TRENTO, ARTE E STORIA – 1

trento da vedere – 56

Prima dell’avvento di Bernardo Clesio sulla cattedra di San Vigilio palazzo Alberti Colico era diviso in due case distinte: una proprietà di Andrea Regio, uno dei più valenti amministratori del Principato tridentino; l’altra di Odorico da Povo. Per volere e con l’aiuto finanziario di Bernardo Clesio le due case verranno restaurate, abbellite e fuse in un unico palazzo, acquistato in seguito da Antonio dei Gigli di Quetta. Quando il Romanino dipinge l’intera facciata dalla base fino al tetto sporgente, rispetterà in un certo senso la primitiva divisione del palazzo, decorando diversamente le sue metà della facciata. Sulla parte sinistra si notano due stemmi, oltre a quello dei Gigli di Quetta: il più grande, in alto, dal campo dello scudo d’argento al leone “scaccato” d’oro e d’azzurro è sicuramente d’Odorico dei signori di Povo

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