TRENTO, ARTE E STORIA – 1

trento da vedere – 43

Fra il palazzo Pretorio e il duono, s’erge l’austera costruzione merlata del Castelletto, voluto agli inizi del Duecento dall’attivo e lungimirante principe vescovo Federico Vanga, il quale pensava di contenere vittoriosamente l’urto dei suoi nemici con la costruzione di un rifugio d’emergenza, un castello alto e di arduo accesso, contiguo al tempio principale della città e al palazzo vescovile. Questo palazzotto, più rispondente ad una architettura militare che ad un intento civile, è giunto fino a noi praticamente intatto. Esso è la sintesi di tre diverse costruzioni sovrapposte l’una all’altra. La parte più bassa, che si trova attualmente a circa tre metri sotto il piano stradale, è il battistero o cappella dedicata a San Giovanni. Al di sopra di questo vano è costruita la chiesa di San Biagio, adibita a sagrestia della cattedrale. Infine s’erge il Castelletto vero e proprio coronato da una serie di venti merli ghibellini, traforato e alleggerito su tutti i quattro lati nella parte superiore da una decina di finestroni romanici, otto a trifora e due a bifora. Il principe vescovo Federico Vanga non ebbe però l’occasione di sperimentare l’efficienza difensiva di questa sua opera, essendo morto nel 1218 durante un pellegrinaggio in Terra Santa; neppure se ne giovarono molto i suoi successori, dato che la residenza vescovile cambiò sede nel 1255.

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