Seconda ed ultima parte della sintesi del libro “Trentino e Alto Adige, province del Reich”. Dopo la sezione dedicata al Trentino (quella curata da Piero Agostini) oggi spazio all’Alto Adige (Südtirol). Con una serie di immagini e relative didascalie allegate al testo di Carlo Romeo.
Si parte dall'”annessione” dell’Austria, alle prime organizzazioni clandestine della propaganda nazionalsocialista tra la gioventù sudtirolese. Poi le “opzioni”: partire o restare. La patria perduta. Le scuole nel Reich. Fino all’8 settembre 1943. Col “rebaltòn”, un imperdonabile “tradimento” secondo HItler da parte delle forze armate italiane fino ad allora “alleate”.
Il Führer nomina un proprio plenipotenziario per l’Italia settentrionale occupata. E di fatto Trentino e Alto Adige fanno la fine dell’Austria. Infine Il Cln a Bolzano, la Resistenza in Alto Adige. Le conseguenze dell’attentato di via Rasella a Roma. Fino alla Liberazione e al bilancio dei morti, dei dispersi, dei danni causati dalla seconda guerra mondiale.
Propongo in video la scansione più veloce dei quasi 150 foto, immagini, documenti storici che – con ampie didascalie – troverete nella galleria sotto.
Si tratta di materiali provenienti da vari archivi e istituti:
Archivio Comunale di Bressanone, Archivio Provinciale di Bolzano, Archivio di Stato di Bolzano, Associazione Storica di Campo di Trens, Bundesarchiv Koblenz (Germania), Museo Storico di Trento, Nationales Archives College Park, Maryland (Usa), Tiroler Geschichtsverein, Sektion Bozen, Tiroles Landesarchiv Innsbrück (Austria), University of Keel, Air Photo Library – Department (Staffordshire – GB), Zeughaus Inbsbrück: Slg. Popp (Austria).
Altri documenti sono stati forniti da:
Willy Acherer (Brixen), Martin Achrainer (Innsbrück, Austria), Teresia Blaas (Schluderns), Edy Blasizzo (Bolzano), Gundi Brigl (Bozen), Keith Bullock (Imst, Austria), Ivan Busetti (Ora), Giorgio D’Amico (Bronzolo), Sergio Di Vita (Bolzano), Roberto D’Elia (Bolzano), Josef Foessinger (Merano), Marco Franchini (Roma), Slg. Fuchs (Latsch), Cristoph Gasser (Klausen), Mariele Gheller (St. Ulrich), Stephan Gostner (Bolzano) Marco Craffonara (S. Vigilio di Marebbe), Cristoph v. Hartungen (Bozen), Hans Heiss (Brixen), Amerigo Iannuzzi (Vipiteno), Josef, Leopold Steurer (Merano), Wendelin Stockner (Brixen), Josef Kiniger (Sexten), Annemarie Mumelter (Bozen), Fabrizio Miori (Bolzano), Hubert Mock (Bolzano), Josef Noessing (Bozen), Rudolf Palme (Innsbrück, Austria), Martina Ravanello (Bolzano), Carlo Romeo (Bolzano), Gerald Steinacher (Bozen), Lothar v. Sternbach (Bruneck), Leopold Steurer (Meran), Franz Oberkofler (Brixen), Oswald Uberegger (Freienfeld), Brigitte Widmann (Bozen), Slg. Wassermann (Niederdorf), Jürgen Zarusky (München, Germania).
Bolzano, 9 settembre 1943. Truppe tedesche motorizzate raggiungono il quartiere di Rencio/Rentsch e sono salutate con entusiasmo dalla popolazione accorsa sulle strade
Bolzano, 9 settembre 1943. Truppe tedesche motorizzate raggiungono il quartiere di Rencio/Rentsch e sono salutate con entusiasmo dalla popolazione accorsa sulle strade
Hitler e Konrad Henlein, capo del movimento nazista dei Sudeti, prima (all’Obersalzberg) e dopo l’annessione (settembre 1938)
Cartellino-tessera del Dulag di Bolzano. La sigla KdS indicava che tali prigionieri (“politici”) erano a disposizione del comando SS di Bolzano
Bolzano, 9 settembre 1943. Un carro armato nella piazza antistante l’edificio del Corpo d’Armata di Bolzano. Sulla facciata sono visibili i segni lasciati da un colpo sparato per convincere alla resa il generale Alessandro Gloria (p. priv. Acherer, Brixen)
Mühldorf am Inn, 12 marzo 1938: Hitler si accinge a salire sull’automobile per varcare trionfalmente la frontiera austriaca
Val d’Isarco, 9 settembre 1943. Un semovente fermo nei pressi di Campodazzo/Atzwang: i soldati si rifocillano con i viveri portati da due bambine (p. priv.)
Il sacerdote Josef Ferrari (1907 – 1958), anima dell’opposizione al nazismo tra i giovani, durante un’escursione dei formatori della gioventù cattolica nel 1935. Alla sua destra Josef Mayr Nusser (Iblacker, 1979)
Hitler riceve il saluto delle organizzazioni giovanili naziste austriache sino ad allora … illegali
Il blocco dei prigionieri “pericolosi” nel Lager di Bolzano
Erich Amonn, (!896 – 1970) il rappresentante dell’antinazismo sudtirolese con cui Longon prese contatti e che sarebbe divenuto nel dopoguerra il primo presidente della Svp
Il funerale al Deutsche Heldenfriedhof di Roma. In primo piano l’Oberbefehlshaber della 14 Armata Eberhard v. Mackensen (Tiroles Geschichtsverein/Sek. Bozen)
Immagini di un opuscolo informativo (dicembre 1940) sulle scuole superiori per “Volksdeutschen” di Rufach e Achern, preceduto sul frontespizio dalle parole del Führer “Un unico sangue circola in un unico Impero (B. Widmann, Bz)
I capannoni del campo di transito di Bolzano, che furono abitati per molto tempo nel dopoguerra. Della struttura originaria rimane oggi solo un muro (p. priv. Pedrotti, Bz)
8 settembre 1943: la punizione del “tradimento”. “Le prime immagini dall’Italia. I nostri soldati danno la giusta risposta ai traditori. Unità di carri Tigre al Brennero. Una batteria in posizione di tiro in un vigneto dell’Italia settentrionale. La Flak su un affusto semovente pattuglia un importante ponte lungo una strada di rifornimento. Nel campo sportivo di Bolzano vengono internate le truppe disarmate del governo traditore” (Völkischer Beobachter, 14.09.1943)
Franz Thaler fu uno dei più di 300 giovani sudtirolesi che si sottrassero alla chiamata di leva da parte del Reich. Fu internato a Dachau (p. priv. Thaler)
“La lotta per l’Oriente”: la teoria dello spaio vitale e della naturale pressione ad est del popolo tedesci recupera elementi epico-storici, come le gesta dei Cavalieri Teutonici
Val Pusteria, 9 settembre 1943. Alpini catturati si avviano ai campi di raccolta (p. priv. W. Acherer, Brixen)
Val d’Isarco, agosto-settembre 1943. Panzer germanici discesi dal Brennero (p. priv.)
“Attentato terroristico comunista. 32 soldati di polizia sudtirolesi uccisi in un agguato”. Questo il titolo del “Bozner Tagblatt” (27 marzo 1944), esemplare prova di retorica nazista
I frontespizi di alcune pubblicazioni degli uffici di propaganda nazisti, volti a rafforzare tra i Volksdeutschen il sentimento d’appartenenza alla Comunità di sangue del Reich. Il “Bauerntum” (ceto contadino) rappresenta nell’ideologia nazionalsocialista il depositario più genuino dell’antica cultura germanica
Il procuratore di stato Konrad Seiler nel dopoguerra (Zampiccoli 1981)
Sede del Sod di Bolzano, presso il palazzo Widmann (p. priv. W. Acherer, Brixen)
Marzo 1938: entrata delle truppe germaniche in Austria (posto di frontiera di Schärding)
Giovani che prestano servizio nel Sod a Bressanone (p. priv. W. Acherer)
Il “Deutsche Front” sfila davanti a Hitler (Saarbrücken, 1 marzo 1935)
Immagini di un opuscolo informativo (dicembre 1940) sulle scuole superiori per “Volksdeutschen” di Rufach e Achern, preceduto sul frontespizio dalle parole del Führer “Un unico sangue circola in un unico Impero (B. Widmann, Bz)
Rencio/Rentsch, 9 settembre 1943. Le truppe germaniche, ormai alle porte di Bolzano, vengono accolte dalla popolazione con frutta, fiori e vino (p. priv.)
Immagine aerea di un bombardamento su Bolzano (Univ. of Keele/GB, Arch. Prov. Bz)
Funerali militari a Stilves. Disposti simmetricamente verso il fondo due militi delle forze di polizia, due Gebirgsjäger e due militi del Sod (p. priv.)
Partenze di optanti per la Germania alla stazione di Bressanone (1939)
Villa Brigl a Bolzano, sede del Tribunale speciale per la Zop
Mons. Giovanni Nicolli (1885 – 1973 ) cappellano delle carceri di Bolzano, insieme a Paul Mischi e Sigfried Dapunt nel dopoguerra (Zampiccoli, 1981)
Bolzano, 13 maggio 1945. Due collaboratori dei Cic (Counter Intelligence Corps) il giorno dell’arresto del generale Wolff, scherzano con alcuni oggetti sequestrati al Palazzo Ducale La giacca bianca indossata è quella di Wolff (Romeo, Bz)
La cerimonia in piazza Vittoria del passaggio dei poteri militari alla Forze armate italiane
Kurt Heinricher, il Deutsche Berater (Consigliere tedesco) affiancato da Hofer al prefetto di Trento, nel 1944 (p. pr. Steinacher, Bz)
E’ quella che la stampa tedesca chiamerà la “Domenica di sangue” (Tiroler Geschichtsverein Bz)
Immagine aerea di un bombardamento su Bolzano: la zona industriale (Univ of Keele/GB, ARch. Prov. Bz)
Suddivisione, da parte di Hitler, del territorio italiano occupato
Hitler entra nei Sudeti
Nazismo e fascismo, insieme nello stesso simbolo
Ricevuta di una consegna di libri per gli internati del Dulag di Bolzano, firmata dal capo-campo Armando Maltagliati e dall’Ss-Oberscharführer Haage. All’interno delle rilegature erano spesso introdotti messaggi e banconote. L’organizzazione di assistenza esterna, coordinata da Ferdinando Visco Gilardi e finanziata dal Cln di Milano, si avvaleva dell’aiuto di familiari di internati e di abitanti delle vicine case “semirurali” (Romeo, Bz)
“La politica nazionalsocialista della razza. Un discorso alle donne tedesche del dott. Gross, direttore dell’Ufficio della politica della razza della Nsdap, Berlino”
… accolte festosamente dalla popolazione (Sig Fuchs/Latsch)
Bolzano, 9 settembre 1943. Un panzer nei pressi di ponte Druso, davanti alla Casa della GIL
Hitler, appena entrato in Austria, viene salutato dalla popolazione accorsa sulla strada
Inserto de “Il Nuovo Ponte” del 25 aprile 1947
Bressanone: 1939 e 1940. I numerosi album di fotografie che ritraggono gruppi o nuclei famigliari nelle stazioni testimoniano il clima di euforia con cui gli attivisti cercavano di soffocare l’angoscia e la malinconia di chi si apprestava a partire, dopo aver trasportato i propri beni mobili con ogni mezzo a disposizione
Ottobre 1943. Alla periferia sud-ovest della città il Dulag di Bolzano; accanto ad esso una vasta area di magazzini, rimesse e officine militari
Accanto a esercizi e gare sportive, venivano svolte lezioni sulla storia tedesca, sulla questione razziale e quella religiosa, sulla struttura della Nsdap, oltre a momenti rituali e celebrativi sul modello delle organizzazioni giovanili nel Reich (L. Steurer, Merano)
Hans Pircher (1924 – 2002) in carcere a Fossano. Disertore della Wehrmacht, fu reclutato come corriere dai servizi segreti inglesi. In seguito fu in Val Passiria nella cosiddetta “banda Gufler”. Nel dopoguerra (1953) la Corte d’Appello di Trento, ribaltando il giudizio di primo grado, non considerò lotta partigiana l’attività di questo gruppo e Pircher fu condannato a 20 anni di carcere. Solo nel 1975, dopo il clamore suscitato nell’opinione pubblica dal libro-denuncia di Giambattista Lazagna “Il caso del partigiano Pircher”, gli fu concessa la grazia
Bolzano, gennaio 1940. Dirigenti e collaboratori del Vks registrano con soddisfazione i risultati finali dell’opzione, a conclusione della loro intensa campagna propagandistica (Tiroler Geschichtsverein Bozen/Slg. A. Mumelter)
I fratelli Heinrich e Franz Haller originari di Walten in Val Passiria, condannati per renitenza, dopo la loro liberazione da Dachau. La Val Passiria fu particolarmente colpita dal fenomeno della diserzione e dalla conseguente repressione della gendarmeria e del Sod, che fece internare nel Dulag di Bolzano i familiari dei ricercati (p. priv. Thaler)
Bolzano, 9 settembre 1943. Truppe tedesche motorizzate raggiungono il quartiere di Rencio/Rentsch e sono salutate con entusiasmo dalla popolazione accorsa sulle strade
L’automobile del principe vescovo di Bressanone Josef Geisler, circondata dalla folla, si dirige alla sede dell’Aderst
Posto di guardia del Sod a Bronzolo (p. priv.)
1936. La costruzione dei capannoni nella neonata zona industriale a sud di Bolzano (Iveco, Bz)
Bressanone: 1939 e 1940. I numerosi album di fotografie che ritraggono gruppi o nuclei famigliari nelle stazioni testimoniano il clima di euforia con cui gli attivisti cercavano di soffocare l’angoscia e la malinconia di chi si apprestava a partire, dopo aver trasportato i propri beni mobili con ogni mezzo a disposizione
Manifestino del Cln, Gruppo Livorno, distribuito a Bolzano all’indomani della Liberazione (Miori, Bz)
La giustizia nazionalsocialista in un’immagine di propaganda
I sette operai arrestati dalla Gestapo il 19 dicembre 1944. Deportati a Mauthausen il primo febbraio 1945, non tornarono più (“il Nuovo Ponte”, 25.04.1947)
Scheda elettorale per il plebiscito del 10 aprile 1938: “Sei d’accordo sulla riunione dell’Austria al Reich tedesco, compiuta il 13 marzo 1938, e voti per la lista del nostro Führer Adolf Hitler?”
Il momento della firma del modulo di richiesta della cittadinanza germanica; sul tavolo è visibile l’anello pastorale, che Geisler si è tolto, specificando di “firmare non come vescovo, bensì come tedesco”. In altra occasione disse tuttavia che “il pastore segue sempre il suo gregge”. (F. Oberkofler, Bressanone)
Allegato informativo per la protezione antiaerea (1941)
Il Corpo d’Armata di Bolzano, da poco costruito, che sarebbe stato, dal settembre 1943, sede del Kds
Detenuti nel “blocco celle” i prigionieri politici non dovevano avere contatto con gli altri, in quanto erano coinvolti in indagini in corso. I caratteri meno nitidi si riferiscono alla dimissione, negli ultimi giorni dell’aprile 1945 (Romeo, Bz)
Josef Mayr Nusser (1910 – 1945), presidente dell’Azione giovanile cattolica diocesana e animatore dell’Andreas Hofer-Bund. Arruolato nelle SS rifiutò di prestare il giuramento al Führer e morì durante il trasporto in un Kz (Iblacker, 1979)
Mezzi corazzati sfilano a dimostrazione della rinata potenza militare germanica
Egidio Meneghetti (1892 – 1961), illustre farmacologo presso l’università di Padova, fu una delle figure principali della Resistenza veneta All’internamento nel Dulag di Bolzano (marzo-aprile 1945) si riferiscono i sei quadri della sezione “Lager” della sua raccolta di liriche in dialetto veneto “Cante in piassa” (Neri Pozza, Venezia 1955). Le poesie sono state allegate agli atti istruttori del processo all’aguzzino Michael Seifert
Il sindaco commissariale di Chiusa informa l’ufficio di edilizia pubblica di Bolzano dei danni subiti da tre abitazioni e fa richiesta dei materiali occorrenti per la ricostruzione e soprattutto il ripristino delle condutture idriche
Ottobre 1943. Immagine aerea: il fumo si leva nella zona della stazione ferroviaria, del centro e vicino al Virgolo (Univ. of Keele/GB, ARch. Prov. Bz)
L’ordinanza di Hitler del 10 settembre 1943 sulla nomina di un plenipotenziario della Germania in Italia e sulla suddivisione del territorio italiano occupato
Bolzano, 9 settembre 1943. Militari italiani attraversano Piazza della Vittoria per essere concentrati sul greto del fiume Talvera (p. priv.)
Brennero, maggio 1945. Militari americani
Immagini di un opuscolo informativo (dicembre 1940) sulle scuole superiori per “Volksdeutschen” di Rufach e Achern, preceduto sul frontespizio dalle parole del Führer “Un unico sangue circola in un unico Impero (B. Widmann, Bz)
Necrologio del Gauleiter Franz Hofer sul “Bozner Tagblatt”
Bolzano, 24 aprile 1921. Nella prima grande azione fascista in Alto Adige, trecento squadristi provenienti dal Trentino, Veneto e Lombardia, aggrediscono un corteo folcloristico, provocando un morto (il maestro Franz Innerhofer) e decine di feriti
Il vescovo Geisler si appresta ad entrare
Immagini finalizzate a dimostrare il rinnovato consenso, nell’esercito e nell’opinione pubblica italiana, a Mussolini e all’alleanza con la Germania. Nello stesso giorno di quest’edizione (15 settembre 1943) il duce, appena liberato e trasportato a Monaco, proclama un nuovo governo fascista. Nelle didascalie si legge: “Non si è giunti al risultato che avrebbe voluto un governo traditore. Reggimenti fascisti marciano fianco a fianco coi loro camerati tedeschi, per dare il loro contributo alla vittoria finale … italiani nel Reich uniti sotto le bandiere del governo nazionale fascista” (Völkischer Beobachter, 15 settembre 1943)
Hitler saluta il dott. Neumann, capo dei nazisti di Memel, dopo l’annessione (marzo 1939)
Bolzano, settembre 1943. La Divisione Deutsch und Hoch-Meister sfila per le vie cittadine (p. priv. W. Acherer, Brixen)
Bolzano, 9 settembre 1943. Truppe tedesche motorizzate raggiungono il quartiere di Rencio/Rentsch e sono salutate con entusiasmo dalla popolazione accorsa sulle strade
Richiesta del conferimento del “brevetto Alexander” ai componenti del gruppo di Hans Egarter. Quest’ultimo avrebbe in seguito rifiutato il riconoscimento perché la sua formulazione, oltre ad essere nella sola lingua italiana, non indicava il riferimento del gruppo al movimento di Resistenza austriaco
L’ordinanza di Hitler del 10 settembre 1943 sulla nomina di un plenipotenziario della Germania in Italia e sulla suddivisione del territorio italiano occupato
Scolare e scolari sudtirolesi nelle scuole per i Volksdeutschen ad Achern
Bolzano, maggio 1945. Un agente dell’Oss; seduti alle sue spalle ufficiali germanici (National Archives, Usa)
Settembre 1937. I due dittatori per le strade di Berlino
Bolzano, via Talvera, probabilmente nel pomeriggio del 3 maggio: partigiani e civili festeggiano la Liberazione (Miori/Demarchi, Bz)
Hans Egarter (1909 – 1966), a capo dell’Andreas Hofer-Bund tra il 1943 e il 1945, fu in contatto coi servizi segreti inglesi in Svizzera
Tullio Degasperi, “Ivan” (1926 – 1945)
Operai della Lancia alla cerimonia d’inaugurazione (1937). La zona industriale di Bolzano sarebbe stata il centro della resistenza italiana in Alto Adige (Miori/Fabbrica del Tempo, Bz)
Hofer in un incontro con studenti sudtirolesi (1940)
Entrata delle truppe tedesche nella Renania
Il Commissario supremo comunica al procuratore di stato presso il Ts la propria decisione in merito ad un condannato in attesa di esecuzione, di non “far uso del diritto di grazia e di lasciare libero corso alla giustizia”. Spietato nella sua immediatezza e laconicità, è l’appunto a penna in basso: “La sentenza è stata eseguita oggi alle 5.45 mediante fucilazione. 28.3.1944”
Il canonico Michael Gamper (1885 – 1956) direttore della casa editrice Athesia, guida politica e morale della comunità sudtirolese sotto fascismo e nazismo, dovette riparare a Firenze dopo l’8 settembre
Il Gauleiter a una festa popolare saluta le organizzazione giovanili
Funerali del Volksgruppenführer a Castelrotto (dicembre 1943)
Val d’Isarco, agosto-settembre 1943. Panzer germanici discesi dal Brennero (p. priv.)
Rinaldo Dal Fabbro (1899 – 1967)
La scenografia del “Reichsparteitag” del 1934, svoltosi nel motto “Il nostro onore si chiama fedeltà”
Settembre 1937.. Viaggio di Mussolini in Germania
Bolzano, 2 ottobre 1922. Allievi e insegnanti della scuola italiana si trasferiscono nella “Elisabethschule”, ribattezzata “Regina Elena” dopo la “marcia su Bolzano”. Qui posano accanto agli squadristi
Innsbrück 14 marzo 1938. Le forze armate dell’ex repubblica austriaca prestano giuramento al nuovo Reich
Per i giovani la partenza coincideva con l’immediato arruolamento e il collocamento sui vari fronti di guerra. Per i vecchi e i bambini, in maggior parte dei ceti più poveri della società sudtirolese, la destinazione era generalmente un campo di accoglienza nelle ristrettezze imposte dall’economia di guerra (Franz Oberkofler, Bressanone)
Il calendario della nuova provincia, in cui ogni ricorrenza è una rivisitazione del passato in chiave italiana (Atesia Augusta, V, 3-4 aprile 1943)
Certificato di dimissione dal Dulag (Museo Storico Trento)
Monte Mario (Roma): la prima collocazione delle salme dei 33 soldati (Foessinger/Arch prov. Bz). “Nell’autunno 1946 trovai per caso queste lapidi, disposte in una lunga fila, in un prato incolto. Non ve n’erano altre. Su ognuna erano indicati nome e data. Più tardi le salme furono trasferite nel cimitero militare di Pomezia, un paio nei comuni d’origine del Sudtirolo”. (Padre Josef Foessinger)
Per i giovani la partenza coincideva con l’immediato arruolamento e il collocamento sui vari fronti di guerra. Per i vecchi e i bambini, in maggior parte dei ceti più poveri della società sudtirolese, la destinazione era generalmente un campo di accoglienza nelle ristrettezze imposte dall’economia di guerra (Franz Oberkofler, Bressanone)
Pubblicazioni clandestine diffuse tra gli operai della zona industriale di Bolzano nell’autunno 1944 (Romeo, Bz)
Immagini di un opuscolo informativo (dicembre 1940) sulle scuole superiori per “Volksdeutschen” di Rufach e Achern, preceduto sul frontespizio dalle parole del Führer “Un unico sangue circola in un unico Impero (B. Widmann, Bz)
La trionfale entrata del Führer a Saarbrücken il primo marzo 1935. Sotto di lui Rudolph Hess (a destra) e Heinrich Himmler
Roma, via Rasella, 23 marzo 1944. Un soldato del “Bozen” accanto al punto dell’esplosione (Koch, PK 699/BA Koblenz)
Enrico Pedrotti (1905 – 1965)
Settembre 1937. Hitler e Mussolini a colloquio nella Cancelleria di Berlino
Hitler riceve il saluto delle organizzazioni giovanili naziste austriache sino ad allora … illegali
Per i giovani la partenza coincideva con l’immediato arruolamento e il collocamento sui vari fronti di guerra. Per i vecchi e i bambini, in maggior parte dei ceti più poveri della società sudtirolese, la destinazione era generalmente un campo di accoglienza nelle ristrettezze imposte dall’economia di guerra (Franz Oberkofler, Bressanone)
Immagini del 7° “Reichsparteitag” (Norimberga 1935): a Hitler viene consegnata la “Spada dell’Impero”
Bolzano, 9 settembre 1943. Un mezzo della Flak nell’attuale piazza Walther
Campo estivo per studenti organizzato dal Vks nel 1935
… e a Rufach (T. Blaas, Schluderns; M. Gheller, St. Ulrich)
Lana, 1939. Scuola elementare (Museo della Scuola, Bz)
Giovani membri del Vks trasportano clandestinamente libri dal Reich in Sudtirolo (W. Acherer, Bressanone)
Lapide in ricordo degli internati
Rencio/Rentsch, 9 settembre 1943. Le truppe germaniche, ormai alle porte di Bolzano, vengono accolte dalla popolazione con frutta, fiori e vino (p. priv.)
“Crepa, Sudtirolo !”: con questa incisiva immagine (di una pubblicazione socialdemocratica austriaca dei primi anni Trenta) veniva stigmatizzata la convergenza politica che sin dall’inizio il partito nazionalsocialista aveva cercato con il fascismo italiano, sacrificando così la sorte dei sudtirolesi
“La Germania era più grande”: la copertina di una rivista della Hitlerjugend rappresenta efficacemente le ambizioni geopolitiche naziste, giocando sul chiaroscuro che attenua le linee dei confini statali
Immagini di un opuscolo informativo (dicembre 1940) sulle scuole superiori per “Volksdeutschen” di Rufach e Achern, preceduto sul frontespizio dalle parole del Führer “Un unico sangue circola in un unico Impero (B. Widmann, Bz)
Immagini di un opuscolo informativo (dicembre 1940) sulle scuole superiori per “Volksdeutschen” di Rufach e Achern, preceduto sul frontespizio dalle parole del Führer “Un unico sangue circola in un unico Impero (B. Widmann, Bz)
“Andrea Hofer lotta per la sua patria”. Nella celebrazione degli eroi del germanesimo rientra pure l’eroe tirolese Andreas Hofer che, alla testa dei suoi Schützen, la tradizionale milizia territoriale tirolese, tenne in scacco gli eserciti napoleonici e bavaresi (alleati dei Francesci), essendo infine catturato, processato e fucilato nel 1810. La contraddittorietà della strumentalizazzione è comunque evidente nei valori stessi incarnati dal mito hoferiano, e cioè la fedeltà alla patria tirolese, agli imperatori asburgici e alla religione cattolica: valori del tutto contrari a quelli nazionalsocialisti
Bressanone: 1939 e 1940. I numerosi album di fotografie che ritraggono gruppi o nuclei famigliari nelle stazioni testimoniano il clima di euforia con cui gli attivisti cercavano di soffocare l’angoscia e la malinconia di chi si apprestava a partire, dopo aver trasportato i propri beni mobili con ogni mezzo a disposizione
Sarentino, primi anni Trenta. Un’immagine che, con sapiente uso del linguaggio fotografico nella posa e nei chiaroscuri, esprime la realtà e il sentimento della “Katakombenschule”, la scuola clandestina organizzata per reagire allo smantellamento della scuola in lingua tedesca (Tiroler Geschichtsverein, Bz)
La celebrazione del “Bauerntum” è strettamente connessa all’ideologia del “Blut und Boden” (sangue e suolo) e all’obiettivo di accrescimento del sangue tedesco (“Vermehrung des Blutes”)
Peter Hofer al tempo delle opzioni
La lapide presso lo stabilimento Lancia (oggi Iveco) che ricorda i caduti del 3 maggio
Roma, via Rasella, 23 marzo 1944. Subito dopo l’attentato, soldati del “Bozen” sorvegliano i piani alti della strada, mentre (a destra) un ufficiale del Kds di Roma (Franz Braun) esamina i resti della bomba (Kock, PK 699/BA Koblenz)
Ordine di servizio affisso all’interno di un posto di guardia a Stilfes/Stilves (Campo di Trens). Il contenuto e il tono delle prescrizioni, tutt’altro che marziali, lasciano intendere la carenza di addestramento degli uomini, giovanissimi e anziani, chiamati al servizio di guardia
Franz Hofer parla agli Schützen in occasione del “Kreisschiessen” a Brunico, maggio 1944 (Slg. Wassermann/Niederdorf)
Roma, Vi delle Quattro Fontane, 23 marzo 1944. Militi della “Decima Mas” e del “Bozen” sorvegliano un gruppo di civili rastrellati in via Rasella (Koch, PK 699/BA Koblenz)
La traduzione italiana del necrologio di Peter Hofer, apparso sul “Bozner Tagblatt” del 4 dicembre 1943
Friedl Volgger (1914 – 1997), tra i fondatori dell’Andreas Hofer-Bund al tempo delle opposizioni, fu internato a Dachau dopo l’8 settembre. Alla sua destra Otto v. Guggenberg e Franz Innerhofer-Tanner
Il Gauleiter del Tirolo-Voralberg Franz Hofer, insieme ad ufficiali nazisti, visita il campo di accoglienza degli optanti sudtirolesi ad Innsbrück. Alla sua destra il Volksgruppenführer Peter Hofer (Slg. Popp/Zeughaus Innsbrück)
Maggio 1945. Il Duomo di Bolzano sventrato In basso carri armati americani (National Archives/Usa)
La dirigenza delle SS in Italia nel 1944. Da sinistra, in prima fila, gli Ss-Brigadeführer Paul Zimmermann e Willy Tensfeld, l’Ss-Obergruppenführer Karl Wolff, il Gruppenführer Erwin Rosener. In seconda fila, sempre da sinistra, gli Ss-Brigadeführer Karl Brunner (comandante della polizia in provincia di Bolzano), Jürgen v. Kamptz, Wilhelm Harster e l’Ss-Standartenführer Harro With (Phil Nix)
Illustrazioni da un opuscolo sulla razza. “Sangue bruno – Fonte eterna !” recita l’opuscolo, che contrappone il profilo di salute ariana alle degenerazioni della natura
Comunicazione del comando SS di Bolzano al Tribunale speciale in merito a Paul Mischi, accusato di renitenza alla leva (Arch. di Stato, Bolzano)
Sulla piazza del mercato di Eger/Cheb (Moravia) la folla festeggia il risultato del plebiscito per l’annessione al Reich
Partenze di optanti per la Germania alla stazione di Bressanone (1940). Gli uomini e le donne col bracciale bianco sono gli incaricati dell’Ado che assistono, informano e dirigono le procedure (F. Oberkofler, Bressanone)
“Lo stato nazionalsocialista impedirà che in futuro nascano individui la cui vita non è degna di essere vissuta”
Due lettere di ringraziamento di ufficiali italiani che riuscirono a mettersi in salvo grazie al personale dell’albergo “Vittoria”, situato nella piazza antistante la stazione di Bolzano (Romeo, Bz/Fondo Giudilli)
Il Monumento alla Vittoria di Bolzano, primi anni Quaranta
Manlio Longon (1911 – 1945) dirigente della Magnesio, fondatore e presidente del Cln di Bolzano. Arrestato e torturato dalla Gestapo, fu assassinato perché non rivelasse ai compagni il “doppio gioco” di un infiltrato che aveva riconosciuto