TRENTINO, L’IGIENE NEL SECOLO XIX – 1

a cura di Cornelio Galas

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In un volume della Biblioteca civica¬† di¬† Rovereto¬† col¬† titolo¬† ¬ęMiscel¬≠lanea¬Ľ¬† –¬† ¬ęPROSE¬Ľ¬† –¬† ¬ęM-Z-13¬Ľ,¬† raccolte¬† da¬† FORTUNATO¬† ZENI (1819-1879,¬†fondatore¬† del¬† Museo Civico di¬† Rovereto), sono¬† rilegate 28¬†¬† monografie del secolo XVIII e XIX, lavori molto interessanti per il Trentino e¬† che¬† trattano dei pi√Ļ vari argomenti. Tra questi,¬†¬ęIgiene naturale del Trentino¬Ľ del¬†Dottor COMINGIO BEZZI medico condotto di¬†¬† Mori ¬†– ¬†Edit., l’Autore ¬†– ¬†Trento, Stabilimento¬†¬† tipografico B. Monauni. 1867.

Si¬† tratta¬† di¬† un¬† lavoro¬† ricco¬† di¬† notizie¬† e¬† di¬† idee¬† personali ¬†per certi versi ancora valide nel campo dell’igiene e¬† della¬† medicina¬† sociale,¬† e¬† che¬† rapportate¬† al periodo storico in cui sono¬† state¬† vissute¬† e¬† scritte¬† (seconda¬† met√†¬† del¬† secolo¬† XIX ), mostrano come l’autore sia stato un medico intelligente, colto e aggiornato coi progressi della scienza in genere e della medicina e igiene¬† in¬† particolare.

Fortunato Zeni

Fortunato Zeni

Ma chi era il dott. Comingio Bezzi? Nacque a Cusiano (frazione di Ossana, in val di Sole) da famiglia di medici. I primi studi li fece a Trento e a Rovereto; pass√≤ quindi nell’Universit√† di¬† Pavia ,¬† dove¬† fu¬† scolaro¬† di¬† Panizza, Porta, ¬†Lovati e¬† Pignacca; laureato nel ¬†1852¬†¬† egli¬† pellegrin√≤¬†¬† per¬† alcuni¬†¬† anni¬†¬† ¬†come¬†medico condotto, finch√© dopo la morte del padre¬† assunse la¬† condotta medica di Roncegno e la direzione di quello Stabilimento di cura.

Cusiano

Cusiano

Fece viaggi  di studio in Germania, Svizzera, Francia ed Italia. Nel 1866  si  trattenne  a Brescia per la cura dei feriti ivi raccolti ( tra i quali il fratello Ergisto Bezzi, patriota garibaldino). Nel 1870 medico  condotto a  Mori,  di lì passò  ad Ala e finalmente a Rovereto, chiamato come chirurgo primario nel civico nosocomio. Sempre pronto, sorridente  e  volenteroso.

Comingio Bezzi

Comingio Bezzi

Operatore¬† appassionato,¬† fu uno dei pi√Ļ¬† strenui¬† propugnatori delle¬† teorie¬† listeriane e tra¬† i primissimi a diffonderne la pratica nei nostri paesi. Si interess√≤ pure delle nuove dottrine batteriologiche, in relazione all’igiene e malattie infettive, ai continui ed importanti progressi della scienza, non trascurando per questo di occuparsi di letteratura¬Ľ.

Cusiano

Cusiano

Per¬† meglio comprendere il valore del libro del Bezzi, e quali¬†¬†¬† erano¬†le condizioni igieniche del Trentino in quel tormentato periodo storico, √® utile dare un rapido sguardo allo sviluppo e all’evolversi, attra¬≠verso i secoli, dell’Igiene fino agli albori del¬† secolo XX.

L’ Igiene, che basandosi¬† sull’empirismo¬† e¬† sulle¬† osservazioni¬† seco¬≠lari, prescrive¬† norme¬† utili per¬† mantenere¬† lo stato di salute, ha origini antichissime e se¬† ne¬† ritrovano¬† le¬† tracce¬† nelle¬† pi√Ļ remote¬† documentazioni¬† della¬† storia¬† umana.

ERGISTO BEZZI

ERGISTO BEZZI

I primi concetti igienici, inerenti soprattutto a norme di Igiene in¬≠dividuale, pur con accenni a norme di Igiene pubblica, sono legati alle reli¬≠gioni, ci√≤ che non pu√≤ meravigliare, perch√© nei popoli primitivi e nelle pi√Ļ remote civilt√†, l’intera medicina era legata alla religione. ( Antica medicina cinese,¬†¬† indiana ,¬† sumerica,¬†¬† assiro-babilonese,¬† egiziana, ecc.).

Infatti, nella medicina biblica , nella legislazione sacerdotale ¬†egizia, nelle Leggi di Manou (o Man√Ļ ) della medicina indiana¬† ed¬† in ¬†altri ¬†casi ancora, pur riconoscendo la parte che spetta al rituale religioso, troviamo prescrizioni che riguardano l’igiene dell’alimentazione, la ¬†pulizia ¬†personale, la¬† difesa¬† dell’abitazione,¬† l’eliminazione¬†¬† dei¬† cadaveri,¬† le relazioni sessuali, il riposo periodico.

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Troviamo anche prescrizioni che si riferiscono pi√Ļ direttamente all’epidemiologia ed alla profilassi delle malattie infettive e contagiose, come l’isolamento per lavlebbra, l’importanza¬† dei¬† topi nella peste, la bollitura dell’acqua e la cottura degli alimenti, talune forme di tab√Ļ.

Molte di queste prescrizioni ebbero carattere individuale, oppure di casta, come nella legislazione sacerdotale egizia, ma altre volte acquistarono carattere collettivo, ossia di Igiene pubblica, come per la prima volta appare presso gli ebrei, anzi si pu√≤ ritenere che il¬† vero ¬†contributo portato¬†¬† dagli¬† ebrei¬†¬† alla¬†¬† medicina,¬† riguardi¬†¬† il¬† campo¬†¬† dell’igiene ¬†e della¬†profilassi.

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Le civilt√† greca e romana, segnano un nuovo¬† periodo¬† nel¬† quale¬† l’igiene, pur mantenendo il suo carattere empirico, viene presa in alta considerazione dalla legislazione¬† civile. In Grecia la¬† malactia¬†rappresenta un perturbamento del ritmo¬† armonico della vita e quindi,¬† logicamente, scopo della medicina, deve essere quello di conservare per quanto¬† √® possibile e ristabilire questo ritmo, quando esso sia stato turbato ( Platone¬≠ Aristotele) con delle cure fisiche: educazione fisica della¬† giovent√Ļ,¬† ginnastica, dietetica.

Marco Terenzio Varrone

Marco Terenzio Varrone

A¬†Roma, il concetto greco dell’igiene passa nella¬† medi¬≠cina, erede della civilt√† ellenica; cos√¨ vediamo svilupparsi in modo meraviglioso sia l’igiene della persona con l’educazione fisica e le terme, sia¬† l’igiene del suolo e dell’abitato, con¬† la buona¬† abitazione, con gli acquedotti, con le fognature, con le bonifiche. E nasce inoltre, per¬† pura¬† intuizione e forse per la prima¬† volta, il concetto¬† microbiologico ante litteram per spiegare la malaria (febbre¬† palustre)¬† con¬† M.¬† T. Varrone¬† (116¬† a. C.¬† – 27 a. C.) e¬† Columella¬† (a. 100¬† Era¬† Cristiana).

Lucius Junius Moderatus Columella

Lucius Junius Moderatus Columella

Roma , estendendo pi√Ļ¬† tardi la sua legislazione e la sua¬†¬† cultura a tutto l’Impero, ¬†diffonde quelle¬†cognizioni e quelle prescrizioni igieniche che aveva appreso e ampliato. L’insieme dello sviluppo dell’igiene personale e del notevole incremento dell’igiene pubblica, fu certamente il motivo per cui nelle civilt√† greca e romana, relativamente rare furono le grandi pestilenze.

La Scuola Ippocratica, spiega l’origine delle epidemie con l’aria piena di impurit√† (miasma) e considera¬† come¬† causa¬† principale¬† delle pestilenze l’inquinamento del suolo¬† e¬† dell’aria (emanazioni provenienti¬† da¬† cadaveri¬† insepolti,¬† acque¬† stagnanti,¬† inondazioni).

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Dalla caduta dell’impero romano, l’Igiene ebbe un alternarsi di rilasciamenti e di riprese in relazione con le profonde vicende storiche e sociali che travagliarono l’Europa e specialmente l’Italia. Nel¬† primo medioevo, col dileguarsi della scienza, tramontate le ricerche mediche, il ritorno dell’elemento soprannaturale nel concetto umano della malattia, l’igiene individuale e¬† pubblica dimenticate e¬† quasi scomparse, fanno riaffiorare le superstizioni nella medicina: incantesimi, scongiuri, pratiche magiche riacquistano l’antica importanza; si¬† ebbe¬† cos√¨¬† un¬† completo ¬†degrado ¬†igienico.

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Il cristianesimo, dopo il suo primo espandersi, divenne fulcro dell’ assistenza, considerata come doverosa opera di carit√† e di piet√†, special¬≠mente nei riguardi delle malattie contagiose, e l’assistenza non pot√© essere disgiunta dalla profilassi, cosicch√© ebbero origine importanti misure¬† di difesa¬† sanitaria, che¬† si ¬†concretarono con gli isolamenti¬† nei lazzaretti ,¬† con i cordoni sanitari, con le lunghe quarantene e con i tentativi di disinfezioni.

Si pu√≤ dire, di questo periodo, che le misure di profilassi contro le malattie ad alta diffusibilit√† costituirono la maggior preoccupazione delle autorit√† civili e religiose, mentre rimase trascurata l’igiene personale, l’igiene del¬† suolo e¬† dell’abitato, tanto in onore nell’epoca romana .

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In ogni¬† modo¬† le pratiche igieniche e profilattiche¬† conservarono sempre,¬† fino¬† ad¬† epoche relativamente¬† recenti, ed in¬† specie nei riguardi delle malattie infettive, un carattere empirico. Nell’ultimo¬† medioevo e nel rinascimento, si ebbe una ripresa di studi anatomofisiologici, biologici e clinici, quindi un miglioramento dell’Igiene con notevoli progressi.

Il risorgere delle energie che si manifest√≤ in Europa ( 1500- 1700) col¬† rinascere della cultura,¬† delle arti,¬† delle¬† scienze,¬† porta¬† la¬† facolt√†¬† creativa dell’uomo a¬† una¬† libert√† maggiore di quanto fosse stato possibile nel precedente periodo medioevale. (Leonardo da Vinci: 1452-1519; Andrea¬† Vesalio : 1514-1564).

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Gi√† si avvicinano i tempi¬† nei¬† quali¬† l’osservazione¬† effettuata con¬† criteri¬† veramente scientifici¬† ed il metodo sperimentale introdotto da Galileo¬† Galilei (1564-1642), dove¬≠vano mettere l’Igiene sopra un binario pi√Ļ¬† positivo. Ma¬† ancora¬† nel¬† secolo XVI¬† Gerolamo Fracastoro (1478-1553) perspicace studioso veronese, concretava il concetto del ¬ęcontagium vivum¬Ľ, antiveggendo l’era microbiologica e stabilendo le basi della diffusibilit√† delle malattie¬† infettive.

Documento prezioso il suo ¬ęDe contagione¬† et¬† de¬† contagiosis¬† morbis¬Ľ¬† pubblicato nel 1546 (sifilide, tubercolosi, lebbra, peste, vaiolo) in cui espri¬≠meva il concetto che le malattie contagiose fossero diffuse da piccole particelle vive che egli chiamava ¬ęseminaria¬Ľ, le quali si moltiplicano e si diffondono rapidamente.

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Nel secolo seguente (XVII), dopo che l’olandese Van Leuwenhoeck (1632-1723) ebbe osservato per primo i ¬ęmicroscopici animaletti¬Ľ, il Vallisnieri Antonio ( 1661-1730 ) formul√≤ inequivocabilmente l’ipotesi che le malattie infettive potessero essere determinate da ¬ęinvisibili germi¬Ľ. Verso¬† la¬† seconda¬† met√†¬† del¬† Settecento, l’Igiene¬† assume¬† veramente il carattere di una scienza a s√©.

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Ci√≤¬† avviene¬† contemporaneamente¬† al¬† formarsi¬† della¬† concezione ideologica¬† e politica, che afferma¬† i diritti¬† del popolo a migliori condizioni di vita e il dovere dello Stato di provvedere alla salute pubblica.¬† Giovanni¬† Pietro¬† Frank¬†¬† ( 1745-1821) fu professore a Pavia ( nel 1795) e poi a Vienna fino al 1821; nel suo trattato: ¬ęSystem einer vollstandigen medizinischen Polizey¬Ľ affermava che la cura della salute pubblica spetta allo Stato; che questi ha l’obbligo di provvedervi non solo quando scoppiano gravi malattie e la salute pubblica¬† sia in¬† grave¬† pericolo , ma¬† di¬† sorvegliare¬† la¬† pubblica¬† igiene¬† sempre¬† con¬† cura previdente.

Giovanni Pietro Frank

Giovanni Pietro Frank

Cos√¨ verso la fine del 700, l’Igiene sia¬† nel¬† campo¬† pratico, ¬†sia ¬†legislativo s’avvia con una preparazione scientifica¬† fondata¬† sulle ricerche ¬†biologiche e chimiche,¬† alla¬† soluzione¬† dei pi√Ļ¬† importanti¬† problemi. ¬†√ą indubbio che¬† si¬† deve¬† arrivare¬† alle¬† grandi ¬†scoperte¬† del¬† secolo¬† XVIII¬† e XIX ¬†per vedere gettate definitivamente le basi della Igiene come scienza.

Lazzaro Spallanzani ( 1729- 1779)  prima e  poi  Luigi Pasteur (1822- 1895), preceduti da  Francesco Redi ( 1626-1697 ) nel secolo  XVII per  quanto riguarda gli insetti, abbattono la teoria della generazione spontanea dei microbi così largamente ammessa, così fortemente creduta e che  aveva tanto  spesso sviato le menti  da un sano concetto sulla  diffusione delle malattie infettive.

Luigi Pasteur

Luigi Pasteur

Francesco¬† Redi¬†(1773-1857 )¬† da¬† Lodi, con¬† la scoperta ¬†dell’agente patogeno del mal calcino dei bachi da ¬†seta ¬ęparassita vegetale vivente¬Ľ, con lo studio delle¬† condizioni¬† che¬† regolano ¬†lo¬†svolgersi¬† della¬† malattia¬† e con l ‘impiego dei mezzi di prevenzione, inizia il moderno indirizzo dell’ epidemiologia e della profilassi.

Infine Jenner (1749-1823 ), Pasteur (1882- 1895), Roberto Koch (1843- 1910), Elia Metchnikoff (1846-1916),  Paul  Ehrlich (1854-1915) ed i loro Allievi, fanno dilagare quella scienza microbiologica ed immunitaria che ha radicalmente trasformato una  gran  parte  della medicina.

Elie Metchnikoff (1845-1916)

Elie Metchnikoff (1845-1916)

E mentre ci√≤¬† avviene nel¬† campo¬† delle¬† malattie infettive, un uguale movimento¬† si¬† pronuncia¬†¬† nelle¬† altre¬†¬† branche¬†¬† dell’Igiene: verso la¬† fine¬† del secolo XVII, Bernardino Ramazzini (1633-1714)¬† da¬† Carpi di¬†Modena, fonda l’Igiene del¬† Lavoro¬† con¬† l’opera largamente¬† diffusa¬† in Europa: ¬ęSui morbi¬† degli¬† artefici¬Ľ che gli¬† chiama medicina preventiva,¬† ed √® quindi l’iniziatore della medicina sociale; e¬† nei¬† secoli¬† seguenti, igie¬≠nisti soprattutto inglesi avviano su basi scientifiche l’igiene del suolo e dell’abitato.

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Si ebbero cos√¨ i pi√Ļ¬† grandi¬† riflessi¬† sui¬† pubblici¬† poteri¬† ed¬† √® cos√¨¬† che nel secolo XIX, viene affermandosi il principio che la¬† cura¬† della¬† pubblica salute √® un dovere dello Stato donde l’inizio e lo sviluppo di una razionale Legislazione Sanitaria moderna, nei vari Stati, per la¬† quale¬† l’Inghilterra, sebbene precorsa dalle disposizioni sanitarie di molte citt√† italiane (Venezia, Genova, Milano, Lucca, Firenze, Roma ed¬† altre),¬† fu alla¬† testa¬† di¬† ogni altro¬† Paese. Notevole¬† per¬†¬† l’Italia¬† √®¬† il¬† concetto¬† della¬†¬† bonifica¬†¬† igienica antimalarica) come funzione¬†¬† di Stato.

Robert Koch

Robert Koch

Questo evolversi della medicina individuale sociale-nazionale ed inter¬≠nazionale, questo progredire¬† della¬† legislazione¬† che¬† sempre¬† maggiormente tende nel campo sanitario verso un ambito pi√Ļ vasto, infine questa trasformazione essenziale secondo la quale¬† il¬† massimo peso dell’attivit√† medica viene portato dal campo della¬† terapia a¬† quello della profilassi, ecco¬† i tratti caratteristici e determinanti¬† della¬† medicina¬† della¬† fine¬† del¬† secolo e che si rilevano specialmente quando si esaminino le condizioni dell’assistenza sanitaria, della ¬†profilassi, dell’igiene, e le¬† norme di legislazione sanitaria¬†¬† di sanit√† internazionale¬† che cominciano ad essere¬† codificate.

Agostino Bertani

Agostino Bertani

Le¬† condizioni¬† igieniche d’Italia¬† durante tutta la prima¬†met√† del secolo XIX, segnano un periodo di¬† stasi. Tuttavia¬† anche nei tempi pi√Ļ¬† torbidi¬† della¬† nostra¬† storia¬† politica, non¬† sono¬† mancati¬† profondi ¬†studiosi¬†ed audaci innovatori. Basti ricordare Agostino Bertani (1812-1886) scien¬≠ziato e patriota che coraggiosamente segn√≤ la via del rinnovamento igienico della Nazione (medico di vasta cultura e attivissimo organizzatore); cos√¨ pure Luigi Pagliani (1847-1932) fu il primo docente d’Igiene a ¬†Torino.

Pagliani

Luigi Pagliani

In Italia, nella¬† seconda¬† met√†¬† del secolo XIX , si¬† viene¬† delineando la ¬†for¬≠mazione di una legislazione sanitaria improntata ai postulati¬† dettati¬† dalle nuove conquiste e si d√†¬† inizio a un¬† programma¬† di¬† lotta¬† sistematica¬† contro¬† la tubercolosi, la peste, il tetano, il colera, la malaria, le malattie veneree, l’alcoolismo,¬† il¬† cancro,¬† la¬† pellagra.

Prescindendo dagli incompleti ordinamenti del¬†1859 e¬†del¬†1865, la¬†prima¬† Legge sanitaria italiana veramente organica e completa, fu quella¬†¬† del¬†22 dicembre 1888¬†N. 5849 dal nome di ¬ęLegge sulla tutela dell’Igiene¬† e¬† della Sanit√† pubblica¬Ľ , voluta da Crispi¬† e ne fu artefice¬† Luigi¬† Pagliani ¬†(1847-¬† 1932).

Essa stabil√¨ ai Comuni¬†l’obbligo di possedere un proprio¬† Regolamento d’ Igiene e specific√≤ le competenze delle spese richieste dalla Legge per lo Stato-Provincia-Comuni. A questo segu√¨ il Regolamento Sanitario Generale¬† R.D. 6 dicembre 1901,¬†N.¬† 45 , e¬† il Testo¬† unico¬† della¬† Legge Sanitaria¬†R.D. 1 agosto 1907,¬†N. 636. Ne seguirono poi le varie Leggi codificate nel Novecento.

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Max von Pettenkofer

Brevemente: per quanto riguarda la¬†Storia della¬† Legislazione sani¬≠taria¬†Internazionale,¬† va ricordato che¬† la ¬†Prima¬†Conferenza sanitaria¬†ebbe luogo a Parigi nel 1851,¬†una¬† seconda¬†pure a¬† Parigi nel¬† 1859,¬†una terza¬†a Vienna nel 1864, interessante per la presenza dei¬† delegati¬† tedeschi¬† Hirsch e¬† Pet¬≠tenkofer ( Max von Pettenkofer, 1818-1901,¬† uno dei pi√Ļ grandi epidemologhi del tempo ), una quarta a Costantinopoli nel 1866, la quinta a Washington nel 1881 (febbre¬† gialla),¬†la sesta¬†a Roma nel 1885 (la Germa¬≠nia fu rappresentata da Robert Koch e¬† il problema pi√Ļ¬† importante¬† fu¬† la difesa contro il colera).

Solo nel 1903 fu nominata una Commissione permanente  internazionale  che  si  riunì  a  Parigi nel  1908 col nome di  Ufficio Internazionale di Sanità pubblica e in funzione col 1909.  Si  giunge  così alla  legislazione   internazionale  del  secolo  XX .

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Per concludere,¬†nel 1923 la Societ√† delle Nazioni¬† Unite¬† cre√≤¬† una propria Organizzazione sanitaria. La storia della collaborazione internazionale nei problemi sanitari ricomincia nel 1946 con la¬† costituzione¬† della¬† World Health Organization (nota nel mondo come W.H.O.), in Italia col nome di ¬ęOrganizzazione mondiale della Sanit√†¬Ľ, sigla O.M .S . con sede a Ginevra¬†¬† e¬† di¬† importanza¬†¬† capitale¬† per ¬†l’Umanit√†.

Nel Novecento¬†dunque l’Igiene internazionale √® basata su criteri epidemiologici moderni e scientifici, non √® pi√Ļ empirica, ed ha posto termine alle quarantene lunghe e sproporzionate, ai cordoni¬† sanitari, ¬†agli¬†isolamenti inutili, ed ha agevolato i movimenti degli uomini e delle merci, anche in tempi di grave minaccia di¬† diffusioni¬† epidemiche.

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L’Igiene¬† poi, ¬†oltre¬† che¬† assicurare¬† un¬† ambiente di¬† vita¬† favorevole, accompagna l’uomo in tutte le fasi della sua vita, nell’infanzia, nella casa, nella scuola, nell’ambiente di lavoro; lo assiste nelle sue peregrinazioni attraverso il mondo,¬† nelle emigrazioni, nei trasferimenti coloniali, lo protegge contro le offese microbiche¬† e¬† parassitarie.

Dopo questo breve quadro sull’evolversi dell’Igiene e¬† della¬† Medicina sociale attraverso i secoli, fino al secolo XX e ai tempi nostri, possiamo meglio comprendere i concetti, le idee, le osservazioni ed il valore che informano il libro¬†¬ęIgiene naturale del¬†Trentino¬Ľ¬†del Dottor¬† Comingio¬† Bezzi , nel tormentato periodo storico-sociale per il Trentino nel secolo XIX (libro¬† pubblicato, come detto,¬†nel¬† 1867).

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Il libro inizia con una ¬ęIntroduzione¬Ľ che sia per¬† la chiarezza,¬† sia¬† per i problemi che riguardano¬† direttamente¬† il¬† Trentino,¬† merita¬† di essere in parte riportata: ¬ęAi medici spetta la educazione fisica coll’igiene, quella scienza, che insegna il modo di ottenere f√¨no dalla na¬≠scita l’uomo sano, di conoscerlo tale durante la vita in relazione alla natura sua madre e nutrice, e di renderlo atto a procreare figli vigorosi a lui somiglianti …

Noi non insegnammo abbastanza alle classi basse della societ√†, che l’aria √® il pi√Ļ importante alimento della vita, noi lasciammo giacere non pochi individui in certe abitazioni¬† che sono¬† vere¬† sepolture, ove l’atmosfera √® impura, spesso avvelenate da gas soffocanti, dal miasma e dal contagio, ignari della qualit√† dei cibi loro confacenti, e non¬† di rado anche privi¬† del pane¬† quotidiano.

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Anzi a maggior malanno tollerammo la bettola ed il postribolo, perch√© col vino e coi liquori andasse perduto il cervello, e colla dissolutezza restasse con¬≠taminato il sangue e il cuore. Ed √® perci√≤ che una moltitudine di infelici, abbandonati in preda all’ignoranza, alla miseria, e ai vizi che li abbrutti¬≠vano, doveano fisicamente e moralmente decadere … doveano necessariamente diventare febbricitanti, tifosi, pelagrosi, scorbutici, rachitici, scrofalosi, tisici e pazzi, e cadere per primi vittime di tutte le epidemie reumatiche, miasmatiche e contagiose.

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Noi vediamo perci√≤ in Europa una certa decadenza f√¨sica accompagnare le popolazioni indigenti e miserabili, ciocch√© √® conf ermato dalle pi√Ļ recenti¬† statistiche, e dai medici pi√Ļ istinti a Pietroburgo, Vienna, Londra e Parigi¬Ľ. ¬ęEd anche il Trentino, questo paese ricco di elettricit√†, di ferro e di magnetico nella sua natura minerale, vegetabile ed animale, sembra che non alimenti pi√Ļ una popolazione dotata di un¬† organismo cos√¨¬† bello¬† forte¬† e¬† robusto¬† come¬† quello dei suoi avi latini.

Poco curanti della scienza igienica e naturale, noi ab¬≠biamo decampato dal loro vivere¬† sobrio e temperante, e¬† quindi¬† non¬† ve ne furono anche fra noi che vuotarono fino all’ebbrezza¬† i bicchieri ricolmi di vini e di acquavite, che addormentarono la forza del cervello e dei muscoli col tabacco e colle volutt√†,¬† che perderono il sonno delle notti¬† e con esso la riparazione dei nervi fra la crapula e la dissolutezza?

Quanti¬† che paurosi del freddo lavarono il corpo loro e dei figli coll’acqua calda, quanti che preferirono al lavoro l’inerzia, e quanti, che per avere troppo blandito al sentimento e alla fantasia si sentirono fieramente percossi dal dolore e dal patema d’animo le tenere¬† fibre del¬† ventricolo, del¬† fegato, del cuore e del cervello!

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Che se anche queste vergini alpi, ultimo asilo della fuggente razza romana, vennero dai miasmi delle epidemie, che ne infet¬≠tarono l’aria, le acque, le uve, il gelso, i bachi da¬† seta, le piante grani¬≠fere, e con esse il pane e la polenta, gli animali vertebrati e perfino l’uomo, che cadde malato di tifo e di pellagra, ne dobbiamo incolpare¬† in¬† gran¬† parte la nostra scarsa cultura in fatto di scienze¬† naturali i¬† nostri pregiudizi e la nostra¬† ignoranza dei precetti igienici.

Cos√¨ al primitivo temperamento sanguigno arterioso delle nostre popolazioni si mescol√≤ il linfatico ed¬† il venoso,¬† cos√¨¬† per¬† la ¬†scarsezza ¬†dei pi√Ļ essenziali prodotti del nostro suolo comparve la funesta piaga del pau¬≠perismo e¬† della¬† fame¬† colle¬† sue¬† infinite¬† malattie¬Ľ .. ¬ęNel ¬†corso di dodici anni, quale medico condotto in Valle di Sole,¬† sopra ¬†una ¬†popo¬≠lazione di quattromila abitanti, la maggior parte contadini, ho curato due grosse epidemie di vajuolo, quattro di febbri¬† gastriche,¬† due ¬†micidiali ¬†di crup (difterite), una di morbillo e di scarlattina.

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√ą dunque un fatto di decadenza fisica d’un gran numero dei nostri individui. Sopra di essi io meditai per lungo tempo ed analizzando¬† gli¬† infermi da¬† me osservati ed ¬†i dati¬† portimi da¬† dotti¬† colleghi¬† mi¬† convinsi¬† che¬† le¬† cause ¬†di¬† tale¬† ¬†sventura¬†sono: il taglio¬† dei¬† boschi e la¬† conseguente¬† alterazione¬† morbosa¬† degli¬† ali¬≠menti¬† e¬† degli¬† stimoli¬† fisici¬† dell’uomo;¬† la origine e¬† la ¬†presenza nei nostri¬† fiumi maggiori, o nei loro impaludamenti del miasma palustre;¬† l’abuso¬† dei liquori¬† alcoolici,¬† del¬† tabacco e¬† caff√®¬† nelle ¬†abitudini¬† di vita; l’abuso dei piaceri sensuali; il pauperismo e l’egoismo;¬† il sentimentalismo¬† politico e religioso;¬† i patemi¬† d’animo;¬† l’abuso¬† del¬† salasso;¬† il difetto di¬† istruzione igienica popolare, di fisica educazione,¬† e¬† di¬† opportuni¬† provvedimenti¬† igie¬≠nici.

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Ho¬† preferito¬† l’analisi¬† delle¬† cagioni,¬† che hanno debilitato¬† fisicamente gli¬† organismi¬† nel Trentino,¬† perch√©¬† solo¬† dalla¬†¬† esatta¬†¬† cognizione¬† delle¬†¬† cause di¬† un¬† male¬† si¬† pu√≤¬† dedurre il¬† modo¬† di¬†¬† prevenirlo; altrimenti ¬†la igiene invece di essere una¬† scienza¬† radicale sarebbe puramente una scienza¬† palliativa … si noti per√≤ che scrivendo di igiene io aspiro a¬† un bene¬† possibile,¬† giacch√© l’uomo f u sempre soggetto a malattie¬† e¬† col¬† mutare¬† dei¬† secoli vi¬† saranno¬† sempre nuovi¬† tormenti¬† e¬† nuovi¬† tormentati.

Ma¬† se¬† l’uomo¬† pu√≤¬†¬† e deve ammalare¬† e¬† morire ,¬† non¬† cessa¬† di¬† essere¬† verissimo¬† che¬† la medicina preventiva coll’aiuto delle scienze naturali pu√≤ modificare, moderare e migliorare¬†¬† la¬†¬† sua ¬†organizzazione¬Ľ.

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E’ utile ricordare, a questo punto, ¬†che il¬† censimento¬† del¬† 31 dicembre 1880 segnalava che¬†¬† la¬†¬† popolazione del Trentino era di¬† abitanti¬† 351.689¬† (compresi¬† 4380¬† militari). Secondo le statistiche del Clero del 1885, il Trentino aveva 404.225 abitanti. La popolazione ¬†era¬†eminentemente¬†agricola.¬† Secondo¬† il censimento¬† del¬† 1880, il 62%¬† si¬† dedicava al lavoro dei campi¬† ( pi√Ļ¬†il¬†10% giornalieri ).

L’Industria occupava il 14%; il commercio e i trasporti il 4% della popolazione. Come popolazione agricola, gli abitanti del Trentino, vivevano sparsi in piccoli centri. Soltanto le due citt√† di¬† Trento e Rovereto superavano¬† i 6000¬† abitanti e la loro popolazione rappresentava l’8% della totale. Appena il 21% della popolazione abitava in centri superiori¬† a¬†¬† 2000¬† abitanti.

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Scriveva ancora Bezzi nel suo libro sul “taglio dei boschi”: “L’uomo deve perfe¬≠zionare l’ordine¬† di¬† natura,¬† non¬† distruggerlo¬Ľ.¬†Sono pagine di vera ecologia¬† sia¬† per¬† l’ambiente che¬† per¬† l’uomo¬† e,¬† per le¬† piante¬† del¬† Trentino;¬† riguardo¬† alla¬† fisiologia delle¬† stesse, Bezzi le¬† divide in alimentari e respiratorie ¬ęche¬† preparano¬† all’uomo e¬† agli animali¬† i principi nutritivi e che somministrano colla respirazione giornaliera l’ossigeno elettromagnetico¬† necessario¬† alla¬† respirazione¬† ¬†animale¬Ľ.

E ancora:¬ęIl Trentino, situato in ottima posizione geografica della zona temperata, e che per la natura dei suoi¬† terreni forma un tutto colle diverse valli dell’Italia alpina, ed appartiene ai paesi ricchi di metalli magnetici e magnetigeni – come il ferro – e di potenti acque ferruginose, per legge fisica dovrebbe essere una terra avventurata, dove l’uomo, gli animali e le piante¬† potrebbero¬† prosperare¬† nelle migliori condizioni¬Ľ.

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¬ęDi fronte a questo stato di cose gli √® col pi√Ļ vivo dolore che constatiamo nel nostro paese una certa fisica decadenza. Noi, spinti¬† dalla fame dell’oro, con vero furore abbiamo atterrato le selve secolari tanto rispettate dagli¬† avi;¬† la¬† scure¬† lasci√≤¬† nuda la vetta¬† dei nostri monti,¬† cos√¨ che dove¬† un¬† tempo vegetavano rigogliose piante resinose elettrizzanti, il pino, il piceo, l’abete, il ginepro, non miri che deserto di silice, di alumina, di perpetue nevi,¬† monumento della nostra insipienza.

Di¬† qu√¨ per mio avviso la facile putrefazione delle foglie e¬† delle¬† frutta staccate dagli alberi, e la straordinaria comparsa di parassiti, di vermi e di molte malattie, – come la¬† tigna , il favo-vespaio,¬† il tifo, – di accari¬† nei formaggi¬†e nelle farine, di funghi nel grano turco, nella segala, nelle castagne, dell’oidio nell’uva e nelle patate, seguita da conseguenze funestissime alla pubblica salute.

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Il Trentino offre infatti un buon costringente ai 12 vegetali ed ai 54 parassiti animali scoperti dai medici nell’organismo umano. E la microscopia in proposito non ha¬† ancora detto¬† l’ultima¬† parola! Ancora: non esiste medico che non abbia riscontrato nel nostro popolo, attese le facili, estese e profonde variazioni termometriche, la frequenza delle polmonitidi reumatiche epidemiche l’indole capricciosa e maligna, della artri¬≠tide reumatica, del tetano.

Ci√≤ punto non mi sorprende, perocch√© il taglio dei boschi sconvolse gli stimoli fisici naturali dell’uomo, rese variabilissime le oscillazioni termometriche e barometriche orali e diurne, accrebbe nella pianura il calorico e l’umidit√†. Queste condizioni fisiche estenuanti produs¬≠sero gravi danni alla pelle ed ai nervi …”.

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¬ęIn mezzo alle brillanti conquiste delle scienze naturali, ci √® cagione di acuto dolore il fatto, che per imperdonabili leggerezze ed ignoranza si sieno tagliati i boschi, mentre essi, rispettati come santa cosa dai nostri maggiori, sono proclamati come un elemento importantissimo di igiene publica dall’Accademia¬† di Francia,¬† l’aeropago¬† della¬† moderna civilit√†¬Ľ.

Riportiamo a proposito della ¬ęSelvicoltura¬Ľ quanto scrive il Brentari (Guida del Trentino 1890-1902): ¬ęLa coltura dei boschi, per lungo tempo abbandonata all’inscienza ed all’avidit√† di lucro momentaneo di comuni e privati, viene fatta da qualche tempo con maggiore attenzione e maggiore sorveglianza da parte dell’autorit√† competente , cos√¨¬†¬† che √® da sperarsi che le condizioni del paese, stremate sotto¬† questo¬† riguardo dall’irragionevole disboscamento, andranno migliorando con grande vantaggio diretto e indiretto delle future generazioni; alle quali potr√† essere cos√¨ risparmiato, almeno in parte, il flagello delle inondazioni che travagliarono cos√¨ aspramente il Trentino negli ultimi 20 anni, e furono dovute sovratutto alla denudazione¬† delle¬† nostre¬† montagne¬Ľ .

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Scrive ancora¬†il Bezzi: ¬ęUna seconda causa della decadenza fisica del Trentino √® il miasma palustre, prodotto dalle esalazioni dei suoi fiumi maggiori, dai loro impaludamenti, dalle fontane ove¬† si¬† lavano¬† i¬† panni dalle cloache ove esistono sostanze organiche, vegetali o animali, in particolare fermentazione putrida¬Ľ. (Miasma palustre = febbre paludosa, pa¬≠ ludismo, malaria …).

¬ęLa valle dell’Adige e quella del Brenta sono le pi√Ļ infestate dal miasma febbrile, sia esso causato da gas deleteri, o da molecole albuminose capaci di trasmettere il proprio moto fermentativo alle molecole organiche, o sia esso un fermento organico germe di infusori, o¬† un infusorio microscopico maturo, respirabile o digeribile.¬†Nella valle dell’Adige si presentano febbri¬†intermittenti e la¬† stessa¬† cachessia¬† paludosa lungo¬† specialmente¬† il corso di quel fiume, e in modo peculiare da Bronzolo a Trento.

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I luoghi pi√Ļ travagliati sono Egna, Salorno, S. Michele, la Nave, la Zambana, quantunque qui per fortuna le condizioni igieniche si sieno migliorate dopoch√©, rettificato il corso del Noce, i suoi abitanti possono bere le aque ferruginose e salubri di questo torrente.

In tale zona geografica l’Adige rallenta il corso, nelle piene impaluda, e colle mefite che produce crea un’atmosfera prediletta dalle mosche, dalle zanzare , dai ranocchi, da miriadi d’infusori, che si dilettano di aque stagnanti, e di aria appestata da putride esalazioni. Non basta; il miasma palustre si eleva perfino al magnifico altipiano di Pressano, dei Sorni e di Vigo, e visita talora anche Lavis e Gardolo. Oltracci√≤ tutti conoscono quanto era insalubre quella parte della citt√† di Trento, che volge all’Adige, allorquando prima degli ultimi tempi questo fiume la¬† lambiva, e co’¬† suoi straripamenti¬† la¬† visitava”.

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¬ęLa cachessia paludosa indotta dal miasma palustre¬† √®¬† una¬† malattia, nella quale il sangue soffre¬† di¬† una¬† graduale¬† diminuzione¬† dei¬† globuli¬† rossi, di albumina e di fibrina, ed aumento dei bianchi e di acqua. Io ho potuto verificare questo fatto col globulimetro del Mantegazza, e con altre esperienze. Gli individui che ne sono affetti offrono una tinta giallo-verdognola, edema (enfiagione) generale con ingrossamento del fegato e della milza, febbre continua remittente o intermittente con o senza assalti perniciosi … cosicch√© il veleno palustre pu√≤ considerarsi come il distruttore dell’elettro¬≠magnetico atmosferico, della respirazione e della¬† globulazione rossa del sangue, della fisica organica e nervosa¬Ľ…

… ¬ęFa meraviglia come governi e popoli¬† non abbiano rivolte cure pi√Ļ solerti, e dettate leggi¬†¬† pi√Ļ¬†¬† adatte, onde regolare i fiumi e le acque¬† in¬† generale¬† secondo¬† i dettami¬† della medicina preventiva. Nel Trentino, a lode del vero, si praticarono con grande vantaggio della pubblica salute il taglio del Noce a Mezzolombardo, e quelli dell’Adige a Trento, a Mattarello, a Nomi; fu preparato il letto al¬† Brenta alla sua uscita dal¬† Lago di¬† Caldonazzo¬† nel 1802,¬† ed,¬† in¬† seguito¬† lungo¬† il suo¬† corso,¬† e¬† si¬† prosciugarono¬† le¬† paludi¬† che¬† formava ed¬† infestavano¬† tutta la natura vegetale ed animale della bella Valsugana.

Nella xilografia di Matthias Burgkechner (1563) il corso dell'Adige a Trento

Nella xilografia di Matthias Burgkechner (1563) il corso dell’Adige a Trento

Con ci√≤ il¬† miasma¬† palustre venne allontanato dai paesi¬† montani¬† e¬† dalle¬† colline,¬† come Torcegno e Roncegno , ma non fu per anco combattuto e¬† vinto¬† nel¬† fondo¬† della valle. Il Brenta corre ancora troppo lentamente per¬† mezzo¬† al¬† piano,¬† e¬† sul fondo suo si arresta perci√≤ troppa melma¬† putrida¬Ľ. ¬ęEgli¬† √®¬† costume¬† de’¬† nostri alpigiani, e in generale di¬† tutto il paese¬† e¬† dei¬† vicini¬† Tirolesi¬† di get¬≠tare nell’acqua ogni sozzura.

Si gettano nei¬† fiumi,¬† nei¬† loro¬† confluenti,¬† nei laghi e nelle fontane le carogne di animali morti di malattia, dal¬† bue al cavallo, al gatto ed ai marcidi bachi da seta. Esse imputridiscono¬† ¬†nell’acqua¬†e, se corrente, vengono trasportate da un¬† luogo¬† all’altro; cos√¨ dove¬† nel piano i fiumi¬† rallentano¬† il¬† corso,¬† si¬† arresta¬† e¬† ristagna nel¬† letto¬† di¬† questi¬† un indicibile putridume, che impaludando crea i pi√Ļ fieri e micidiali miasmi.

Una veduta di Trento, di autore anonimo, agli inizi dell'Ottocento. L'Adige, vera "anima" della città, lambiva il centro storico; verrà deviato nel 1858

Una veduta di Trento, di autore anonimo, agli inizi dell’Ottocento. L’Adige, vera “anima” della citt√†, lambiva il centro storico; verr√† deviato nel 1858

Tale avviene, ad esempio, nel letto dell’Adige sotto¬† Salorno,¬† ove¬† si¬† raccoglie quanto di miasmatico conduce¬† questo fiume¬† dal Tirolo¬† e dalle¬† valli del Noce, e tale dagli altri fiumi e laghi del nostro paese, nei quali confluiscono molti torrenti, e le cui acque bevute importano¬† il¬† miasma.

Per¬† primo¬† insorgo contro¬† un¬†¬† costume¬†¬† tanto¬† contrario¬†¬† alla pubblica ¬†salute! Il male va tolto¬† alla¬† radice¬† e¬† perci√≤¬† domando¬† che¬† con¬† leggi¬† energiche vi sia posto riparo da parte dei comuni;¬† ma¬† questi¬† provvedimenti¬† sarebbero assai sterili, ove i comuni nostri¬† non fossero¬† spalleggiati¬† dal¬† governo,¬† ed ove non¬† fossero¬† d’accordo¬† in¬† queste¬† misure anche¬† i¬† Tirolesi¬† fra¬† cui¬† nasce e¬† corre¬† per¬† lungo¬† tratto¬† l’Adige¬Ľ

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¬ęUna riforma di questa natura si rende oggid√¨ pi√Ļ¬† urgente,¬† dopo che¬† per¬† il¬† taglio¬† dei boschi¬† l’atmosfera¬† del¬† Trentino si¬† √®¬† in¬† parte¬† debilitata¬† ed impoverita d’ossigeno, e favorisce quindi meglio l’estendersi delle¬† infer mit√† miasmatiche e contagiose … Non √® per√≤ il solo contatto che comunichi questa piaga, poich√© il veleno palustre possiede purtroppo la fatale propriet√† di sviluppare, trasportato¬† dall’aria, lontani¬† gli¬† accessi perniciosi.

Ho curato sui monti e nel comune di¬† Roncegno¬† ben¬† lunge¬† dal¬† Brenta¬† dei fieri assalti di febbre perniciosa sincopale, epiletica ed asfitica . Il miasma palustre … d√† anche¬† facile ricetto¬† ai¬† germi¬† di¬† contagi¬† esotici,¬† facilitando la loro introduzione e le loro devastazioni. Nell’ultima¬† epidemia¬† di cholera che visit√≤ il Trentino ( 1845-1854), lungo il Brenta¬† si numerarono moltissime vittime, nessuna sui¬† monti di¬† Roncegno, dove l’aria e l’acqua sono pure ed elettrizzate. Per le stesse felici condizioni fisico-geografiche, ne restarnno illese la Valle¬† di¬† Sole¬† ed¬† altre¬† valli.¬† Da tutto¬† ci√≤¬† si¬† raccoglie, che √® necessario pensare seriamente alla completa liberazione¬† del¬† nostro¬† paese¬†¬† dal¬† miasma ¬†palustre¬Ľ.

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A questo punto √®¬†necessario dare un quadro aggiornato e completo, sia pure breve, sul problema del ¬ęmiasma palustre¬Ľ, cos√¨ ben descritto¬† dal Bezzi¬† e cos√¨ importante¬† anche per¬† il Trentino.

Miasma palustre, ¬†febbri¬† paludose, febbri¬† perniciose, paludismo: sono ¬†tutti sinonimi¬† di¬† ¬ęMalaria¬Ľ.¬†La ¬ęmalaria ¬Ľ √® certamente una malattia antichissima, forse nota anche alle pi√Ļ remore civilt√†, ma bisogna arrivare¬† al¬† V¬† secolo¬† a. C.¬† per¬† trovare nelle ¬†opere¬† di Ippocrate¬†¬† una¬† sicura¬†¬† documentazione¬†¬† e¬†¬† descrizione¬† delle¬†¬ęfebbri malariche¬Ľ.

Dea Febris, a Roma

Dea Febris, a Roma

Sul Palatino c’era un tempio dedicato alla “Dea¬† Feb¬≠bre¬Ľ, ne parlavano Marco Terenzio Varrone (116-27 a. C.)¬† ¬ęfebbre¬† palustre¬Ľ e Columella (anno 100 era cristiana ) ¬ęmalaria¬Ľ attribuita a zanzare:¬†cause ambientali e organiche da paludismo.

Gerolamo Fracastoro¬† ( 1487- 1553) da Verona, nel suo libro ¬ęDe contagiane¬Ľ del 1541, tratta della trasmissione della sifilide, tubercolosi e malaria. Sulle tracce del Fracastoro, Giovanni Maria Lancisci (1654-1720) nel suo libro ¬ęDe noxiis paludum effluviis¬Ľ, tratta dei danni delle acque¬† paludose,¬† della¬† fanghiglia¬† che¬† fer¬≠menta¬† e si corrompe¬† con la putrefazione¬† di¬† piante¬† e insetti, con¬† esalazioni di specifici veleni che alterano il sangue (aria delle febbri perniciose, febbri paludose) e ritiene necessario che i governi provvedano¬†¬† alle¬† irrigazioni dei terreni per evitare la formazione di acque stagnanti e¬† sia¬† veramente¬† proibito il taglio delle selve, giovando le¬† pi√Ļ alte¬† piante (piante¬† di¬† alto¬† fusto) al miglioramento dell’aria.

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Bernardino Ramazzini (1633-1714), ricorda che anche all’epoca romana, furono eseguite opere idrauliche di¬† bonifica meravigliose ed insiste per la bonifica. Le scoperte di A. Laveran (1845- 1922), di R. Ross¬† ( 1857-1937 ), di¬† Gian Battista¬† Grassi¬† ( 1854-1925) ed altri studiosi italiani, risolsero il problema etiologico della malaria. Dimostrarono che la malaria √® causata da emosporidi del genere Plasmodium che compiono il¬† loro¬† ciclo vitale completo¬†¬† fra¬†¬† l’uomo¬† e¬† la¬†¬† zanzara.¬†

Non si pu√≤ parlare¬† di¬† progressi¬† igienici¬† in¬† Italia¬† senza¬† citare il successo ottenuto nella lotta contro la malaria. E la¬† legislazione antimalarica italiana moderna si deve a C. Tommasi¬† Crudeli¬† (1834-1900 ), maestro¬† precursore ¬†di¬† Angelo¬† Celli¬† (1857-1914) che fu l’animatore¬†¬† della lotta Antimalarica.

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La¬† lotta¬† antimalarica¬† in¬† Italia¬† combattuta con¬† criteri derivanti¬† dalle¬† scoperte¬† e¬† dagli¬† studi¬† dei¬† grandi¬† malariologi¬† italiani,¬†¬† fu¬† diretta¬† allo¬† scopo¬† precipuo ¬†di¬†¬† redimere ¬†le ¬†terre¬†¬† malsane¬†¬† per¬†¬† la¬†¬† malaria con¬† opere¬† di¬† grandi¬† bonifiche, con¬† la¬† bonifica agraria,¬† con¬†¬† la¬†¬† colonizzazione dei terreni bonificati, con la profilassi chininica, con¬† gli studi¬† per raggiungere lo scopo di ottenere ¬ęl’anofelismo senza¬† malaria¬Ľ,¬† che¬† si¬† ha¬† quando vi siano¬† altre¬† specie¬† o¬† variet√†¬† anofeliche¬† con¬† scarsa¬† o¬† nessuna tendenza trasmettitrice. (La malaria √® quindi una infezione chiusa ed intracorporea¬† che si¬† esaurisce¬† in assenza¬† di anofeli ).

Secondo il Bezzi , ¬ęaltra causa della fisica decadenza che si manifesta¬†in Trentino √® data: dall’abuso¬† dei liquidi alcoolici, del tabacco e del caff√®¬Ľ...¬†L’abuso de’ liquori, dell’acquavite e del¬† vino guasto dalla malattia delle uve e alterato dalla solforazione; l’abuso del¬† tabacco¬† e¬† caff√®¬† nelle¬† abitudini della¬† vita sono altre cause¬† di ¬†decadenza¬†f√¨sica nel Trentino.

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Qu√¨ dove una volta la temperanza e l’amore al lavoro onoravano, virt√Ļ predilette, i nostri alpigiani e¬† gli¬† abitatori¬† delle¬† citt√†¬† e delle borgate, vediamo ora manifestarsi a comune disdoro¬† le malattie prodotte dall’alcool, il cretinismo, il delirio tremante dei bevoni, la melanconia e la fiacchezza sessuale della birra, la imbecillit√† del tabacco, le nevropatie del caff√®¬Ľ.

“L’alcool, oltre¬† produrre¬† le¬† allucinazioni¬† dei¬† sensi, il delirio,¬† la¬† paralisi, la¬† inappetenza, la¬† idropisia,¬† la¬† defibrinizzazione¬† ed il difetto dei globuli rossi e d’albumina del sangue¬† e¬† l’infezione¬† acetosa,¬† agisce nel modo pi√Ļ funesto sul talamo coniugale. Casi di impotenza nei bevoni non sono rari fra noi. I figli poi generati da parenti durante l’eb¬≠brezza nascono talora cretini, scrofolosi, rachitici, coreici, epilettici; ed io ebbi disgraziatamente a osservare¬† parecchi¬† casi¬† di¬† cretinismo, che per il primo chiamo alcoolico, in individui procreati anche da uomini d’ingegno nel momento dell’ubbriachezza!”

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¬ęLe donne, nel nostro paese, quando sono portate¬† ad¬† inebriarsi: preferiscono l’acquavite ¬†ed i liquori al¬† vino, onde¬†hanno origine varie infermit√†, come nevrosi, delirio, convulsioni dei¬† mu¬≠scoli animali ed organici (cuore, intestini, vescica, utero) e parecchie malattie della pelle. Le bevande alcooliche del resto menano i maggiori guasti nelle valli¬† dove non cresce¬† la¬† vite … “.

¬ęL’abuso del vino puro e sano non √® tanto fatale quanto¬† quello¬† del¬† vino¬† alterato e dei liquori spiritosi. I vini del Trentino, questa importantissima miniera della nostra futura ricchezza, igienicamente sono buoni, i troppo alcoolici per√≤ ed i bianchi di certe vallate, quando se ne faccia abuso, rie¬≠scono dannosi alla salute. L’acquavite di¬† vino dovrebbe concedersi¬† solo nella state ai contadini estenuati dalla fatica e dal calorico; e del resto escludersi¬†¬† assolutamente¬† dalla¬† dietetica¬†¬† assieme¬† a¬† tutti¬† i¬† liquori ¬†spiritosi.

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¬ęL’abuso¬† degli¬† alcoolici¬† crebbe a¬† dismisura nel¬†¬† Trentino, dopoch√©, senza che¬† le¬† leggi¬† vi¬† si¬† opponessero, si¬† moltiplicarono¬† fra noi le¬† osterie e¬† le bettole,¬† delle quali¬† il¬† numero √® tanto grande da potersene contare quattro ed anche pi√Ļ in paesetti di¬† duecento abitanti¬Ľ .

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