MOSTRI TRENTINI – 12

I draghi hanno senz’altro tra i loro referenti reali i rettili, visto che spesso vengono descritti simili a lucertoloni e serpenti: ma c’è chi dice che siano l’antica reminiscenza di rettili mostruosi, come i dinosauri o sauri immensi.

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Basti vedere per esempio la figura di Godzilla, o i dinosauri di Jurassic Park per capire come questa pulsione sia ancora radicata nell’immaginario umano. I draghi incarnano la paura che possa venire qualcuno piĂą forte dell’uomo che possa distruggerlo: forse rappresentano la cattiva coscienza di noi uomini.
Dodici anni fa apparve su un giornale la fantastica notizia che era stato ritrovato un drago in un barattolo.

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Gennaio 2004: “Una famiglia londinese da oltre un secolo conserva quello che sembrerebbe essere il cucciolo di un drago. Si tratta di un animaletto alto una trentina di centimetri, con artigli, ali e cordone ombelicale conservato in un vasetto con formaldeide.

La creatura è stata ritrovata sotto un cumulo di roba vecchia da un certo David Hart, nipote di Frederick Hart, un tempo facchino del Museo di Storia Naturale di Londra. Hart ha raccontato che quel barattolo era stato inviato al prestigioso istituto della capitale da un gruppo di scienziati tedeschi attorno al 1890, quando era fortissima la rivalità tra i due Paesi.

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Tuttavia, il museo di Londra pensò che si trattasse di uno stratagemma per mettere in berlina il Regno Unito di fronte alla comunità scientifica mondiale e stabilì che quel piccolo di drago non era altro che un pupazzetto. Così, il barattolo con la formaldeide ed il suo contenuto venne dato ad Hart e con il passare degli anni finì in uno scatolone nella collezione di cimeli di famiglia. David Hart, un magazziniere 58enne che vive in un quartiere Sud di Londra, ha raccontato di aver trovato il barattolo per caso, nel suo garage, dove lo aveva lasciato il padre (ora defunto) circa 20 anni fa, quando questi si trasferì fuori Londra.Ma c’è anche il forte sospetto che si tratti di uno scherzo.

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Per questo lo strano essere verrĂ  ora analizzato e sottoposto a una biopsia per appurare se si tratti di materiale organico oppure di cera o gomma.” Fino al comparire di questa notizia, si era creduto che i draghi fossero solo una fantasia, un’invenzione letteraria. Ma ora, per la prima volta, ci troviamo di fronte alla foto di un presunto vero drago. Allora ci viene il dubbio: e se fossero esistiti davvero? Magari ancora fino all’etĂ  moderna in qualche zona dell’Europa poco conosciuta?

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Fatta questa premessa,  oggi parliamo di un altro drago trentino. Quello del lago di Pisorno. Dove si trova, intanto, questo lago? Alleghiamo la cartina. Il laghetto si trova a quota 2227 m. Localizzazione : Canal San Bovo – Sottogruppo Giogaia d’Arzon – Gruppo Cima d’Asta. Bacino idrografico : Rio Val Pisorno – Rio Lozen – T. Vanoi – T. Cismon – T. Brenta . Lunghezza : 80 m. Larghezza : 25 m., ProfonditĂ  : sconosciuta. E’ un lago originato da sbarramento morenico.

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Si trova in uno dei luoghi più selvaggi del Vanoi, tanto che il cellulare non prende e il gps è impreciso. Poco prima di arrivare al Lago Calaita si lascia l’auto al secondo parcheggio (1610 m.) dove a sinistra parte la forestale che si lascerà quasi subito per salire a destra il sentiero n° 347. Dopo aver guadato un torrentello e superato il sottobosco si arriva a un prato, si mantiene la destra e poi nuovamente si sale su boscaglia  e si esce definitivamente dal bosco su un pianoro erboso: poi si sale costeggiando un torrente fino a un altro pianoro (Alpe Pisorno).

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Nei pressi si trova un laghetto erroneamente chiamato Pisorno in alcune cartine. Si supera il torrente e si sale ancora fino a un bivio a sinistra si va alla forcella Folga: si va quindi a destra su sentiero tracciato. Dopo una svolta si supera un torrentino e dei ruderi (pietre). Si sale per un po’ fino ad arrivare alla conca dove si trova, eccolo finalmente, il magico Lago Pisorno.

Quando arrivate –lo dicono gli escursionisti … – giĂ  sentite l’incanto del posto, qua regnano la pace e il silenzio; ci si stacca dalla realtĂ  per immergersi in un altro mondo … è la magia del lago. Questo lago è famoso per la sua profonditĂ , secondo le annate il suo livello sale o scende ma non si prosciuga come alcuni laghi perchĂ© “ha il cuore nella profonditĂ  della montagna” e il color verde del centro lo conferma.

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Nel lago Pisorno così profondo si nascondeva – dicono – un drago. Era molto schivo e usciva solo con l’imbrunire per cibarsi di cervi, orsi e a volte mucche al pascolo, ed è proprio così che fu visto dagli uomini che preoccupati dalla sparizione delle vacche le tennero controllate vedendo così il drago, che dimostrandosi mansueto si accordò con la gente per farsi perdonare dalle razzie.

Infatti, ogni qualvolta invocato dai genitori, arrivava di notte a rapire i figli disobbedienti o dal cuore cattivo e attraverso il lago li portava in terre lontane per educarli con severità riportandoli, poi, più buoni. Così, nella zona del Primiero e del Vanoi, i genitori minacciavano i propri bimbi disobbedienti: “Guarda che se non fai il bravo chiamo l’Auselon (drago-uccello) che ti porta via lontano”.

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Si pensa tra l’altro anche che il lago sia abitato dagli spiriti che ne proteggono il luogo. La gente del posto sin da tempi remoti sa che non si devono gettare sassi nelle acque del lago perché gli spirti infastiditi si vendicherebbero scatenando improvvise tempeste sugli sfrontati lanciatori.

Si narra che anni fa il parroco di Canal San Bovo assieme a dei cacciatori giunsero al lago e uno di questi disse al prete di non gettare sassi nell’acqua perché le “streghe” avrebbero fatto scatenare una tempesta. Il prete derise la sua credulità e per sfatare la leggenda cominciò a gettar sassi. Subito non successe nulla ma dopo mezz’ora si scatenò un furioso temporale.

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Si precipitarono tutti al riparo in una malga e il prete chiese ai cacciatori di non dire nulla ai malgari altrimenti avrebbero perso l’ospitalità per paura di ripercussioni. Un analogo episodio accadde ad un gruppo di ragazzi portati in gita al lago dal parroco di Prade: questi, per divertimento gettarono sassi nell’acqua e poco dopo furono colpiti da una terribile tempesta di grandine.

Una volta un uomo del luogo decise di sfatare la leggenda della profondità del Pisorno. Partì con il suo asino carico di corde e raggiunto il lago, fissò una grossa pietra ad un capo della corda e la calò in acqua facendola scorrere convinto che bastasse; ma il sasso non toccava il fondo e la fune finì. Allungò la mano per prelevare la corda e appena sfiorò l’acqua una forza ignota lo trascinò giù nell’abisso del lago, sparendo per sempre. La gente cercandolo trovò solo il suo asino e la corda riavvolta.

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Questo non è un laghetto come tutti gli altri: infatti, la leggenda racconta della presenza di alcuni spiriti molto vendicativi che, se molestati gettando nell’acqua dei sassi, scatenano una furiosa tempesta.

Oltre che alle inquiete presenze, il lago è tanto profondo che nessuno, come si è detto, è mai stato capace di misurarlo. Tant’è vero che molto tempo fa un uomo molto stolto della valle si recò, con il suo asino e delle corde, al laghetto di Pisorno per sfatare la leggenda della sua enorme profonditĂ .

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Si dice che tutti coloro che gettano sassi nelle acque del laghetto vengano sorpresi da improvvise tempeste…

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