IL PRONIPOTE DI DRACULA A BOLZANO

a cura di Cornelio Galas

Petru »ėchiopul. Chi era costui? E cosa c’entra con il Trentino Alto Adige? Diciamo intanto che era pronipote del … conte Dracula. E che i suoi resti sono custoditi in una chiesa di Bolzano.

Era soprannominato¬†Pietro lo Zoppo¬†(in¬†tedesco¬†Peter der Lahme), o anche Pietro VI (1537¬†‚ÄstBolzano,¬†1594) fu¬†voivoda¬†(principe) di¬†Moldavia¬†nel¬†1574-1577,¬†1578-1579,¬†1582-1591. Venne descritto nel¬†1588¬†dal¬†patriarca di Costantinopoli¬†Geremia II Tranos¬†come personaggio colto e poliglotta, interessato a svariati argomenti e amante della¬†musica.

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Educato a¬†Costantinopoli, Petru era figlio del¬†voivoda¬†(principe) di¬†Valacchia¬†Mircea III Dracul¬†(quindi pronipote di¬†Vlad l’Impalatore). Grazie all’appoggio dell’Impero ottomano, ottenne per s√© il trono di¬†Moldavia¬†che riusc√¨ a reggere per un certo periodo nonostante i numerosi tentativi di usurpazione[1]¬†salvo poi essere costretto all’esilio. Fu in¬†Grecia, dove amava in particolare il¬†Monte Athos¬†e dove contribu√¨ alla costruzione del monastero di Dionysiou, in molti luoghi della¬†penisola balcanica, in¬†Turchia, in¬†Ungheria¬†(al cui trono aspir√≤), in¬†Polonia, in¬†Austria¬†e in alcune parti dell’Italia.

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Con l’aiuto dei¬†Gesuiti¬†cerc√≤, nonostante l’ostilit√† dell’Impero ottomano, che ne determin√≤ l’ultimo e definitivo esilio, di avvicinare la¬†Chiesa cattolica¬†a quella¬†ortodossa, allo scopo di creare un blocco cristiano contro gli infedeli, sostenuto anche da¬†papa Sisto V. Pratic√≤ inizialmente una politica¬†antisemita, cacciando gli¬†Ebrei¬†dal paese, ma in seguito mut√≤ opinione e permise loro di ritornare.

Svilupp√≤ i rapporti del suo paese con la¬†Repubblica di Venezia, con l’Inghilterra¬†(con la quale intrecci√≤ vantaggiosi rapporti commerciali) e con lo stesso¬†Impero Ottomano. Favor√¨ una ripresa¬†agricola¬†del paese, rinnov√≤ completamente il sistema¬†amministrativo¬†e¬†fiscale, servendosi di studiosi preparati che produssero i primi documenti¬†statistici¬†e¬†demografici¬†moldavi. Introdusse la¬†lingua rumena¬†nell’uso ufficiale di corte.

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Invecchiato e ammalato, sembra abbia volontariamente abbandonato il potere nell’estate del¬†1591¬†rifugiandosi presso l’imperatore¬†Rodolfo II, accompagnato dalla seconda moglie, una¬†zingara¬†di nome Irini, da un figlio, da un nutrito seguito. Si stabil√¨ a¬†Bolzano, dove venne accolto e contemporaneamente sorvegliato dal¬†Landeshauptmann¬†Ferdinand von K√ľhbach, per il timore che potesse trattarsi di una spia del Sultano ottomano.

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A Bolzano occup√≤ alcune residenze in citt√†, per trasferirsi quindi a¬†Castel Novale, lamentandosi del clima estivo di Bolzano, da lui ritenuto troppo caldo. Dopo la morte della moglie si ammal√≤ di¬†podagra¬†e avrebbe forse voluto trasferirsi a¬†Venezia, ma non ne ottenne l’autorizzazione. Mor√¨ nel luglio del 1594.

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Il figlio, Giovanni Stefano, venne allevato in¬†Austria¬†a spese dello stato, ma mor√¨ in giovane et√† a Bolzano.¬†Le autorit√† si opposero al trasferimento della salma di Pietro sul¬†Monte Athos. Fu seppellito in un mausoleo appositamente realizzato su un lato della¬†chiesa dei Francescani¬†a Bolzano, poi trasformata in cappella nel 1683 e quindi nel 1884 in “grotta di Lourdes”, e che oggi conserva del principe moldavo solo una lapide.

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Educato a Costantinopoli, riusc√¨ a tener lontani i numerosi pretendenti grazie all’appoggio dell’Impero ottomano, di cui era vassallo. Perse tuttavia per tre volte il trono di Moldavia e dovette rassegnarsi all’esilio, facendo rotta verso i Balcani. Soggiorno’ prima sul Monte Athos e poi in molti altri luoghi della penisola balcanica, in Turchia, in Ungheria (con qualche regale aspirazione), poi ancora in Polonia, in Austria e infine in Italia.

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Con l’aiuto dei Gesuiti cerc√≤ di avvicinare la Chiesa cattolica a quella ortodossa, allo scopo di creare un blocco cristiano contro gli infedeli, sostenuto anche da papa Sisto V. Pratico’ inizialmente una politica antisemita, cacciando gli Ebrei dal paese, ma in seguito mut√≤ opinione e permise loro di ritornare.

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Svilupp√≤ i rapporti del suo paese con la Repubblica di Venezia, con l‚ÄôInghilterra (con la quale intrecci√≤ vantaggiosi rapporti commerciali) e con lo stesso Impero Ottomano. Infine, si stabili’, vecchio e ammalato, accompagnato dalla seconda moglie, una zingara di nome Irini, da un figlio e da un nutrito seguito, si stabili’ a Bolzano, dove mori’.

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Per secoli, si e’ persa notizia del principe. Se ne torna a parlare ora; e lo fa padre Willibald Hopfgartner, abate del Convento dei Francescani di Bolzano, figura di attento studioso, il quale fa sapere che i suoi resti riposano in un avello coperto da una pietra sulla quale e’ scolpita una testa di uro, simbolo della Moldavia, ma anche del diavolo; e il diavolo, secondo la leggenda, era ”Pietro lo Zoppo”, ossia il pronipote dell’altrettanto conte Dracula.

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Padre Willibald Hopfgartner, abate del Convento dei Francescani di Bolzano, figura di attento studioso, fece sapere¬†che i suoi resti riposavano in un avello coperto da una pietra sulla quale √® scolpita una testa di uro, simbolo della Moldavia, ma anche del diavolo; e il diavolo, secondo la leggenda, era “Pietro lo Zoppo”, ossia il pronipote dell’altrettanto conte Dracula.

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