QUELA SCOLA FATA DAI TRENTINI A AMATRICE …

di Cornelio Galas

V’el d√¨go s√Ļbit: la nar√† per le longhe. No s√≥l la storia dela sc√≤la de Amatrice ma anca quel che scrivo. Propri perch√© stavolta no voler√¨a desmenteg√†r gnent. Che dopo qualchedum te lo s√† dir zam√†i.
Entant √®co quel che ho scr√¨t (e i ha scrit i giornai) l’alter d√¨:

http://www.televignole.it/tolevela-de-volta-vala/

Bòm. Giust la sera è arivà en Fesbuch ste robe chi.

Thomas Gobbett Francamente non vi capisco, anche alla luce di quanto scritto da Nicola Tretter giusto ieri. La “scuola” trentina sono container dipinti e abbelliti ma non sono certo qualcosa di paragonabile ad un edificio completo di tutti i servizi, laboratori, palestra, sala insegnanti, ufficio del preside, segreteria, mensa scolastica, cantine e magazzini, corridoi tra le classi ( oggi non esiste nulla a parte le aule)

Sul discorso del sindaco il solo dubbio che ho √® sulle tempistiche, perch√© in edilizia ci sono tempi ben lunghi, pi√Ļ lunghi dei mesi che mancano al nuovo anno scolastico a settembre, visto che parla di nuove iscrizioni.

A meno che la Ferrari non si rivolga ad una azienda di prefabbricati tipo le Rubner House, le Holz House ecc,

Thomas Gobbett √ą il terzo giorno di polemiche strumentali e politiche, completamente al di fuori della realt√†.

Nicola Tretter No, perch√® la data di scadenza non era nota. Si sapeva che era una soluzione temporanea, ma non si sapeva per quanto. Tutto era legato alla raccolta fondi lanciata dal comune (iniziativa “Adotta un’opera”, dove il complesso scolastico era individuato come opera nr.19). Fino a quando non si sarebbero raccolti i 3,5 milioni, la costruzione della nuova scuola non si poteva avviare e, quindi, la scuola provvisoria realizzata dal Trentino avrebbe continuato a svolgere la sua funzione, magari per due anni scolastici invece di uno, oppure anche 3, chiss√†. Poi √® arrivata la FERRARI che ha deciso di adottare l’intera opera nr.19 (la scuola) e cos√¨ – una volta avuti i fondi necessari – il comune ha deciso di avviare l’iter per la realizzazione. Non credo che la generosit√† dei volontari trentini venga sminuita per il fatto che la loro preziosissima opera (che, ripeto, ha consentito alla gente di rimanere ad Amatrice invece di fare una diaspora in mezzo Lazio …) sia stata utilizzata per un anno scolastico invece che due.

Nicola Tretter 4 aprile alle ore 21:16 Scuola di Amatrice, un po’ di chiarezza.

Ho letto in questi due giorni diversi post sulle pagine FB dei quotidiani locali, ma anche in questa pagina, in merito alla questione della scuola di Amatrice.
Sorvolando sulla professionalit√† dei giornalisti, buoni solo a fare “copia e incolla” senza effettuare il bench√© minimo approfondimento (cio√®, senza fare i giornalisti …), butto l√¨ qualche considerazione, nella speranza che la questione (e le polemiche che ne ne sono scaturite) venga definitivamente archiviata come un brutto equivoco.

Punto 1) La provvisorietà.

La scuola realizzata dalla Protezione Civile del Trentino √® una struttura a CARATTERE TEMPORANEO, realizzata con dei container, e non una struttura definitiva. La sua costruzione in tempi record (mi pare meno di 20 giorni) ha avuto il grandissimo merito di consentire ai bambini e ai ragazzi di Amatrice di iniziare (anche se in lieve ritardo) l’anno scolastico nel loro paese. In caso contrario, avrebbero dovuto trovare una soluzione in un’altra localit√† (molto probabilmente lungo la costa marchigiana), il che avrebbe voluto dire che intere famiglie si sarebbero dovute trasferire al seguito dei figli minori, abbandonando (e svuotando) il paese di Amatrice, con il rischio di tornarvi solo dopo anni, o di non tornarvi pi√Ļ. La temporaneit√† della struttura era nota fin dall’inizio, come dimostra la scheda del Comune di Amatrice, del settembre 2016, dove √® chiaramente scritto che “L’opera ha carattere transitorio” e che nello stesso sito verr√† realizzata la struttura definitiva, la cui progettazione era in fase di avviamento.

Punto 2) Un container rimane sempre un container.

In Trentino c’√® un detto che recita “L’√® come m√®ter la cravata a ‘n rug√†nt” (“E’ come mettere la cravatta ad un maiale”) che si usa quando si cerca di nascondere l’aspetto reale di una cosa o di una persona, con qualche accessorio o qualche decorazione, senza per√≤ cambiare la realt√† delle cose. Un maiale, anche con la cravatta, rimane sempre un maiale e cos√¨ un container, anche se dipinto con accattivanti colori pastello e rivestito con delle assicelle di legno di larice, rimane pur sempre un container. I moduli utilizzati per realizzare la scuola (TEMPORANEA) di Amatrice sono pi√Ļ o meno gli stessi che vedete nei cantieri edili, usati come spogliatoio per gli operai (anche un po’ bui, viste le scarse dimensioni delle finestre, il che costringe ad utilizzare le luci artificiali anche quando c’√® il sole). Una soluzione chiaramente d’emergenza che ha per√≤ svolto la sua egregia funzione in questo anno scolastico, consentendo ai ragazzi (ed alle rispettive famiglie) di non doversi trasferire, ma che non pu√≤ essere considerata una soluzione stabile. Non so voi, ma io non sarei affatto contento se mio figlio dovesse passare met√† giornata di un numero svariato di anni (dalle elementari al liceo) dentro una di quelle scatole …

Punto 3) L’iniziativa “Adotta un’opera” (http://www.comune.amatrice.rieti.it/adotta-unopera/).

Il Comune di Amatrice, all’indomani della prima scossa, ha lanciato l’iniziativa “Adotta un’opera”, redigendo un elenco di opere pubbliche da ricostruire. Enti, istituzioni, aziende, associazioni e privati cittadini, possono andare sul sito web del Comune, scorrere l’elenco delle opere pubbliche adottabili (http://www.comune.amatrice.rieti.it/elenco-adotta-unopera/) e scegliere su quale specifica iniziativa dirottare il proprio contributo/finanziamento. Il complesso scolastico era l’opera nr.19 e nel corso di questi mesi diversi enti hanno dato il loro piccolo (ma comunque prezioso) contributo per raggiungere l’importo di 3.500.000 euro necessario alla costruzione (si veda, ad esempio, la donazione mirata dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco: http://www.anvvf.it/‚Ķ/erogazio‚Ķ/progetto_scuola_amatrice.pdf). Poi √® arrivata la FERRARI che, nel frattempo, aveva lanciato un’asta fra i propri clienti, mettendo in vendita una vettura edizione speciale proprio per aiutare la ricostruzione di Amatrice. La FERRARI, con il ricavato dell’asta, ha deciso di adottare l’intera opera della scuola (infatti, se guardate l’elenco, l’opera n.19 risulta adottata e quindi non √® pi√Ļ selezionabile) e cos√¨, appena terminato l’anno scolastico (a giugno), partiranno i lavori per realizzare, entro settembre, una struttura stabile e definitiva (voglio sperare con tutti i requisiti anti-sismici che richiede quel territorio).
La struttura realizzata dalla Protezione Civile del Trentino verr√† smontata (sono moduli agganciati l’uno all’altro, l’unica cosa che andr√† perduta sar√† la soletta in cemento dove sono stati appoggiati e i c.d. sottoservizi) e potr√† essere utilizzata per qualche altra finalit√† (ad esempio sedi di associazioni). Nel frattempo, ha svolto la sua importantissima funzione per un intero anno scolastico e, quindi, la solidariet√† trentina non √® stata affatto vana.
Buona serata ūüėČ

Ancòi lèzo ste robe chi:

Sul Trentino de ancòi (pagina disnòve):
El capo dei pompieri del Primiero Paolo Conser (l√Ļ e i s√≤i i ha fat el cu√®rt de quela scola): “E che fad√¨ga. Sar√¨a en cas√¨m rim√©ter ens√®ma tut quel legn√†m. L’av√©m tai√† sul posto, giust per quel che serviva. Se i lo smonta quei che no i l’ha mont√† … me sa che vanzer√† poch. No credo che i me b√≤ci i torner√¨a zo volentera a smontar tut e a portarlo via. Nel 2009 av√©m fat su la scola de Paganica. I la dr√≤pa i boci e l’√® ist√©ssa de quella de Amatrice … “.
Giorgio De Biasi, presidente dei Nuvola: “L’√® na questi√≤m politica dai. No voi nar denter en sti casini. Digo sol na roba: noi sem volontari. Dove i ne ciama kl√¨ n√©m. Zerto che dispi√†s che sta scola la vegna smontada, se cos√¨ p√≤ la nar√† a finir. Far su, come i dis, na scola nova da sete milioni en do mesi? L’√® difizile…
Nicola Salvati a so temp capo dela Proteziom Zivile trentina: “Avem fat quel che gh’era da far. S√®m a posto. Noi f√®m del b√®m, po’ ne ferm√©m. El sindaco el p√≤l far quel che ‘l v√≤l, quel che ghe p√†r p√Ļ giust”.

Corier del Trentim de anc√≤i: El deputato Riccardo Fraccaro e el consiglier provinciale de la Provinza de Trent Filippo Degasperi i aveva encolp√† el sindaco de Amatrice, Sergio Pirozzi, de voler “butar z√≥” la sc√≤la (cost√†da ala Provinza de Trent 770mili euri) per farghe posto a la nova scola che la vol far su la Ferrari de Marchionne.
“En spreco che no sta n√® en z√©l n√® en tera – i aveva dit i grilini – en sciaf√≥m a quei trentini che √® n√† z√≥ a laor√†r”.
Su le sue anca l’assessor Melarini “A noi no i n’ha dit gnent. Z√†, almen dirlo … sar√¨a st√† giust no?”.
El sindaco de Amatrice che ieri al Coriere del Trentim l’aveva dit che no ‘l voleva spacar su tut ma smontar … l’ha fat na m√®za retromarcia. Se ieri l’aveva dit che l’avr√¨a d√†t de volta la scola ala Proteziom Zivile ancoi el resta sul “no so, ma voler√¨a dir”. E cio√® el d√¨s: “Vedr√©m dopo cossa far de quela scola de legn”.

E po’: “No cap√¨sso perch√© i me tira ancora ‘n m√©z co sta storia. L’√® tut na speculaziom politica me sa …lass√©me ‘n p√†ze dai”.
El senator Panizza en aula a Roma: “Fago na proposta al sindaco de Amatrice: dai, no st√† butarla zo quela scola, l’√® ‘n segn de la ricostruziom, se pol droparla per altre robe”.

ieri sul Trentino …

MORALE?

No la gh’√® la morale, me dispi√†s. Perch√© a sto punto tuti i g√† res√≤m e tuti i g√† tort. Dipende da come te vardi el t√†i del pr√†. A mi, che no s√≤m tecnico, politico, ma sol en giornalista vecio en pensiom che zamai el se p√¨ssa ad√≤s, me par per√≤ de capir:

  1. Se anca el senator Panizza che l’√® a Roma e che forsi el sa de p√Ļ de noi come va i mist√©ri el domanda al sindaco de Amatrice de … far polito, vol dir che fim ad√©s pol√¨to no se vol√©va far.
  2. Se tuti i sav√©va che quela scola prima o dopo la dov√©va tut mal esser stada smontada forsi no l’era el caso de far le cose st√†ifele prima e gnanca de farghe la ponta ai bigoi dopo.
  3. Me sa che en setember se i v√≤l nar ancora a scola da quele bande … l’√® meio che i t√®gna la sc√≤la, provisoria, de ad√®s. No se sa mai …
  4. No cap√¨sso cossa ghe c’entra le speculaziom politiche. Mi me s√≤m encaz√† da per mi dopo aver sent√Ļ de sta storia. E no g√≤ nesuna tessera en scarsela, trane quela dei giornalisti e del Poli (per el “fago mi” ala cassa).
  5. Da bravi. No se d√¨s zerte robe perch√© se la g√† s√Ļ con quei che ha pat√¨ le pene de l’inferno col teremot. Ma sol perch√© se ne sente massa en giro, da ani, su la fim che fa zerti mist√©ri quando se vol darghe da mam ala zent … e qualcheduni ne aprofita. E no parlo dei conteiner provisori de l’Irpinia dove i ghe abita da ani e ani ma anca de quei, per dir, che promete promete. E po’ se trova la zent encazzada davanti al Parlamento, come suz√©de ‘n sti d√¨ no? Ah, ma quela l’√® speculaziom politica, meio no parlarne.
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