MOSTRI TRENTINI – 10

a cura di Cornelio Galas

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Poteva mancare, tra i “mostri trentini”, quello del lago di Garda? Certo che no. E questo anche se si tratta in realtà di un mistero “interregionale” (Trentino, Veneto, Lombardia) come è di fatto il bacino gardesano, pur essendo ovviamente un “unicum” geografico. Ma c’è di più: il mostro del Garda non è solo una leggenda ma anche argomento d’interesse, di cronaca, visti recenti “avvistamenti” peraltro finiti anche in servizi televisivi su reti nazionali ed estere.

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Non è un caso, infatti, che su questo “drago subacqueo” del Garda si sia mossa, qualche tempo fa, anche la troupe di “Mistero”, con un servizio di Marco Berry insieme al ricercatore Armando Bellelli.

La storia del cosiddetto “mostro” del Garda è molto più antica di quanto si pensi, per quanto poco nota oltre i confini rivieraschi. La sua storia “antica” è più documentata del ben più noto cugino scozzese di Loch Ness. Storici e naturalisti come il Grattarolo o il Coronelli ne parlarono nel corso dei secoli, a partire dal ’500.

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Si racconta infatti di come i monaci che soggiornavano nel monastero situato sull’isola Borghese non avessero il coraggio di avvicinarsi all’acqua, per il terrore di mostruose e gigantesche creature acquatiche che abitavano oscuri cunicoli sommersi. Si narra anche di studiosi che provarono ad indagare su quei grossi animali, ma spaventati anche loro a morte, rinunciarono.

Oltre alle fonti storiche, vi sono le decine, forse centinaia di racconti di grossi pesci o di animali sconosciuti avvistati da varie persone nel corso del tempo. Spesso e volentieri semplici pareidolie (illusioni subcoscienti), in altri casi chissà.

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L’avvistamento più famoso ed eclatante avvenne nell’agosto del 1965 presso la baia delle Sirene. A decine videro una grosso animale, simile ad un serpente, nuotare placidamente nelle acque.

Dopo di che gli avvistamenti continuarono negli anni, si pensò alla presenza di enormi siluri o di pesci di grandi dimensioni nel bacino, ma non ottennero mai attenzione o visibilità come a Loch Ness”.

Armando Bellelli

Armando Bellelli

Ha detto Armando Bellelli: “Da ricercatore non ho mai pensato all’esistenza di un plesiosauro o di chissà quale altro fantasioso animale preistorico. Ma da curioso qual sono non potevo ignorare i testi antichi che parlavano di queste strane creature lacustri, le cronache anche recenti, i racconti della tradizione. Tutto cominciò scrivendo un articolo di natura storica per il giornale, il “Corriere del Garda”.

L’articolo ebbe un insperato successo e venni contattato da parecchie persone che avevano da raccontarmi qualcosa sul “mostro”. Avvistamenti passati e odierni, dicerie, racconti della nonna etc … Quasi tutti con informazioni interessanti, ma spesso e volentieri queste persone desideravano rimanere nell’anonimato.

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Sfortunatamente esiste un comportamento diffuso di attacco e denigrazione di chi ha il coraggio di affermare di aver visto qualcosa di strano nel lago. Frasi come ”era ubriaco” o ”matto come un cavallo” hanno trattenuto molte persone dal parlare”.

“Tra le persone che mi contattarono – è sempre Bellelli che parla – c’era però un gruppo di eccellenza, i Deep Explorers: professionisti della subacquea e delle ricerche abissali attivi da molti anni, con un’impressionante curriculum di ricerche svolte e una fama di grande serietà. L’incontro con loro e con il loro presidente Angelo Modina, che poi si trasformerà in collaborazione e amicizia, fu di eccezionale importanza per ciò che mi rivelarono.

Angelo Modina

Angelo Modina

Ritengo decisamente improbabile l’esistenza di plesiosauri o simili. Ma è possibile che nel Garda vi siano pesci di grande dimensioni. specie d’acqua dolce come storioni o siluri, che sappiamo essere presenti nel lago, possono raggiungere dimensioni davvero ragguardevoli, ”mostruose”, di diversi metri.

Ricordo l’avvistamento di un siluro smisurato a largo di Gargnano di oltre 5 metri, nel 2001, ne parlarono i giornali di allora. O potrebbe esistere qualche rara sottospecie poco conosciuta di qualche altro pesce. Naturalmente è solo un ipotesi che non ne esclude altre ancora in fase di vaglio.

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Tornando all’incontro coi “Deep Explorers”, questi mi riferirono di strane e continue anomalie cui erano andati incontro nel corso del tempo. In parecchie occasioni il sonar aveva rivelato un’enorme sagoma in movimento, ma più la barca si avvicinava, più il segnale si allontanava.

Si decise quindi di far passare il “Side Scan Sonar”, una sorta di siluro silenzioso attaccato ad un cavo lungo 600 metri, sulla zona oggetto d’indagine. Probabilmente quel “qualcosa” era disturbato anche dal rumore del motore del rover. Beh … il risultato fu il rilevamento di una sagoma che mi lasciò a bocca aperta. Qualcosa di veramente particolare ed impressionante. Insieme ad altri strani indizi.

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A dare manforte alle persone che affermano di aver visto il mostro ci sono le dichiarazioni di un gruppo di ricercatori della Deep Explorers di Toscolano Maderno che hanno rilevato un’anomalia subacquea, a 270 metri di profondità sul lago di Garda. Praticamente “un siluro (missile, e non pesce) trainato con cavo in grado di arrivare molto vicino al fondo e con tanto di Gps. Dal canto loro i Deep Explorers affermarono che è “difficile dire cosa sia”

Il macchinario d’avanguardia come il SideScan Sona posto in profondità che suona come non dovrebbe, con segnalazioni di una presenza di grosse dimensioni in profondità, e l’ennesimo sopralluogo con nuovi rilevamenti, e una presunta roccia che si sarebbe spostata, quasi come avesse vita propria o come più credibile e probabile spostata da qualcosa o qualcuno.

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“Un’anomalia curiosa – afferma Angelo Modina, specialista che ha curato le ricerche con il SideScan Sona – e quando 15 giorni dopo ci hanno inviato le scansioni, i rapporti, e abbiamo visto questa cosa, una roccia dalla strana forma, sembrava quasi un serpente!”.

E continuando “Lo abbiamo chiamato Alien, ma così per scherzo e nel profondo del cuore ci auguriamo sia davvero un fossile, sarebbe una scoperta straordinaria”.

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Ben presto, anche grazie al servizio di Italia 1, la storia ha fatto il giro del paese: qualcuno ha parlato di un’anguilla gigantesca (magari cresciuta a suon di diossine e Pcb che ha raggiunto certe dimensioni proprio per via dell’inquinamento e delle modifiche genetiche), altri parlano di una carpa bella grossa, c’è chi invece afferma di trattarsi probabilmente di un luccio da paura, che in fondo sembra uno squalo anche quando misura mezzo metro.

Continua ancora Modina “Non possiamo dare adito alle dicerie, non possiamo ragionare per paradossi. Diciamo pure che la cosa singolare è che tutti lo hanno visto adesso”.

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Ricostruire uno storico di tutti gli avvistamenti non è possibile anche perchè i primi sembra ci siano stati nel ‘500, con il clou nella metà degli anni 60 con un avvistamento di rilievo. A questi poi si aggiungono quelli più recenti, fino al sub di Reggio Emilia che poco più di 12 anni fa avrebbe addirittura colpito con una fiocina quella che di primissima impressione sembrava “un’anguilla gigante”.

“Su questo vogliamo essere chiari – afferma al riguardo Bellelli – la parola mostro in italiano assume connotati negativi, io preferisco riferirmi all’originale latino che invece indica qualcosa in grado di destare stupore e meraviglia. Non stiamo dicendo che Bennie sia un mostro vero e proprio, tantomeno un drago o un dinosauro, ma ci sono troppe anomalie e troppe coincidenze, qualcosa di grosso deve esserci davvero, magari un pesce enorme, magari di una razza sconosciuta”. Anche gli ormai celebri buchi, che ricordano una tana, sembrano indizi da cui non si può più prescindere.”

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Il lago di Garda è smisurato. Al suo interno vi sono vallate e canyon sommersi fino a ben 370 m di profondità. I suoi abissi ospitano relitti di navi da guerra, aerei, mezzi anfibi e chissà cos’altro ancora. E’ molto, molto più esteso del piccolo lago di Loch Ness”.

La ricerca si è presentata (e si presenta ancora) davvero difficoltosa, ma si è andati avanti, con l’utilizzo di sonar, ecoscandagli e Rov, i cosiddetti “robot subacquei” in grado di filmare e documentare gli abissi. Alcuni ricercatori, che hanno voluto rimanere anonimi, avrebbero rilevato anomalie molto simili sempre oltre i 200 mt di profondità, esattamente come i Deep Explorers.

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“Non voglio che la gente abbia paura – ha tra l’altro detto Bellelli –  il mostro, ammesso che esista, è una creatura innocua e inoffensiva, forse addirittura un timidone. Lo voglio immaginare così, in piena sintonia con la magia del Garda, un lago che sembra un mare, e che al suo interno custodisce straordinari segreti. Navi da guerra, relitti antichi e aerei, perfino un sottomarino nazista sperimentale. E’ giusto che la gente lo sappia, è giusto che la gente ne sia attratta e incuriosita”.

Il 2013 è stato l’anno in cui si sono moltiplicati questi misteriosi avvistamenti di un “mostro” serpentiforme nel lago di Garda. Non è la prima volta che nel lago ci sono segnalazioni di “mostri”, si parlò già nel 1965 di un mostro che mangiava i pesci presi nelle reti dei pescatori e nel 2001 un sub avrebbe avvistato un “enorme siluro”, ma non se ne è saputo più nulla fino ad ora, quando nel 2013, appunto,  improvvisamente sono incominciate le segnalazioni.

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Ha fatto ad esempio il giro del web il presunto avvistamento fatto nell’agosto di quell’anno da un bambino di 9 anni. Il testimone descrive una creatura con la testa da capodoglio e la coda di serpente, lungo 15 metri. Il quotidiano “Bresciaoggi” riportò invece un “servizio speciale” condotto dalla TV tedesca Zdf sul mostro del Lago di Garda, con tanto di interviste al gruppo di subacquei dell’associazione “Deep Explorers” che si prefiggono di ritrovare il mostro, ribattezzato “Bennie” per analogia con Nessie, dall’antico nome del lago di Garda, Benaco.

Ma c’è un fondo di verità in tutti questi avvistamenti? Le ipotesi che vengono comunemente fatte sono quella di un enorme pesce siluro, o di uno storione di 8 metri, o di una immensa anguilla endemica. Oppure che, come nel caso del mostro di Loch Ness, si tratti di onde o anatre reinterpretate con un po’ di fantasia da chi davvero ci vuole credere.

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Il pesce siluro è una specie alloctona in Italia, ed è stata introdotta nei nostri laghi e fiumi alcuni decenni fa. Nel suo ambiente naturale la specie ha una lunghezza media di 1.3-1.6m, con una lunghezza massima registrata di 3 m e una segnalazione aneddotica del 1856 di un animale di 5 m. In Italia la lunghezza massima riportata è di 2.78 m nel delta del Po.

Se quindi il mostro è davvero un siluro, ed uno di 4-5 m, si tratterebbe indubbiamente di una bella bestia, ma sicuramente niente che si avvicini ai 15 m riportati. Oltretutto questa è una specie molto longeva che ha bisogno di tempo per crescere sino a simili dimensioni. In Italia, dove è introdotto, non avrebbe avuto il tempo di arrivare a lunghezze da record, soprattutto non nelle gelide acque del lago di Garda.

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Lo storione in Italia è estinto. In ogni caso questo pesce arriva massimo a 6 m vivendo in mare. Come i salmoni, anche gli storioni risalgono i fiumi per deporre le uova ma né per il Mincio, l’emissario del lago di Garda (controllato da una chiusa), né per il Po in cui il Mincio confluisce ci sono sono mai state segnalazioni di storioni. Non si comprende quindi come un gigantesco storione sarebbe potuto arrivare nel lago e sopravvivervi, dato che la specie italiana (Acipenser sturio) è un pesce tendenzialmente marino.

Riguardo una specie endemica di anguille giganti (ipotizzata per via di grandi fori trovati in prossimità dei fondali), anche le anguille, come gli storioni, hanno il problema della migrazione riproduttiva, invertita questa volta, poiché le anguille migrano verso il mare per riprodursi.

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Considerando però che non stiamo parlando delle misteriose profondità del lago d’Aral, ciò che rimane dell’antichissimo oceano Tetide del tempo dei dinosauri, ma di un lago ben conosciuto, ben scandagliato e frequentatissimo dai pescatori, sembra davvero improbabile che un pesce gigante, o almeno la sua prole, non sia mai stato riportato prima, e che passi regolarmente la chiusa per riprodursi.

Per il Loch Ness un geologo italiano, Luigi Piccardi, ha recentemente ipotizzato che gli avvistamenti del mostro siano fenomeni naturali dovuti a una linea di faglia che corre lungo il fondo del lago e che causerebbe fenomeni sismici con conseguenti strani movimenti dell’acqua. Anche il lago di Garda è interessato da line faglia e fenomeni sismici. Che l’origine dei due fenomeni sia la stessa, e che in entrambi i laghi tremori sismici portino a scambiare strani movimenti dell’acqua per creature misteriose?

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I mostri marini o lacustri sono come gli ufo. Basta un avvistamento per moltiplicare i testimoni, come se il primo a uscire allo scoperto desse il coraggio agli altri di fare altrettanto, cancellando la paura di essere scambiati per visionari, pazzi o abituali consumatori di allucinogeni

Walter , nel 2013 disse: “Sabato 20 ottobre approfittando del bel tempo sono salpato dal porticciolo di Dusano a Manerba, col gozzo di un amico, per andare a pescare al promontorio di San Fermo. All’improvviso sono stato testimone di una scena che mi ha sconvolto.

A venti metri da me l’acqua ha iniziato a ribollire e sono apparsi una testa di mezzo metro e un collo sinuoso di un metro e mezzo, marrone e viscido: hanno compiuto un arco sulla superficie, inabissandosi nuovamente e sollevando una massa d’acqua. Sembrava un gigantesco serpente o il lungo collo di qualche strano essere”.

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Ma non finisce qui. Un camionista di Riva del Garda aveva segnalato, in quello stesso periodo, al giornale di Brescia che all’altezza di Gargnano, mentre percorreva la 45 bis verso nord, aveva visto salire in superficie per un attimo «un grosso indefinibile animale». Fantasie, strani riflessi sull’acqua o cosa? Chi può dirlo.

L’unico dato certo è l’avvistamento fatto da un subacqueo nel 2001 anni fa. Era sceso a 25 metri di profondità davanti a Gargnano, quando all’improvviso ha visto avvicinarsi una grande sagoma scura. Così grande che ha deciso di scappare. Giunto in superficie ha detto che si trattava di un pesce siluro lungo almeno cinque metri. Un pesce di mostruose dimensioni, quindi, non un mostro.

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Ma i mostri allora ci sono davvero nel Garda?  C’è chi ha girato due video intitolati «Cacciatori di mostri 1» e «Cacciatori di mostri 2», visibili su Youtube, e ha pure scritto un libro «La vera storia dei cacciatori di mostri» sotto lo pseudonimo di Paul Dogerty Flyan.  Si tratta di Andrea Torresani, giornalista e direttore del «Corriere della Riviera», che sulla questione mantiene però una posizione tra l’ironico e il possibilista.

«Il primo avvistamento nel Garda risale al 1965 – racconta – alcuni pescatori, a più riprese, segnalarono la presenza di un essere strano, grigio, che aveva una forma “a gobba”, tipo serpente o dinosauro. Spesso trovavano le reti immerse tagliate, senza più pesci. Il fatto venne ripreso dai quotidiani, ebbe una vasta eco. Poi i pescatori smisero di parlarne, non volevano essere presi per visionari e desideravano anche esorcizzare la paura».

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La cosa finì lì, finché in un casolare diroccato di Garda, Torresani trovò un coltello, una fiocina e una cartolina del lago su cui, a matita, era stato disegnato un piccolo cerchio in prossimità di villa Canossa sotto cui era scritto “segnalazione”.

«Da qui», spiega il giornalista, apparso anche nella puntata di «Mistero» della quale abbiamo detto, «è nata l’idea della ricerca, dei video e del libro. «Credo – disse Torresani in un’intervista – che come tra gli uomini esistono persone più alte del normale, possano esserci pesci molto grandi o “qualcosa” di serpentiforme, come un’anguilla gigantesca».

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Va ricordato che nel Garda, sott’acqua, tra Maderno e Punta San Vigilio, ci sono le bombe all’uranio impoverito sganciate dagli aerei americani durante il conflitto del Kossovo per alleggerire gli aerei in difficioltà che rientravano all’aeroporto di Ghedi. Le hanno cercate e mai trovate. Potrebbero aver favorito mutazioni genetiche.

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Negli antri cavernosi dell’isola del Garda, c’è stato chi, come il cronista Bongianni Grattarolo (1519 – 1596?,1599?), vi aveva individuato lo spazio ad ultimo recesso, vagheggiato per quella creatura che pare suscitasse spavento ai frati francescani, allora residenti sul circoscritto piano asciutto dell’agglomerato isolano, durante il tratto del Sedicesimo secolo in cui prende vita la nota opera documentaristica dal titolo “Historia della Riviera di Salò”:

“In questo loco alcuni curiosi, disiando sapere quanto ci fosse profonda l’acqua (che è fama che ci sia profondissima) con una corda calarono giù uno, che facea professione di star sotto, come faceva Colapesce Napolitano a i dì nostri, et anticamente fin al tempo di Xerse Scilla Sicionio; il quale quando fu disceso per buona pezza, diede segno che lo traessero; Lo trassero mezzo morto dallo spavento, e tosto ch’ebbe detto haver veduto sotto l’Isola in alcune caverne oscurissime certi pesci, o più tosto certi Mostri smisurati, e deformissimi, finì di morire. Ci sono ancora di frati che dicono havere notato sotto acqua, ne’ tempi de gran caldi, et haverci veduto di quei Mostri, et essersene spaventati talmente, che non hanno più osato di tornarci”.

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Nell’estate del 1965 il “Giornale di Brescia” si occupa del caso segnalato nelle due sue edizioni di sabato 19 agosto e mercoledì 25 agosto di quell’anno.

Nel primo caso, ai lettori, di quella metà degli anni Sessanta del Novecento che separa di oltre mezzo secolo le perlustrazioni ricognitive effettuate nel 2012 tra le acque del lago, si sottoponeva un articolo di tre colonne, sormontate dal titolo interrogativo di “C’è un mostro nel lago di Garda?”, che sviluppava poi la notizia rappresentata dai termini di “Un animale mostruoso, di forma e di dimensioni inconsuete, sarebbe stato visto nelle acque delle Sirene presso Punta S. Vigilio, da numerosi turisti italiani, tedeschi e americani. L’animale sarebbe stato visto alcuni giorni fa, ma se ne è avuta notizia soltanto oggi, poiché i testimoni temevano di non essere creduti, di essere presi per dei visionari.

Lo strano animale, secondo la descrizione che ne è stata fatta, appariva come un rettile di almeno dieci metri di lunghezza con pelle liscia di colore scuro, e una grossa testa, simile a quella dei sauri erbivori, scomparsi prima dell’età glaciale. Molti delle persone che hanno visto l’animale tornano ogni giorno sul luogo, muniti di macchine fotografiche e cineprese, nella speranza di rivedere il “mostro”, fotografarlo e documentarne così l’esistenza”.

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Nell’altro caso, introdotto da una cauta espressione analogamente interrogativa, la stampa locale bresciana precisava che ulteriori elementi sembravano essere emersi in ordine allo stesso argomento, per il tramite di quanto poi era riferito nell’articolo in cui, al di sotto del titolo “Il mostro del Garda visto a Gargnano?” si leggeva che “L’avrebbero scorto in tre, a duecento metri dalla riva – La prima volta sarebbe stato notato nei pressi di punta San Vigilio”, elaborando quindi il resoconto dei particolari, affidati al dettaglio delle righe pubblicate, attraverso le quali si appurava un insolito affresco di dinamiche immerse nella natura di una tratto di lago, individuato in una ben precisa località:

“Gargnano, 24 agosto. Il famoso mostro del Garda che alcuni villeggianti erano andati con le loro imbarcazioni a cercare, ieri, nelle acque di san Vigilio, sulla sponda veronese, è stato visto qui a Villa di Gargnano. Il signor Nigegermann di Colonia che da sei anni è fedele ospite, durante l’agosto, della Pensione Maria Pia, scrutava il lago dalla terrazza, forse per uscire col suo motoscafo a fare un po’ di sci nautico con la moglie e le due figlie. Ad un tratto vide, a centocinquanta metri circa di distanza che la placida distesa delle acque era, in un tratto, turbata da onde.

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Quale la causa di esse? Non c’era battello o imbarcazione alcuna….ma ecco: emergeva una grossa testa nera….Chiamò Alfredo, il giovane direttore. Ma mentre lo Zerneri accorreva, la grossa massa nera scomparve e il lago ridivenne liscio. Dieci minuti dopo, la madre di Alfredo, Maria Pia, s’affacciava alla sottostante terrazza della sala da pranzo col signor Dallera di Milano. Erano le 11 e 25: una grande massa oscura, nera, emerse; quindi si tuffò, poi riemerse di nuovo, per scomparire verso sud in direzione di Desenzano, provocando onde sulla superficie immobile dell’acqua.

“Io non soffro di allucinazioni!” dichiarò poi il signor Dall’era. “Era una massa oscura, lunga forse, un metro e mezzo: a circa 200 metri di distanza, non ho potuto capire se fosse una pinna dorsale o la testa. Non saprei dire cosa fosse, ma ho visto: era qualcosa di eccezionale”. Gli ospiti hanno scrutato a lungo il lago, tutto il giorno; ma….il mostro (se è lui) chissà dove è andato”.

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La specificità gardesana della forma di vita non identificata, compatibile a quegli abissi che in un contesto di varietà zoomorfa generale anche la Bibbia tratta nel Salmo 148 e nel Cantico di Daniele, a proposito dei “mostri marini” e di “quanto si muove nell’acqua”, si presta forse ad una curiosa analogia di presunta affinità con quanto ancora il “Giornale di Brescia” ha restituito alla ribalta della cronaca, nell’edizione di lunedì 10 agosto 1998, pubblicando la notizia desunta da una storia simile a quella del lago di Garda, ed ai suoi presaghi e contemporanei prosiegui, in merito a ciò che, in quel caso, era attinente invece ad un lago scandinavo:

“Oslo – Un mostro simile alla famosa Nessie di Loch Ness abita sul fondo del lago di Seljord, nel Sud della Norvegia. Ne sono convinti dodici uomini che stanno setacciando con sonar e sottomarini le acque del lago alla ricerca del mitico e sconosciuto animale di cui nella zona si parla da due secoli e mezzo. Il mostro avrebbe la forma del serpente e sarebbe lungo dai tre ai dieci metri.

Qualcuno lo descrive come una lunga onda nera che all’improvviso si leva dal lago e che subito dopo torna a dormire sul fondo. La ricerca, seguita da una troupe televisiva britannica di Discovery Channel,durerà due settimane e il capo spedizione, lo svedese Jan-Ove Sundberg, è deciso a tutto per dimostrare che nelle acque del lago profonde centossessanta metri si nasconde una creatura misteriosa”.

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Nell’estate 2013 altra clamorosa notizia: “Pescato il vero mostro del Garda”. Altro non sarebbe stato che un siluro di oltre 80 chili, pescato tra Bardolino e Sirmione. Di certo una storia che non ha convinto i sognatori più appassionati: i fan della misteriosa creatura delle profondità lacustre sono tutt’altro che arrendevoli.

E nuova benzina al fuoco della passione: “Il robottino Rov del gruppo Deep Explorers di Toscolano Maderno ne avrebbe avvistato non uno, ma ben due” su BresciaOggi: “Il mostro del Garda si è trovato la fidanzata?”. Nel fermo immagine catturato dal sonar infatti le gigantesche figure questa volta sono due. L’anomalia si sarebbe registrata a largo di Manerba.

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E ancora: “Stando ai primi calcoli dovrebbero entrambi misurare poco più (o poco meno) di 7 metri: uno più grande, e uno più piccolo. Maschio e femmina? Le ipotesi si sprecano, ovviamente. Mostro degli abissi a parte, non è da escludere che si tratti di storioni, o di qualche altro pesce gigante. Il lago è davvero un abisso, nelle profondità può nascondere di tutto. E su Facebook si è già accesa la discussione”.

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Ancora apparizioni televisive degli esperti, nei mesi a seguire, anche su Mistero su Italia Uno. Il subacqueo emiliano che si trovò faccia a faccia con il serpentone, due ragazzi di Moniga che se lo videro passare sotto la barca, e lo raccontarono in diretta alla tv tedesca.

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