Vicino alla celebre cantoria marmorea sopra laporta di sttentrione, desta curiosità una graziosa edixola marmorea stemmata, sulla quale si distinguono delle superfici in marmo nero con evidenti tracce di pittura, tipica dell’ambiente veronese durante il Seicento. Una scritta in latino incisa a mezzo dell’edicola informa che essa venne murata in S. Maria Maggiore durante il 1634, per l’offerta alla chiesa di duecento fiorini da parte di Giovanni Armani e di sua moglie Maria Felicita Rottenbuch. Chi era Giovanni Armani? Di un Giovanni Armani presente a Trento fra il 1561 e il 1578 scrive il Weber che era un pittore oriundo di Verona, più volte incaricato con altri pittori di dipingere archi ed insegne in occasione di passaggi di principi ed arrivi di legali al tempo del Concilio. Ma il Giovanni Armani dell’edicola marmorea, probabilmente discendente dell’omonimo pittore veronese, è quello menzionato come abitante a Hall in Austria, al servizio dell’arciduca Leopoldo e committente per sè e per la propria discendenza di un sepolcro con lastra tombale nel mezzo di S. Maria Maggiore. Di Giovanni Armani è anche, all’interno di S. Maria Maggiore, il tempietto in legno dorato, del 1621, collocato sopra la porta di mezzogiorno, esattamente di fronte all’edicola marmorea. Il tempietto in legno incorniciava un’antica Pietà, oggi mancante, sotto la quale, quasi in un fregio, era dipinta la Resurrezione del Salvatore, che esiste ancora