

In lingua croata l’unit√† era denominata Lako prevozni zdrug, ovvero “Brigata leggera motorizzata”, mentre con la denominazione Hrvatska legija (corrispondente all’italiano “Legione croata”) i croati designavano l’insieme dei loro reparti aggregati al Regio Esercito ed alla Wehrmacht.¬†Dopo l’occupazione della Croazia da parte di tedeschi ed italiani, in Croazia venne creato lo Stato Indipendente di Croazia, uno stato satellite dell’Asse assegnato formalmente a Aimone di Savoia-Aosta (con il nome di Tomislavo II) ma sotto il controllo reale dei nazionalisti Ustascia.

Il nuovo stato aveva un proprio esercito, che nel 1943 era formato da 130 000 soldati. Rispondendo all’appello alla crociata anti-comunista del poglavnik Ante Pavelińá, molti regolari e volontari croati si arruolarono nelle truppe straniere nella Wehrmacht. Da un primo reggimento costituito nel luglio 1941, il Verst√§rktes (kroatisches) Infanterie-Regiment 369, la Hrvatska legija arriv√≤ a fornire ai tedeschi nel 1943 tre divisioni di fanteria (la 369., la 373. e la 392. Infanterie-Division (kroatische)), un reparto di marina (Hrvatskog pomorska sklopa Crno more) ed un reparto aeronautico aggregato alla Luftwaffe (Kroatische Luftwaffen-Legion in tedesco).

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¬†Gli italiani, considerando la Croazia una propria zona di influenza, ritennero di procedere ad un’analoga iniziativa per la costituzione di un’unit√† croata da impiegare sul fronte russo come riserva di corpo d’armata. Grazie al lavoro della Missione Militare Italiana in Croazia del generale Giovanni Battista Oxilia ed in seguito alle pressioni del Maresciallo d’Italia Ugo Cavallero sul suo parigrado Slavko Kvaternik, il 26 luglio 1941 l’esercito croato dispose la costituzione di una Lako prevozni zdrug (“Brigata leggera motorizzata”), basata sul battaglione complementi 369¬ļ Reggimento e denominata in italiano Legione croata autotrasportabile. Stanziata a VaraŇĺdin, la Legione fu posta al comando del tenente colonnello Stjepan Neuberger. Nonostante la denominazione di “Brigata leggera”, in realt√† si trattava di un’unit√† di livello reggimentale organizzata su:

  • comando legione
  • battaglione¬†fucilieri
  • compagnia comando
  • tre compagnie fucilieri
  • compagnia armi d’accompagnamento
  • compagnia¬†mortai¬†da 81¬†mm
  • compagnia¬†cannoni d’accompagnamento
  • compagnia complementi

Essa schierava inizialmente 45¬†ufficiali, 67¬†sottufficiali¬†e 1009 militari di truppa[1]. La definizione “autotrasportabile”, nelle forze armate italiane, stava ad indicare che la compagnia di cannoni controcarro ed i servizi erano interamente motorizzati, mentre le compagnie fucilieri erano solo predisposte per l’autotrasporto e dovevano quindi ricorrere ai veicoli forniti di volta in volta dagli autoreparti delle unit√† superiori. Il trattamento economico era parificato a quello del personale nazionale; dopo l’invio in Italia ed in seguito in Russia, tutte le spese, dagli stipendi ai rifornimenti, erano erogati dagli enti italiani, che in seguito venivano rimborsati dallo stato croato; armamento, automezzi, animali ed equipaggiamenti erano invece a carico del¬†Regno d’Italia.

L’addestramento a Riva del Garda

Il trasferimento in Italia per la seconda fase di addestramento fu rimandato e la Legione venne impiegata in operazioni anti-partigiani agli ordini della 2¬™ Armata (SUPERSLODA), iniziando nel frattempo in novembre un ciclo di addestramento con otto ufficiali, otto sottufficiali ed alcuni graduati italiani, al fine di familiarizzare con armi, mezzi, procedure e tattiche del Regio Esercito. Pochi giorni prima della partenza il comandante Neuberger fu sostituito dal tenente colonnello Egon ŇĹitnik. Il 17 dicembre l’unit√† arriv√≤ finalmente a Riva del Garda e, dopo un intenso ciclo di addestramento, prest√≤ giuramento al Duce, alla presenza di Cavallero e Kvaternik. Nell’aprile 1942 la Legione fu dichiarata pronta per il combattimento.

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L’arrivo in Russia

La Legione croata autotrasportabile passata in rassegna dal generale Giovanni Messe, comandante del CSIR. In primo piano un cannone da 47/32.

Il 16 aprile la Legione croata autotrasportabile arriv√≤ in Russia ed il 18 aprile 1942 fu assegnata alla riserva di corpo d’armata del Corpo di spedizione italiano in Russia (XXXV Corpo d’Armata). Operativamente fu posta alle dipendenze della 3¬™ Divisione Celere “Principe Amedeo Duca d’Aosta”, in sostituzione della 63¬™ Legione CC.NN. “Tagliamento”, che doveva riordinarsi a causa delle perdite subite. Dall’autoreparto ricevette in dotazione il resto degli automezzi, ovvero 3 autovetture, 44 autocarri e 6 motocicli. Lo scambio delle consegne avvenne il 19 aprile; la legione venne assegnata alla riserva divisionale ma gi√† alcuni giorni dopo una compagnia entrava in linea sull’ala sinistra della grande unit√†; l’11 maggio a Pervomajska la Legione ebbe il suo battesimo del fuoco, respingendo da sola un assalto sovietico; scontri sanguinosi si ebbero in giugno nelle localit√† di Stokovo, Greko-Timofejevka e Veseli-Nikitovo, tutti conclusisi con la vittoria dei croati, anche se a prezzo di sensibili perdite.

L’11 luglio, manovrando con il Gruppo Battaglioni CC.NN. “Tagliamento” (evoluzione organica della Legione omonima), travolgeva il nemico occupando Wessjelij√¨. Il 13 luglio la Legione croata ed il “Tagliamento”, in vista dell’occupazione del bacino carbonifero di Bokowo Antrazit, passarono alle dirette dipendenze del XXXV Corpo d’Armata ed andarono a formare (insieme con il III Gruppo artiglieria a cavallo) il Raggruppamento “Mittica”, che con la 9¬™ Divisione fanteria “Pasubio” insegu√¨ i russi fino a Krasnaja Poljana. Importanti scontri coinvolsero i croati presso le localit√† di Wladimirowka e Fjodorovka. A fine luglio la Legione oltrepass√≤ il Donec, attestandosi sulla testa di ponte di Lubanskoje; il 25 agosto questa fu pesantemente investita dalla controffensiva russa; i legionari tennero la posizione, respingendo i sovietici e catturando centinaia di prigionieri, al costi di 8 caduti e 12 feriti.

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In agosto 1942 giunse in Russia il comando del neocostituito Raggruppamento CC.NN. “3 gennaio”, costituito in seno al XXXV Corpo d’Armata dal Gruppo Battaglioni CC.NN. “Tagliamento” e dal Gruppo Battaglioni CC.NN. “Montebello”; poich√© quest’ultimo non era ancora giunto in teatro operativo, fu sostituito dalla Legione croata. Quando il “Montebello” arriv√≤ e l’ARMIR si rischier√≤ sul Don, la Legione venne trasferita tatticamente alle dipendenze della “Pasubio” (XXXV CdA).

La prima battaglia del Don

Poco dopo aver occupato le posizioni sul Don, le linee italiane furono investite da una serie di attacchi sovietici, che si protrassero dal 20 agosto al 1¬ļ settembre. Il comando dell’8¬™ Armata dovette intervenire per sostenere il XXXV Corpo d’armata ed evitare il crollo del settore; quindi la Divisione celere, pur esausta per le precedenti operazioni, dovette nuovamente affluire in prima linea e, insieme al Battaglione Alpini Sciatori “Monte Cervino”, alla Legione croata ed al 179¬ļ Reggimento granatieri tedesco, organizz√≤ un contrattacco per contenere l’avanzata sovietica. I croati si batterono con grande sprezzo del pericolo, anche in combattimenti all’arma bianca, dimostrandosi ¬ęvalorosi e degni compagni d’arme della “Pasubio”¬Ľ. La Legione continu√≤ a fronteggiare il nemico al fianco del Raggruppamento CC.NN. “3 gennaio” ed all’8¬ļ Reggimento bersaglieri fino alla fine di ottobre, quando furono sostituiti dai reparti della 1¬™ Armata romena.

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La seconda battaglia del Don e l’ultimo assalto a Meschkoff

In forza alla 3¬™ Divisione Celere nonostante le insistenti richieste tedesche per aggregarla al XXIX Corpo d’armata germanico, la Legione prese parte alla seconda battaglia difensiva del Don, iniziata l’11 dicembre 1942. Il 20 dicembre essa, insieme al 3¬ļ Reggimento bersaglieri, mosse da Kalmikoff su Meschkoff. Quando le pattuglie riportarono la presenza di carri armati e fanterie nemiche, il comandante Zimik ed il colonnello Luigi Longo, comandante del 3¬ļ, decisero di impegnarsi in combattimento. Preso contatto a mezzogiorno, i combattimenti proseguirono violenti fino a notte inoltrata. Circondati dai russi nel villaggio di Meschkoff, croati e bersaglieri resistettero fianco a fianco fino al 22 dicembre.

Tre compagnie di fucilieri e la compagnia mortai croate furono totalmente distrutte, cos√¨ come i bersaglieri. Secondo la relazione ufficiale, tornarono indietro solo un ufficiale ed un soldato croato e nessun bersagliere. Molti erano morti, tanti altri erano caduti prigionieri dei sovietici; i russi riservarono un trattamento di favore a questi prigionieri, sia per affinit√† “etnica” sia perch√© avevano intenzione di formare anch’essi una legione. Poche settimane dopo, con la caduta di Stalingrado il 31 gennaio 1943, iniziava la disastrosa ritirata delle truppe dell’Asse e l’ARMIR cessava di esistere.

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Lo scioglimento ufficiale della Legione croata autotrasportata fu disposto dallo Stato Maggiore il 13 aprile 1943. I superstiti rientrati in Italia dalla Russia furono rimpatriati, ad eccezione di un nucleo della 3ª Compagnia complementi, costituito dal capitano comandante, da un sottufficiale e da sei soldati, che sarebbero rimasti a Riva del Garda per curare la consegna dei materiali e lo smistamento dei reduci dal fronte e dei feriti dimessi.

La seconda legione croata

Gi√† il 15 settembre 1942 lo Stato Maggiore del Regio Esercito aveva disposto la formazione di due nuclei di istruttori, italiani e croati, che avrebbero dovuto curare a Riva del Garda l’addestramento di una prevista seconda legione croata. Dopo il rientro dalla Russia dei superstiti e lo scioglimento della prima unit√†, un’aliquota composta da un ufficiale, 13 sottufficiali e 133 militari fu inviata il 22 aprile 1943 a Karlovac per arruolare ed inquadrare le nuove reclute della classe 1923. Gli accordi tra il Comando Supremo ed il poglavnik prevedevano l’arruolamento di una nuova legione numericamente superiore alla prima, con 132 ufficiali, 182 sottufficiali, 3 745 soldati di truppa e 16 autieri (per un totale di 4 075 uomini). L’organigramma previsto era quello di una piccola brigata, formata da:

  • reggimento fanteria:
  • due battaglioni fanteria,
  • compagnia mortai da 81 mm,A00139264
  • gruppo artiglieria:
  • due batterie
  • reparto misto genio
  • battaglione complementi
  • Alla mobilitazione, fissata per il 5 giugno 1943, non segu√¨ una effettiva operativit√†. Il deteriorarsi delle relazioni italo-croate, soprattutto in favore di quelle con la Germania nazista, portarono a vere e proprie operazioni di sabotaggio delle attivit√† di arruolamento da parte di Ustascia e Domobranci. Con lo sbarco alleato in Sicilia in giugno e la destituzione di Mussolini il 25 luglio, le priorit√† italiane cambiarono radicalmente, in modo tale che venne meno ogni interesse ed ogni possibilit√† di attivare la seconda legione croata. Con l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre, i tedeschi provvidero a disarmare, oltre ai reparti italiani, anche i croati ancora in forza al deposito della Legione di Riva. Gli uomini che non si congedarono confluirono cos√¨ nelle divisioni croate dello Heer.

Bandiera di guerra

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La bandiera di guerra della Legione croata riprendeva colori e simboli della bandiera croata: il drappo consisteva di tre bande orizzontali di uguale dimensione, nei colori panslavi rosso, bianco e blu. Esso era bordato d’argento, con triangoli dei colori panslavi. Ai quattro spigoli, le lettere “U” di Ustascia.

Sul recto del drappo era presente lo stemma croato: uno scudo a scacchi rossi e bianchi debordante la fascia bianca, con il primo scacco bianco, sormontato dalla corona reale croata. Lo stemma era centrato sulla fascia bianca tra due fasci littori ed il motto Ustascia “Bog i Hrvati” (“Dio ed i Croati”).

Il verso, anch’esso tricolore rosso-bianco-blu, portava il simbolo degli Ustascia tra due fasci littori ed il loro motto “Za dom spremni” (“Per la patria, pronti!”); il simbolo Ustascia era costituito dalla lettera “U” con al centro una granata caricata con lo stemma a scacchiera, il tutto incorniciato da un altro vecchio simbolo croato, un rombo formato da un intreccio di tre linee rosse.

Il puntale metallico, che sormontava l’asta ricoperta di velluto con bullette a spirale, riproduceva lo stesso simbolo Ustascia. Ad esso era fissato un cordoncino argento ed il fiocco, ovvero una fascia di seta con ricamato il nome dell’unit√† (“Lako prevozni zdrug”) tra simboli Ustascia.

Uniforme

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Legionari e camicie nere. Il legionario al centro indossa l’uniforme dell’esercito croato con le mostreggiature della Legione e la bustina italiana con fregio legionario. Il legionario a destra indossa invece l’uniforme italiana.

Nella prima fase di addestramento in patria, come da accordi la vestizione del personale era a carico del governo di Zagabria. Quindi il personale impiegava le uniformi dell’esercito croato, con insegne di grado sul bavero e fascio littorio sul petto. Con l’arrivo a Riva del Garda, i legionari furono parzialmente riequipaggiati con uniformi grigioverdi italiane, con i distintivi di grado del Regio Esercito. L’uniforme legionaria riprendeva da quella della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale sia le mostreggiature, costituite dalle fiamme nere con fascetti littori sul bavero, sia il fregio sulla bustina, formato da un fascio tra due ali, sormontato da una stella d’Italia. Lo scudetto da braccio, cucito sulla manica sinistra, era metallico o in tessuto e riproduceva lo stemma a scacchiera sormontato dalla scritta “Hrvatska” (“Croazia”), comune a tutte le unit√† della Hrvatska legija.

Il distintivo pettorale, indossato sul taschino sinistro dell’uniforme, era in metallo smaltato ed era formato da uno scudo con sfondo azzurro Savoia diviso verticalmente in due da un fascio dorato sormontato da un’aquila. In alto a destra lo stemma dei Savoia e, diagonalmente a sinistra in basso, lo stemma croato, legati al fascio. In diagonale, su due righe, i due motti della Legione: quello italiano, “Per l’Italia alal√†”, e quello nazionalista croato “Za dom spremni”. Sopra lo scudo, in lettere d’oro su sfondo bianco, le parole “Legione croata” nella met√† con lo stemma reale italiano e “Hrvatska legija” in quella con lo stemma croato.

Equipaggiamento

La Legione era equipaggiata con armi e buffetterie d’ordinanza del Regio Esercito, cos√¨ come per le armi di accompagnamento e controcarro. L’armamento individuale e di reparto comprendeva:

  • moschetto Carcano Mod. 38: bolt-action, calibro 6,5 mm, distribuito a tutta la truppa;
  • pistola Beretta Mod. 34: semiautomatica, calibro 9 mm corto, per ufficiali ed altro personale come previsto per le truppe nazionali;
  • elmetto Mod. 33.

L’armamento pesante di reparto previsto all’atto della costituzione era invece:

  • 32 fucili mitragliatori Breda Mod. 30;
  • 12 mitragliatrici Breda Mod. 37;
  • 9 mortai da 45 mm Brixia Mod. 35;
  • 7 mortai da 81 mm Mod. 35;
  • 5 cannoni controcarro da 47/32 Mod. 35.

La dotazione di quadrupedi ed automezzi prevista era anch’essa a carico del Regio Esercito ed era la seguente:

  • 108 quadrupedi da soma;
  • 3 autovetture;
  • 39 autocarri leggeri;
  • 5 motocicli;
  • 14 biciclette.

Comandanti

  • Ten. Col. Stjepan Neuberger
  • Ten. Col. Egon ŇĹitnik

 

TUTTE LE FOTO DEL VIDEO:

Italia Seconda Guerra Mondiale. Caserma militare di Riva del Garda – partenza della legione croata, giuramento al Duce, sfilata per le vie di Riva del Garda, addestramento in caserma, cerimonia al campo Benacense, l’accoglienza dei rivani (Foto¬†Patellani Federico –¬†Collocazione: Cinisello Balsamo (MI), Museo di Fotografia Contemporanea)

 

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