MA MUSSOLINI ERA PAZZO? – 2

a cura di Cornelio Galas

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Seconda e conclusiva puntata sull’indagine patobiografica condota da Beppino Disertori e Marcella Piazza su Benito Mussolini. In particolare oggi vedremo la cosiddetta caratteropatia. Cos’è la caratteropatia? In psichiatria e nell’antropologia criminale significa anomalia patologica del carattere: è in genere sinonimo di psicopatia. Facendo sempre riferimento ai due medici citati parleremo quindi dei disturbi distimici di Mussolini. II disturbo distimico è un disturbo cronico caratterizzato non da episodi di malattia, ma piuttosto dalla costante presenza dei sintomi.

Italian dictator benito Mussolini celebrated the anniversary of the founding of the Fascist Militia by pinning medals for valor on to the standards of the battalions which took part in the Italo-Ethiopian war, at Rome. He also decorated the widows of men who fell in the war, and attended a special mass for them. Mussolini wearing an aggressive expression as he stands on the rostrum to watch Fascist Militia parade past during the anniversary celebrations, in Rome, on Feb. 3, 1937. (AP Photo) Only Italy--Prezzo speciale contattare: massimo.zanotti@lapresse.it--

Tuttavia, il paziente con disturbo distimico pu√≤ presentare alcune variazioni temporali nella gravit√† dei sintomi. Gli stessi sintomi sono simili a quelli del disturbo depressivo maggiore e la presenza di umore depresso – cio√® il sentirsi triste, gi√Ļ di corda, il vedere tutto nero e la mancanza di interesse nelle abituali attivit√† – √® un aspetto centrale del disturbo.

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I pazienti con disturbo distimico possono spesso essere sarcastici, nichilisti, meditabondi, esigenti e reclamanti; possono essere tesi e rigidi e resistenti nei confronti degli interventi terapeutici.

Infine affronteremo le ripercussioni di questi disturbi mentali nell’attività politica di Mussolini, e parleremo di quell’episodio, poco conosciuto, che riguarda sempre Mussolini durante la guerra in Grecia.

LA CARATTEROPATIA

Le note submorbose della personalit√† del duce – dicono Disertori e Piazza – sono molteplici e combinate in una miscela assai peculiare, che difficilmente pu√≤ trovare un’adeguata spiegazione in soli fattori psicogeni, vale a dire soltanto nelle esperienze di vita vissuta aventi significato psicologico nocivo: nel caso particolare nelle frustrazioni¬† connesse¬† alla¬† condizione sociale della famiglia e alle ripercussioni ¬†extrafamiliari di tale¬† condizione.

BEPPINO DISERTORI

BEPPINO DISERTORI

√ą presumibile, piuttosto, che sia avvenuta un’interferenza etiologica (Il termine eziologia deriva dalla lingua greca ed √® utilizzato in medicina, diritto, filosofia, fisica, teologia, biologia e psicologia in riferimento alle cause che provocano i fenomeni. In linea generale, si tratta dello studio e dell’approfondimento sul motivo per cui alcuni eventi o processi si verificano, o persino sulle ragioni che si nascondono dietro determinati avvenimenti ndr) dei fattori psicogeni sociali con i fattori f√¨siogeni dell’eredit√†, ossia genetici, connessi con il patrimonio individuale in Dna (acido desossiribonucleico, sostanza che trasmette l’informazione genetica, presente nei cromosomi del nucleo di tutte le cellule).

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Il riscontro anamnestico familiare- proseguono Disertori e Piazza – ¬†ci rivela soltanto fra padre ¬†e figlio¬†un’analogia nel carattere ribelle, che port√≤ entrambi ad affrontare la prigione per le idee professate. Ma quest’analogia di ribellismo non rappresenta per se stessa un minus;¬† un¬† difetto caratteropatico.¬† Al contrario pu√≤¬† in molti casi significare un plus, quando implica sacrifici affrontati per ragioni¬† ideali¬† d’ordine ¬†superiore.

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La componente submorbosa del¬† ribellismo di Benito stette invece¬†nell’aggressivit√† violenta e nella povert√† dei fini, per¬† cui il ragazzo si¬† fece¬†ripetutamente espellere dalle scuole; come pure n ella rissosit√†, nell’intolleranza¬† alla¬† disciplina, nella¬† misantropia che¬† accompagnava la ribellione; e anche, nel giovanotto, nelle dogmatiche esibizioni, implicitamente aggressive nei confronti dei sentimenti del prossimo: come quando invit√≤ pubblicamente Dio a dar dimostrazione, se ne era capace, della propria esistenza, ¬†fulminandolo¬† ¬†all’istante.

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Chiaramente¬† psicopatiche,¬†¬† rivelate¬†¬† lungo¬†¬† l’intero¬†¬† arco¬†¬† della¬†¬† vita di Mussolini, erano la tendenza a¬† nascondere¬† la¬† personalit√†¬† dietro¬† maschere, ossia a valersi della risposta psico-biologica della simulazione-dissimulazione (nota¬† caratterologica¬† dominante¬† anche in¬† Stalin, come gi√†¬† detto), e la libidine di un potere da¬† raggiungere¬† a¬† qualunque¬† prezzo, prescindendo da remore etiche, sino a rasentare la criminalit√†, come aveva notato il fratello Arnaldo¬†¬† ( vedi¬† Denis¬† Mack Smith).

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Altro importante elemento di autentica caratteropatia submorbosa, bench√© alquanto innocuo nonostante fosse molto spiccato, consisteva nel sistematico ricorso alla risposta¬† d’autoingrossamento,¬† la¬† quale¬† si¬† faceva palese agl’italiani¬† e¬† al¬† mondo¬† quando¬† il¬† duce¬† si¬† presentava in¬† pubblico¬† nel tipico atteggiamento a testa ipertesa,¬† mento¬† in¬† avanti, volto¬† corruc¬≠ciato,¬† occhi¬†¬† di¬† sfida,¬†¬† mani¬†¬† sui fianchi.

E qui, per inciso, conviene far notare come le ¬†risposte ¬†psico-biolo¬≠giche primitive di simulazione-dissimulazionee d’autoingrossamento soddi¬≠sfecero nella filogenesi dell’uomo a livello zoologico, e soddisfino¬† a tutt’oggi in¬†¬† taluni¬†¬† animali¬†¬† i¬†¬† fini¬†¬† di¬†¬† conservazione ¬†dell’individuo¬†¬† e¬† della¬† specie.

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Esempi: nella savana l’erbivoro aggredito dal¬† predatore¬† carnivoro pu√≤ salvarsi simulando la morte. Ma anche l’uomo, se caricato dal bufalo cafro (o bufalo nero), pu√≤ trovare scampo fingendosi morto. Cos√¨ il babbuino, mediante l’autoingrossamento pu√≤ alle volte incutere paura al leopardo, suo mortale nemico, e¬† metterlo¬† in fuga.

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Giova pure segnalare che il ricorso a risposte psico-biologiche fina¬≠listiche da parte dell’essere umano pu√≤¬† rientrare,¬† in determinate circostanze, nei comportamenti normali. Sono l’impulso, l’intensit√†, la inopportunit√†, l’anacronismo del fenomeno a costituire anormalit√† submorbosa o morbosa. Rilevante nel duce fu anche la risposta psico-biologica di mimesi inconscia nei suoi aspetti attivi e passivi, che¬† sta¬† alla¬† base¬† della¬† suggestione e dell’assunzione , imitazione e imposizione¬† automatica¬† di¬† determi¬≠nati¬†¬† comportamenti, e¬†¬† sta ¬†pure ¬†alla ¬†radice ¬†dei¬†¬† fenomeni¬†¬† di ipnotismo¬†e d’isterismo.

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Mussolini disponeva di un potere¬† suggestivo¬† eccezionale, che raggiungeva i gradi di un ipnotizzatore. Ma si rivel√≤ a sua volta anche recettivo alla suggestione altrui nei¬† confronti¬† di¬† un¬† personaggio¬† ancor¬† pi√Ļ¬†¬† dotato¬† quale¬† fu ¬†Hitler.¬†A¬† proposito¬† della¬† capacit√†¬† del¬† duce¬† di¬† svolgere un’azione sugge¬≠stiva sino quasi a ipnotizzare, c’√® un ricordo personale dello stesso Disertori:

“Ho veduto Mussolini e l’ho direttamente ascoltato, cio√® non per radio,¬†ma dalla viva voce, una sola volta: a Trento,¬† in¬† occasione¬† di¬† grandi manovre militari, dopo la conquista dell’Etiopia. Mi¬† recai¬† in¬† un¬† caff√®¬† anti¬≠stante la piazza del Duomo, nella quale era stata allestita una tribuna, donde egli arring√≤ la folla. Ero con il mio fraterno amico Giannantonio Manci, poi eroe e martire della Resistenza al nazismo.

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Dal nostro osservatorio potevamo vedere e ascoltare senza farci vedere, e perci√≤ senza implicare adesioni. Ebbene quella voce calda, suadente, esplic√≤ su di me un effetto indiscutibilmente suggestivo, a prescindere dai contenuti esposti. Dovetti cacciare le mani nelle tasche per evitare il rischio di¬† mettermi ad applau¬≠dire all’infuori della mia razionalit√† e volont√†. Eppure, quando egli s’era affacciato alla tribuna nel suo stereotipo e truculento¬† autoingrossamento,¬† avevo avvertito uno spontaneo impulso all’ilarit√†. Ma nel frattempo s’era svincolata in me, inavvertitamente, l’arcaica mimesi inconscia , propria della suggestione e dell’ipnotismo”.

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Veniamo¬† alla¬† risposta¬† psico-biologica di¬† alterazione¬† oniroide e ag¬≠glutinante della realt√†, la quale risposta domina la psicopatologia degli schizofrenici e di altri pazienti psicotici. Essa introduce¬† nella¬† veglia¬† fenomeni propri¬† del¬† sogno¬† e¬† agglutinazioni¬† di¬† pensiero.¬† E¬† pu√≤¬† esprimersi¬† anche in forme abbozzate,¬† all’infuori¬† di¬† una¬† malattia¬† mentale¬† conclamata.

Ha afflitto Mussolini nella misura in cui ha potuto alterargli la valutazione realistica, obiettiva degli avvenimenti, specie nelle fasi depressive che analizzeremo in seguito, e la ha¬† seriamente¬† ottenebrata ¬∑nel¬† periodo¬† termi¬≠nale della vita, a mano a mano che le capacit√†¬† critiche¬† andavano¬† attenuandosi sotto le suggestioni di¬† Hitler,¬† allievo¬† che¬† and√≤¬† superando¬† il maestro nei¬† successi¬† e¬† negl’insuccessi ¬†def√¨nitivi .

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Consideriamo ora la sfera psichica degl’istinti e affetti¬† nella¬† sua globalit√† ossia l’intera sfera f√¨nalistica, a proposito del¬† caso¬† clinico¬† Mus¬≠solini.¬† Mi¬† avvalgo¬† a¬† questo¬† scopo – scrive Disertori – dei¬†¬† parametri¬†¬† introdotti¬† in¬†¬† scienza negli anni¬† Venti¬† dal neurobiologo Constantin¬† von¬† Monakow.¬† Mi¬† riferisco a ormeteri e noormeteri. I termini sono ricavati dalle parole greche horme¬≠ terion, eguale ¬ęimpulso¬Ľ, e¬† noos¬† eguale ¬ęmente¬Ľ. ¬†Gli¬† ormeteri¬† sono gl’istinti¬† elementari,¬† i¬† noormeteri¬† sono¬† gl’istinti¬† integrati¬†¬† e¬† modulati ¬† dall’intelligenza. Vanno distinti ormeteri e noormeteri conservativi, sessuali, parentali, sociali.

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Constantin von Monakow

Ebbene non possiamo non registrare spiccate disarmonie della sfera finalistica¬† in¬† Benito¬† Mussolini: un eccesso,¬† come¬† si √®¬† visto,¬† d’aggressivit√† e di volont√†¬† di¬† potenza,¬† che¬† sono¬† componenti¬† dell’istinto¬† di¬† conservazione individuale e che si manifestano a livello ormeterico e noormeterico, mentre il noormetere sociale, inteso come impulso a giovare al prossimo operativamente e perci√≤ come noormetere dell’antiegoismo, sembra o √® sopraffatto¬† dalle¬† esigenze ¬†egoistiche.

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Nel campo¬† dell’istinto¬† sessuale¬† l’ormetere¬† era¬† iperattivo, ¬†se ¬†sono vere le notizie circa la frequenza delle visite di donne diverse che il duce riceveva¬† a¬† Palazzo¬† Venezia¬†¬† con¬† ritmo¬† quasi¬† quotidiano.¬† Ma ¬†d’altra ¬†parte a onor del vero, non si possono misconoscere in lui le capacit√† noormeteriche di autentico amore. Non mi sembra che possano sussistere dubbi sui suoi genuini sentimenti per Claretta Petacci, sebbene nella coppia fosse lei a superarlo per¬† potenza¬† di un¬† amore che¬† si elev√≤ sino al sacrificio¬† della vita.

Claretta Petacci

Claretta Petacci

Quanto¬† all’istinto¬† parentale¬† Mussolini¬† fu¬† un¬†¬† padre¬†¬† affettuoso¬† ¬∑verso i¬† suoi cinque¬† figli, sebbene il suo stato di dipendenza¬† psicologica¬† da Hitler e dai¬† neofascisti¬† pi√Ļ¬† fanatici¬† l’abbia¬† indotto¬† a¬† macchiarsi¬† di¬†¬† complicit√†, per mancato¬† intervento¬† salvatore,¬† nell ‘esecuzione¬† di¬† Galeazzo,¬† il¬† marito della¬† figlia¬† pi√Ļ¬† amata .

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EDDA MUSSOLINI E GALEAZZO CIANO

Ma torniamo al¬† noormetere¬† sociale, sopraffatto come si √®¬† detto,¬† dalle esigenze egoistiche dell’aggressivit√† e della libidine di potere e di successo. Qui s’apre un problema a proposito di quell’istinto sociale noormeterico che si manifesta nell’operosit√† costruttiva¬† a¬† favore¬† degli¬† esseri umani,¬† intesi¬†¬† come ¬†collettivit√†.

Ecco: era soltanto libidine di potenza e brama di affermazione individuale, ambizione egoistica insomma, quella che agitava il politico Mussolini? O anche una pi√Ļ o meno inconscia¬† aspirazione¬† verso¬† valori¬† sociali, concepiti nell’accezione pi√Ļ ampia, verso una migliore sorte per gl’italiani¬† e,¬† diciamolo pure,¬† verso¬† una¬†¬† migliore¬† condizione ¬†umana?Il¬† quesito¬† √® arduo.

Benito Mussolini (1883 - 1945) the Italian dictator in 1934. (Photo by Topical Press Agency/Getty Images)

Rimane accertato che nell’uso¬† della¬† violenza¬† troppe¬† volte¬† il¬† dittatore si mostr√≤ asociale e amorale, sordo¬† ai¬† valori¬† supremi¬† della¬† societ√†¬† umana e dell’etica: ai tempi del delitto Matteotti, come nell’uso¬† dei¬† gas¬† venefici durante la guerra d’Etiopia, o nella persecuzione degli ebrei, ri¬≠chiesta da Hitler,¬† o¬† lasciando¬† fucilare¬† Galeazzo¬† Ciano,¬† o¬† nell’aver separato la popolazione italiana in cittadini di primo ordine e in italiani non tesserati, privi di tutta una serie di diritti. Senza dire delle¬† persecuzioni¬† durante¬†¬† la¬† repubblica¬†¬† di¬† Sal√≤.

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E¬† non¬†¬† ispir√≤¬†¬† certamente¬†¬† la¬†¬† sua ¬†politica¬†estera del ventennio a considerazioni¬† morali,¬† quando ad esempio inter venne in guerra¬† pugnalando¬† alla¬† schiena¬† la¬† Francia,¬† prostrata¬† dalle¬† armate di¬† ¬†Hitler.¬†Nonostante¬† questi fatti, non¬† possiamo escludere che, su¬† piano¬†¬† sub¬≠conscio con emersioni¬† nel¬† conscio,¬† abbiano¬† operato¬† in¬† lui,¬† nell’insieme delle sue prestazioni di uomo politico e di Stato, anche la speranza e il convincimento di poter recare servizi¬† all’Italia¬† e¬† alla¬† civilt√†¬† quale ¬ęuomo¬† del ¬†destino¬Ľ.

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Nel saggio di¬† psicologia teoretica¬†De anima¬†(Ed.¬† di Comunit√†,¬†Milano, 1959) Disertori aveva peraltro proposto ed elaborato la distinzione¬† fra¬† intrinseco¬† finalismo meramente biologico ossia tendenza a effettuare gli scopi vitali dell’organismo, e un finalismo spirituale, cio√® ideale e religioso, che nell’uomo¬† s’aggiunge¬† e si combina¬† con il precedente.

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Infatti, secondo Disertori, ¬†l’essere¬† umano¬† √® capace di mirare a fini che vanno oltre il¬† bersaglio¬† dei¬† fenomeni¬† biologici, sa¬† aspirare¬† ai¬† valori¬† ideali¬† assoluti¬† del¬† Bene,¬† del¬† Bello,¬† del¬† Vero,¬† e a Ci√≤¬† che¬† ci¬† trascende.¬† Sotto¬† questo¬† profilo¬† il¬† quesito¬† che ¬†si pose,¬† nei riguardi della psicologia¬† di¬† Mussolini, ¬†era ¬†il¬† seguente:¬† c’era¬† nel¬† dittatore¬† atrofia¬† o¬† almeno¬† ipotrofia¬† costituzionale¬†¬† delle¬†¬† tendenze¬†¬† connesse¬† con il finalismo spirituale, specifico dell’essere umano? Di quelle tendenze che possono creare un¬† freno,¬† immanente¬† o¬† trascendente,¬† pi√Ļ¬† o¬† meno conscio o inconscio, rispetto a determinati¬† comportamenti,¬† o¬† anche¬† una¬† forza¬† motrice¬† per¬†¬† altri¬† comportamenti¬† legati¬† a¬†¬† valori¬† ¬†spirituali?

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√ą questo – scrive Disertori ¬†– un¬† quesito¬† assai¬† difficile¬† che¬† si¬† presta¬† indubbiamente¬† a¬† risposte ambivalenti.¬†C’√®¬† un¬†¬† dettaglio¬† nella¬†¬† vita¬†¬† di¬†¬† Mussolini,¬† solitamente¬†¬† trascurato o¬†insufficientemente considerato: che con¬† tutta¬† probabilit√†¬† la¬† maggior¬† parte del denaro che guadagnava, e a momenti era ingente, finiva¬† in¬† opere¬† di¬† carit√†, ¬†praticate¬†¬† in ¬†modo¬†¬† molto ¬†riservato.

Si  può riscontrare   in   questo   comportamento  una   reazione  com­pensativa  rispetto ai  comportamenti   amorali  e  grossolanamente   asociali, o se vogliamo riferirci alle teorie monakowiane sulla sfera istintiva, un intervento della syneidesi, concepita come inconscia  coscienza biologica, come istintiva profonda esigenza di restaurare equilibrio nella squilibrata  sfera degli istinti, nella quale il  Monakov  usava  comprendere  anche  un istinto religioso-metafisico.

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A mia volta – prosegue Disertori – in questa sfera finalistica ¬†comprendo,¬† limitatamente¬†all ‘√†nthropos, non solo gl’istinti biologici (ormeteri e noormeteri), ma anche le¬† tendenze spirituali .¬†Poich√©¬† ho¬† fatto¬† riferimento¬† ai¬† problemi¬†¬† dell’inconscio¬† psichico, non¬†posso non inserire nella¬† discussione¬† il quesito¬† se fosse¬† operante¬† nel duce¬†quel complesso subconscio d’inferiorit√† a cui s’√®¬† fatto¬† cenno:¬† ipercompensato¬† sino¬† a¬† capovolgersi¬† in¬† tracotante¬† esibizione¬† di¬†¬† ¬†superiorit√†.

Mussolini giovane

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Le premesse etiologiche c’erano sicuramente: frustrazioni subite nell’infanzia e adolescenza ed eventi¬† avvertiti¬† come¬† frustrazioni,¬† in¬† rap¬≠porto alla condizione sociale. In altre parole si sarebbe verificato un com¬≠plesso d’inferiorit√† per effetto di avvenimenti di vita¬† vissuta¬† aventi¬† signi¬≠ficato psicologico ¬†mortificante.

Alfred Adler, il fondatore della teoria psicoanalitica¬† delle¬† nevrosi dovute a complesso d’inferiorit√†, si dichiar√≤ convinto che la prima infanzia aveva¬† lasciato¬† nel¬† futuro¬† duce¬† profondi sentimenti d’inadeguatezza. Importante la testimonianza di Dino Grandi nell’opera Il mio paese. Ricordi autobiografici a cura di Renzo De Felice ( societ√† ed. ¬ęIl Mulino¬Ľ, 1985).

Dino Grandi

Dino Grandi

Il¬† Grandi¬† √®¬† l’uomo¬† che¬† dovendo¬† scegliere¬† tra¬† la¬† fedelt√†¬†¬† al¬†¬† suo capo¬† e¬† la¬† fedelt√†¬† al¬† paese¬† scelse¬† senza¬† esitazione¬† il¬† paese.¬† A¬† proposito del comportamento di¬† Mussolini¬† giunto¬† a¬† Locarno¬† per¬† la¬† firma¬† del¬† Trattato,¬† 1925,¬† Dino¬† Grandi¬† parla¬† di¬† ¬ęarroganza ¬†commista a timidezza¬Ľ da cui deriva il¬† complesso d’inferiorit√†¬†¬† di¬† Mussolini¬† nel¬† negoziato¬† vero¬†¬† e¬† proprio.

Ma gi√† in occasione della conferenza di Losanna, 1922, il Presidente del Consiglio francese, Poincar√© a una domanda di Lord Curzon aveva espresso sul Presidente del Consiglio italiano il seguente giudizio: ¬ęIl s’annonce comme¬† le¬† tonnere¬† mais¬† il finit¬† comme¬† la pluie¬Ľ. (Si annuncia come un tuono , ma finisce come la pioggia).¬†Anni di poi l’autonomina di Mussolini a Maresciallo dell’Impero avrebbe confermato la persistenza del complesso d’inferiorit√† nel simbolo visibile di¬† una¬† uniforme¬† militare.

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Non meno importante e dimostrativa la diagnosi caratterologica proposta dallo stesso Grandi, che ebbe per anni l’occasione di avvicinare quotidianamente il dittatore. “Venni a conoscenza – egli scrive – di Mussolini, o meglio dei mille Mussolini che erano in lui, inafferrabile, contraddittorio , enigmatico, in cui l’ostinazione cieca e la volubilit√† quasi .femminea si sovrapponevano continuamente; generoso,¬† piccolo e grande, temerario¬† ed esitante a un tempo, straordinario ed inaspettato sempre; la sua puerile gelosia , in cos√¨ stridente contrasto con la sua personalit√† …”

La validit√† del giudizio di Grandi √® implicitamente confortata da questa uscita di Mussolini nel¬† momento¬† del¬† licenziamento¬† del¬† collaboratore: ¬ęGrandi mi conosce troppo perch√© io possa pi√Ļ a lungo sopportare il fastidio¬† di averlo vicino¬Ľ. In altro passo del libro Grandi d√† per ovvio ¬ęil carattere vendicativo di Mussolini¬Ľ.

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Voglio anche sottolineare – aggiunge Disertori – una nota caratteriale della personalit√†¬† del¬† duce da¬† Grandi¬† colta¬† e¬† riportata¬† in¬† parentesi¬† casualmente, ma ¬†essenziale:¬†la diffidenza¬† esasperata; ¬ęEgli diffidava di tutti e¬† di tutto, meno che della fortuna¬Ľ. La quale diffidenza non √® sul piano evolutivo dell’√†nthropos che una risposta psico-biologica arcaica di tipo fobico risalente all’uomo primitivo, esposto ai mille pericoli diurni e notturni della¬† savana;¬† come risale¬† pure¬† all’uomo¬† primitivo¬† la¬†¬† risposta¬†¬† di¬† affidarsi¬†¬† alla¬†¬† fortuna¬†¬† ossia¬† a¬† forze¬† psichiche¬†¬† misteriose,¬†¬† che¬†¬† sfuggono¬† alla ¬†razionalit√†.

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Altra caratteristica della personalit√† di Mussolini segnalata nello stesso libro √® il ¬ęfascino dello stregone che indubbiamente egli possedeva¬Ľ, fascino che Grandi dichiara d√¨ non aver mai subito. Disertori¬†deve invece confessare, come abbiamo visto, di¬† averlo ¬†sperimentato in¬† notevole intensit√†,¬† l’unica¬† volta¬† che¬† vide¬† Mussolini¬† alquanto¬† da ¬†vicino

GLI EPISODI DISTIMICI

Ma ben maggiore considerazione ai fini analitici della condotta politica¬† meritano gli episodi¬† psicopatologici¬† distimico-depressivi,¬†¬† sui¬† quali¬†– ch’io sappia, dice Disertori – non venne rivolta attenzione diagnostica adeguata. Essi sfuggono dalla cornice della caratteropatia per costituire autentiche fasi di malattia psichica ricorrente.

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L’episodio accaduto nel febbraio 1925, che s’accompagn√≤ alla riacutizzazione dell’ulcera gastro-duodenale,¬† pu√≤ lasciare¬† dubbi¬†¬† diagnostici, se preso a s√© stante. Ma se teniamo conto anche delle caratteristiche psicopatologiche e degli episodi che seguirono, dobbiamo concludere¬† che esso¬† non pu√≤ ridursi¬† agli effetti dell’ulcera; questa potr√†, al¬†¬† massimo, aver facilitato, anche con l’apporto nocivo della dieta carenzata, lo¬† svin¬≠colo della depressione.

Il  fatto  stesso  che  si  sospettò, a torto,  una  manifestazione  neuro­psichica di  sifilide  (a torto, perché la  reazione di  Wassermann  fu  negativa, e perché la ciclicità, poi emersa, mal si conciliava con tale diagnosi), conferma che ci fu un autentico quadro distimico  psicopatologico.  La  dieta lattea squilibrata e  il  monofagismo  di  frutta  non  poterono  certo  giovare  al   turbato   equilibrio   neuro-psichico   del paziente.

MUSSOLINI CON IL MEDICO PERSONALE ZACHARIAE

MUSSOLINI CON IL MEDICO PERSONALE ZACHARIAE

Ma¬†¬† determinante¬† ai¬†¬† fini¬† diagnostici¬†¬† √®¬† la¬† notizia¬†¬† circa¬† l’incapacit√† a concentrarsi che √® tipica del quadro ipotimico proprio di taluni stati distimico-depressivi. Possiamo dunque concludere che¬† l’infermit√†, da cui fu colpito Mussolini nel febbraio 1925, comport√≤¬† un’emersione patologica della risposta psico-biologica di disforia-depressione, prescindendo dalla natura del¬† processo morboso¬† soggiacente¬† all’evocata¬† risposta.

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Che poi nella dissoluzione della funzione correlata allo stato depressivo, potessero svincolarsi¬† risposte¬† psico-biologiche¬† finalistiche¬† oniroido-agglutinant√¨, ¬†comportanti la¬† comparsa¬† di¬† idee¬† subdeliranti,¬† come¬† quella¬† di¬† voler¬† modificare il carattere degli¬† italiani¬† sino¬† a¬† farli¬† sfilare¬† dinanzi¬† a¬† un¬† berretto¬† piantato su di un palo, sino a creare l’italiano di Mussolini, ci√≤ rientrava pure nel decorso della¬† dissoluzione della funzione, determinata dalla caduta di livello psichico. Si collegava a questa alterazione psichica¬† il sospetto emesso da un diplomatico giapponese circa uno squilibrio mentale dovuto a forma paranoide¬† ¬†incipiente.

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Chiaramente distimico-depressivi sono gli¬† episodi¬† che¬† vanno¬† dalla fine del 1939 a tutto¬† il¬† gennaio¬† 1940,¬† quando¬† Ciano¬† e¬† il¬† capo¬† della¬† polizia pensarono a loro¬† volta¬† alla¬† sifilide, e quello della¬† primavera del¬† 1945. Si¬† spiega¬† pure¬† nel¬† quadro¬† della¬† depressione¬† psicopatologica¬† lo¬† stato dell’animo di Mussolini nel periodo delle¬† sconfitte¬† militari¬† e delle umiliazioni inferte da Hitler, che precedettero la¬† caduta¬† dal potere e l’arresto¬† da¬† parte del¬† re¬† il 25¬† luglio 1943.

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Particolare attenzione, agli scopi diagnostici della forma¬† distimica, spetta a¬† quello¬† stato di¬† superficialit√† euforica¬† che¬† segu√¨¬† alla¬† depressione¬† nel febbraio 40 . S’√® forse trattato di una fase distimica d’eccitamento ipomaniacale?¬†In tal caso le fasi depressive a cui Mussolini and√≤¬† soggetto¬† sarebbero rientra te nell’ambito di una distimia ricorrente non¬† solo e non sempre unipolare, vale a¬† dire¬† rivolta al¬† polo¬† disforico,¬† cio√®¬† alla¬† malinco¬≠nia e alla depressione, ma almeno una volta al polo euforico: nell’ambito pertanto di una distimia ¬†bipolare,¬† sebbene¬† solitamente ¬†unipolare.

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Di questa malattia distimica, attribuibile alla cerchia delle psicosi affettive, e della psicosi maniaco-depressiva in particolare,¬† quale¬† fu la¬† causa ? Non possono sussistere dubbi in proposito,secondo Disertori. La¬† causa stette nella costellazione genetica propria di tale cerchia patologica, e perci√≤ nella materialit√† dell’Acido desossiribonucleico (DNA); sebbene¬† non si possa escludere che grandi avvenimenti emotivi come la crisi del fascismo all’epoca del delitto Matteotti, o¬† la decisione se far¬† entrare in guerra l’Italia, o le sconfitte ingravescenti che determinarono la seduta del Gran Consiglio e il conseguente arresto del dittatore da parte del¬† Re¬† il 25 luglio 1943, o l’incombente catastrofe della Repubblica di Sal√≤ nel ’45,¬† possano aver pesantemente contribuito, volta per ¬†volta,¬†¬† allo¬†¬† scatenarsi dei¬† singoli ¬†episodi ¬†morbosi.

LA  RIPERCUSSIONE  SULLA POLITICA

√ą questo¬† l’aspetto pi√Ļ¬† interessante¬† del¬† caso clinico. Disertori esamina¬†separatamente, nei limiti del possibile, gli¬† effetti della¬† caratteropatia¬† e¬† quelli¬† degli¬† episodi¬† morbosi distimici.

La caratteropatia – dice Disertori – si palesa in tutti¬† gli¬† atteggiamenti estremisti ¬†e violenti¬† del¬† giovane¬† Mussolini¬† socialista,¬†¬† del¬† quale¬† la¬† libidine¬† ¬†di ¬†potere e¬† l’esigenza¬† di¬† apparire¬† condizionarono¬† indubbiamente ¬†i ¬†comportamenti. La¬† sua¬† propensione¬†¬† a¬† simulare e¬† dissimulare gli permise di ¬†assu¬≠mere¬† posizioni¬†¬† diametralmente¬†¬† antitetiche,¬†¬† anche contemporaneamente, in¬† rapporto¬† con¬† l’opportunit√†¬† di¬† accattivarsi¬† determinate¬† persone ¬†o¬† gruppi e¬† di¬† crearsi¬† una¬†¬† base¬†¬† nelle¬† masse.

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Anche nel  passaggio  dal  partito  socialista e da una  posizione neu­tralista a una posizione patriottica, irredentista, interventista, la caratteropatia fu certamente una componente facilitante, sebbene, come già accen­nato, una  certa  sincerità  non  mi  sento  di rifiutarla.

Nel periodo di fondazione del fascismo sono proprio¬† queste¬† due¬† qualit√† caratteropatiche, dell’aggressivit√† e¬† della¬† simulazione-dissimula¬≠¬† zione, a concorrere in modo determinante all’ascesa al potere e alla conservazione ¬†del¬† potere ¬†conquistato.

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E sono le medesime due componenti che¬† informano¬† la¬† politica estera mussoliniana lungo l’intero arco dell’Italia fascista: una¬† politica scevra di scrupoli, pronta ai mutamenti d’alleanza, indifferente alla coerenza della¬† parola data:¬† una¬† politica¬† che¬† comport√≤¬† apparenti¬† successi¬† di prestigio, e alcuni¬† successi¬† reali,¬† come¬† il Trattato e il¬† Concordato con la Santa Sede o la conquista dell’Etiopia; ma soprattutto grossolani insuccessi, come I’Anschluss dell’Austria da parte di Hitler, nonostante le di¬≠hiarazioni ai tempi di Engelbert Dolfuss che l’Austria non si sarebbe toccata, o come la guerra¬† di¬† Spagna, ove¬† i¬† fascisti¬† subirono¬† la¬† sconfitta di Guadalajara inflitta loro da Randolfo Pacciardi.

Randolfo Pacciardi (sulla dx) con Pietro Nenni

Randolfo Pacciardi (sulla dx) con Pietro Nenni

Il massimo degl’insuccessi furono il patto¬† d’acciaio,¬† che¬† leg√≤¬† mortalmente Mussolini¬† a Hitler,¬† e l’entrata in guerra contro la Francia e la Gran Bretagna,¬† che¬† fu com¬≠plicit√† nella congiura hitleriana contro l’umanit√† e che si concluse in catastrofe immane. Questa, oltre al resto, port√≤ il totalitarismo comunista sovietico all’egemonia sull’Europa orientale, cio√® su mezza Europa, e permise al comunismo asiatico d’impadronirsi dell’intera Cina¬† continentale. Oggi a quarant’anni dalla fine di Mussolini e di Hitler solo i paesi della Comunit√† e pochi altri, come la Svizzera, la Norvegia, la Svezia, la Finlandia¬† godono¬† in¬† Europa¬† della Libert√†.

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Forse proprio al complesso d’inferiorit√† possiamo attribuire l’errore politico-militare della guerra contro¬† la¬† Grecia¬† nell’ottobre¬† 1940.¬† Il¬† duce aveva appena appreso che i ¬†tedeschi ¬†stavano¬†¬† occupando la¬† Romania.¬†¬ęHitler mi mette sempre di fronte al fatto¬† compiuto¬† – disse a Ciano – questa volta lo pago¬† con¬† la¬† stessa¬† moneta. Sapr√†¬† dai¬† giornali che¬† ho ¬†occupato¬† la¬† Grecia.¬† Cos√¨¬† l’equilibrio¬† verr√† ristabilito¬Ľ.

In effetti furono ristabiliti un equilibrio e una compensazione di¬† fronte a quel complesso d’inf eriorit√† di Mussolini,¬† che trovava¬† alimento¬† nel comportamento provocatorio del Fi.ihrer. Questi¬† recep√¨¬† il colpo, ma per¬† prendere¬† atto che¬† era¬† ¬ęvera¬† pazzia¬Ľ¬† quella¬† del¬† suo alleato.

Keitel

Keitel

Non c’erano ragioni strategiche valide. Hitler al feldmaresciallo Keitel profetizz√≤ che¬† il¬† risultato¬† sarebbe¬† stato¬† una¬† catastrofe¬† militare. Lo storiografo Collier precisa, sia pure con il senno di poi, che il gesto avventato di Mussolini¬† ¬ędecretava¬† la condanna¬† a morte¬† del Terzo Reich e del regime fascista¬Ľ. Anche il maresciallo Badoglio, capo di Stato Maggiore, aveva protestato sia pure solo verbalmente la sua opposizione, convinto che¬† si¬† trattasse¬† di¬† una¬† criminale follia.

D’altronde il duce, sempre roso dal complesso d’inferiorit√†¬† si¬† chie¬≠deva: ¬ęHanno¬† forse¬† fatto¬† alcuna¬† comunicazione a noi¬† per¬† la¬† campagna della Norvegia ? Ci hanno avvertiti¬† quando¬† intendevano¬† scatenare¬† l’offensiva¬† verso¬† Ovest?¬† Essi¬† ci¬† hanno¬† considerati¬† come¬† non¬† esistenti,¬† e¬† ora¬† io li¬† ripago¬† con¬†¬† la¬†¬† stessa ¬†moneta¬Ľ.

Settembre 1937. Hitler e Mussolini a colloquio nella Cancelleria di Berlino

Settembre 1937. Hitler e Mussolini a colloquio nella Cancelleria di Berlino

A conferma della futilit√† delle motivazioni, il duce scelse per l’inizio delle ostilit√†¬† il¬† giorno che Hitler¬† gli¬† aveva¬† indicato¬† per¬† il loro incontro a Firenze.

DISTIMIA  DURANTE  LA  GUERRA  DI   GRECIA

A proposito di una correlazione psicopatologica con la guerra di Grecia Disertori venne casualmente a conoscenza di fatti importanti e dimo¬≠strativi, del tutto inediti, conversando con la¬† signora¬† Francesca Leo¬† Pin¬≠cherle¬†¬† consorte¬†¬† dell’illustre¬†¬† archeologo ¬†e¬†¬† scrittore¬†¬† prof. ¬†Mario.

Mario Pincherle

Mario Pincherle

La signora Рscrive Disertori Рmi  ha  raccontato  il  seguente  episodio e  usato  la  cortesia di  riassumerlo   per  iscritto:.

¬ęDurante la guerra di Grecia, quando le cose per l’Italia volgevano al peggio,¬† Mussolini,¬† per¬† essere¬† pi√Ļ¬† vicino¬† al¬† fronte,¬† si¬† era¬† trasferito m¬† Puglia,¬† in¬† una¬† villetta¬† vicino¬† a¬† Bisceglie e di l√¨ seguiva¬† le operazioni.¬†Mio¬†¬† padre,¬†¬† ingegnere¬† Ugo¬†¬† Leo,¬† era¬†¬† capo¬† dei¬† Vigili¬†¬† del¬† fuoco¬† di¬†Bari.

Ebbe allora dal Ministero degli Interni l’incarico¬† di provvedere¬† a rendere pi√Ļ comoda¬†¬† possibile¬†¬† la¬†¬† residenza¬†¬† dell’illustre¬†¬† ospite.¬†¬† Disloc√≤ un¬† maresciallo dei Vigili,¬† di nome¬† Antonicelli,¬† presso¬† la¬† villa¬† di¬†¬† Bisceglie.

Durante le grandi manovre del 1935: Mussolini e gerarchi fascisti a Cles

Durante le grandi manovre del 1935: Mussolini e gerarchi fascisti a Cles

Mussolini fu visto, da¬† persone che¬† gli erano¬† vicine, stare¬† fermo sotto¬† la¬† pioggia ,¬† in¬† giardino,¬† a ¬†piangere.¬†Una volta venne¬† da¬† noi¬† l’Antonicelli¬† e ci¬† disse:¬† ¬ęIl¬† Duce¬† sta delle ore a piangere. √ą sempre molto pensieroso. Non mangia quasi pi√Ļ. Rimane¬† immobile¬† ore e ore seduto¬† a¬† pensare,¬† con¬† la¬† testa tra¬† le¬† mani¬†¬† e i¬† gomiti¬† sulle¬† ginocchia.¬† √ą estremamente ¬†preoccupato¬Ľ.¬†Mussolini¬† rest√≤¬† in¬† quella¬† villa¬†¬† una¬† ventina¬† di¬†¬† giorni¬Ľ.¬†In fede,¬†Francesca¬† Pincherle

EFFETTI  DEGLI  EPISODI DEPRESSIVI

L’incidenza di tali episodi sulle prestazioni di Mussolini uomo di Stato¬† non¬† pu√≤¬† e¬† non¬† deve¬† venir sottovalutata.¬†Gli¬† episodi¬† degli¬†¬† anni¬†¬† ’24,¬†¬† ’25,¬†¬† ’29¬†¬† s’accompagnarono,¬†¬† come s’√®¬†detto, a riacutizzazioni del fatto ulceroso e all’instaurazione di una dieta sempre pi√Ļ rigorosa.

C’√® da chiedersi se quelli del ’24-25, che corrispondono al delitto Matteotti e alle sue conseguenze, siano stati alquanto responsabili di comportamenti abnormi, in connessione con le tensioni emo¬≠tive del momento politico. Difficilmente – dice Disertori – possiamo ritenere che i fatti patologici, compresi i danni carenziali delle diete errate, non abbiano nociuto alla serenit√† necessaria¬† per¬† governare¬† la nave¬† dello Stato.

Giacomo Matteotti

Giacomo Matteotti

Soprattutto i fenomeni¬† distimico-ipodinamici¬† del¬† periodo¬† dalla¬† fine del ’39 all’inizio¬† del¬† ’40,¬† che¬† comportarono¬† incapacit√†¬† alle¬† rapide¬† deci¬≠sioni e tutta una serie di disturbi psichici al¬† punto¬† d’insospettire¬† Galeazzo Ciano e il capo della polizia, non possono non¬† aver¬† pesato¬† sul¬† determinismo di una politica di dubbi,¬† d’incertezze¬† e¬† di¬† contraddizioni¬† e soprat¬≠tutto di volubilit√† in una fase delicatissima di non belligeranza, quando dovevano¬† maturare¬†¬† scelte¬†¬† inevitabili¬†¬† di¬† portata¬†¬† decisiva:¬†¬† se¬†¬† intervenire e quando nel conflitto¬† o restarne¬† fuori¬† definitivamente:¬† in¬† un¬† periodo¬† in¬† cui¬† il¬† capo¬† del¬† governo¬† abbisognava¬†¬† della¬†¬† maggior¬†¬† rapidit√†¬†¬† di¬†¬† giudizio e di lucidit√† mentale, di¬† controllo¬† sull’emotivit√†¬† e¬† sull’impulsivit√†¬† nel prendere¬†¬† decisioni ¬†coerenti.

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L’episodio antipolare di superficialit√† ipomaniacale, che segu√¨ al depressivo nel¬† febbraio¬† ’40,¬† non¬† giov√≤¬† certo¬† a ¬†migliorare¬† le¬† prestazioni¬† del duce e a compensare i¬† danni¬† politici¬† derivati¬† dalla¬† fase¬† depressiva,¬† se mai¬† li ¬†aggrav√≤.¬†Particolare attenzione¬† merita¬†¬† pure lo¬†¬† stato¬† depressivo¬†¬† che caratte¬≠rizza il momento storico delle sconfitte militari, che precedettero e accom¬≠pagnarono¬† lo sbarco degli¬† alleati in Sicilia e determinarono la¬† ¬†seduta del¬†Gran¬† Consiglio¬† del¬† fascismo e¬† l’arresto¬† di¬† Mussolini¬† per¬† ordine¬† del¬† re,¬†il 25 luglio 1943.

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Desidero soffermarmi Рdice al riguardo Disertori Рsul  comportamento del duce  in  questa  fase. Mi giova allo scopo ricorrere alla narrazione di un altro biografo inglese, Richard Collier, The Rise and Fall  of  Benito  Mussolini,  1971 ( trad.  it.  Duce!   Duce!,  Mursia   ed.,  Milano).

Scrisse il Collier che l’impulso di Mussolini dinanzi¬† a problemi¬† che lo spaventavano era di andare a nascondersi. Cos√¨ il 13 maggio del ’43, quando le forze dell’Asse si erano arrese in¬† Africa,¬† egli¬† si era¬† rintanato alla Rocca delle¬† Caminate a spulciare¬† articoli¬† di¬† ¬†giornali.

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Nel giugno presiedette una riunione del comitato della Confedera¬≠zione degli Industriali. Il Ministro dell’Agricoltura dichiar√≤ che il raccolto era stato inferiore alla norma. Il duce scatt√≤: ¬ęSapete¬† cosa fanno¬† gli uccelli? Si posano sullo stelo, facendo piegare con il loro peso le spighe restano nascosti e mangiano i chicchi. Uccidete gli uccelli! Uccideteli tutti!¬Ľ.¬†Il ¬†presidente¬† ¬†della ¬†Confederazione, Giovanni, Balella,¬† ¬†chios√≤¬† ¬†poi:¬†¬ęMa¬†¬† sta¬† diventando ¬†pazzo,¬†¬† completamente pazzo¬Ľ.

Visita ufficiale di Hitler a Roma nel 1938; sul palco in prima fila da sinistra: Benito Mussolini, Adolf Hitler, Vittorio Emanuele III, Elena del Montenegro; in seconda fila, da sinistra: Joachim von Ribbentrop, Joseph Goebbels, Rudolf Hess, Heinrich Himmler

Visita ufficiale di Hitler a Roma nel 1938; sul palco in prima fila da sinistra: Benito Mussolini, Adolf Hitler, Vittorio Emanuele III, Elena del Montenegro; in seconda fila, da sinistra: Joachim von Ribbentrop, Joseph Goebbels, Rudolf Hess, Heinrich Himmler

Il 19 luglio a una ventina di chilometri da Feltre, Hitler in un arrogante monologo impartisce al duce lezioni su come condurre la guerra. Ma il sottosegretario agli Esteri Bastianiani si chiede¬† se Mussolini colga¬† una¬†¬† sola¬† delle¬† parole¬† del F√ľhrer.¬†Da nove giorni lo sbarco alleato √® avvenuto in Sicilia. A Mussolini non restano che due possibilit√†: richiedere¬† al¬† camerata¬† tedesco¬† i¬† mezzi per respingere l’invasione o dichiarare che l’Italia non √® pi√Ļ in grado di continuare¬† la guerra.

Hitler e Mussolini a Villa Gaggia di Feltre

Hitler e Mussolini a Villa Gaggia di Feltre

Ma egli non¬† apre¬† bocca, mentre il F√ľhrer¬† sta per¬† avocare¬† a¬† s√© il¬†controllo¬† delle¬† forze¬† armate italiane.¬†Subentra la notizia che √® in corso un bombardamento su Roma. Mussolini finalmente apre bocca per dire in tedesco: ¬ęF√ľhrer … Si¬≠gnori … In questo momento il nemico sta bombardando violentemente Roma¬Ľ.

Ma neppure durante la colazione a Feltre osa accennare alla questione dell’uscita dell’Italia dalla guerra, mentre il generale Ambrosio, Capo di Stato Maggiore, rimane costernato.¬†Come spiegare¬†¬† siff atti¬†¬† atteggiamenti¬†¬† remissivi¬†¬† del¬†¬† duce¬† di¬† fronte a¬† Hitler, se¬† non¬†¬† con¬†¬† le¬†¬† sue¬† condizioni¬†¬† psicopatologiche?¬†S’avvicina¬†¬† la¬†¬† seduta¬†¬† del¬†¬† Gran¬†¬† Consiglio¬† del fascismo.

Vittorio Ambrosio

Vittorio Ambrosio

Il giorno 22 luglio¬† Dino Grandi ha un colloquio¬† con¬† Mussolini.¬† Spera di convincerlo a recarsi dal re per¬† cedere il¬† potere. Il duce¬† gli risponde: ¬ęTu¬† avresti¬†¬† ragione¬†¬† se¬† la¬† guerra¬†¬† fosse¬† perduta,¬† ma¬†¬† non¬†¬† lo¬†¬† √®.¬†Fra pochissimo tempo i tedeschi usciranno con un’arma segreta che capo volger√†¬† le¬† sorti¬† della¬†¬† guerra ¬Ľ.

Dino Grandi

Dino Grandi

L’attesa¬† dell’arma¬† segreta¬† germanica¬† era¬† ingenuamente¬† molto diffusa¬†in quel torno¬† di tempo,¬† come continuer√†¬† ad¬† esserlo¬† anche¬† successivamente , e rientrava nei motivi propagandistici dell’Asse, ma anche¬† in¬† una¬† certa¬† realt√† di sforzi¬† in¬† corso.¬† Ma¬† poteva¬† il¬† duce,¬† l’uomo¬† al¬† vertice¬† del¬† potere in Italia, fornito delle informazioni dei servizi segreti e non segreti , abbandonarsi¬† acriticamente a¬† questa¬†¬† speranza¬† e¬† puntare¬† tutto¬† su¬† di¬† essa?

O era divenuta in lui un’idea quasi delirante che prosperava sul¬† terreno morboso della depressione , idea quasi finalisticamente rivolta a negare sul piano soggettivo la catastrofe oggettiva? Quasi un procedimento inconscio diretto a salvare un minimo d’equilibrio psichico dallo¬† sfacelo mentale¬† imposto¬†¬† dalla¬†¬† responsabilit√†¬†¬† delle¬†¬† rovine ¬†provocate?

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Ci√≤ non toglie che la possibilit√† di trovare l ‘arma segreta imbattibile e decisiva fosse una possibilit√† concreta, della quale le V 2 che tanti lutti e danni recarono all’Inghilterra furono una specie di anticipo: ma era una possibilit√†¬† che si .fece sempre pi√Ļ evanescente a mano a mano che i bombardamenti degli Alleati colpirono sistematicamente installazioni di ricerca e di attuazione mentre in America gli scienziati e i tecnici potevano operare indisturbati¬† alla realizzazione¬† della¬† bomba¬†¬† atomica .

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Resta il fatto che durante la Repubblica di Sal√≤ nell’autunno¬† ’44¬† Mussolini potr√† inviare con lasciapassare¬† di Hitler, un¬† corrispondente¬† di¬† guerra, Luigi Romersa, a Peenem√ľnde¬†nello Harz, ove vedr√†¬† un¬† arsenale¬† di¬† terribili¬† armi¬† in¬† costruzione.¬† Pot√® costui anche assistere sull’isola di R√ľgen nel Mar Baltico all’esplosione sperimen¬≠tale¬† di¬† una¬† ¬ębomba disintegratrice¬Ľ.

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Conosciuta la relazione del Romersa il capo o meglio pseudocapo della Repubblica di Sal√≤ dichiar√≤ in un discorso al Teatro Lirico di¬† Milano, dicembre¬† ’44, di essere non solo sicuro della vittoria finale dell’Asse, ma anche di poter ritornare fra¬† poche settimane a Palazzo Venezia¬† in Roma.

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Il 24 luglio, seduta del Gran Consiglio. Il discorso di Mussolini √® sconnesso e pietoso. Scrive¬† Richard¬† Collier: ¬ęTutti¬† lo¬† guardavano con uno stupore incredulo. Avevano la subitanea impressione di essere al letto di un ammalato inconsapevole della gravit√† del suo stato; un suo improvviso sussulto li avvertiva che la malattia era mortale. Annio Bignardi, l’amico di Grandi, guard√≤ gli altri quando ud√¨ il futile commento di¬† Mussolini sulla caduta di Pantelleria: ¬ęAvrebbe potuto essere la Stalingrado del Mediterraneo.¬† Ma¬† solo¬† Stalin¬† e¬† il¬† Mikado¬† possono¬† ordinare di¬† resistere¬† fino all’ultimo¬† uomo¬Ľ .

ADN-ZB/Repro/23.1.85/Bez. Erfurt: Gedenken an Antifaschisten/ In unterirdischen Stollen des faschistischen Konzentrationslagers "Mittelbau Dora" bei Nordhausen hatte das R√ľstungsunternehmen Mittelwerk GmbH einen R√ľstungskomplex errichtet. Unter Ausbeutung von KZ-H√§ftlingen wurden hier Raketen gebaut (V 1 und V 2). Durch gezielte Sabotage der Widerstandsorganisation, zu der auch der am 23.1.45 im KZ ermordete Antifaschist Albert Kuntz geh√∂rte, war etwa ein Drittel der Raketen, die den Krieg f√ľr Hitler entscheiden sollten, unbrauchbar. Das Foto zeigt einen der Montagestollen f√ľr V-Waffen (Reproduktion einer Aufnahme von 1945).

Dopo la requisitoria di Dino Grandi e altri interventi, ecco Mussolini si difende e contrattacca con un certo vigore:¬† ¬ęNon me ne¬† andr√≤.¬† Sia il re che il popolo sono con me¬Ľ. E minaccia:¬† ¬ęIo¬† mi¬† domando¬† che cosa sar√† di coloro che si sono opposti¬† a me¬† stanotte¬Ľ.¬† Ma¬† non¬† sa¬† rinunciare¬† a insinuare una frase oscura: ¬ę Potrei comunicarvi una grande notizia rela¬≠tiva¬† a un¬† importantissimo fatto che capovolger√† la situazione¬† della guerra¬† a¬† favore¬† dell’Asse. Ma¬† preferisco¬† non¬† darvela¬† per ora¬Ľ.

Non poteva essere che un richiamo alla consueta idea dell’arma segreta tedesca. Continuava egli dunque a fidare deliberatamente nell’idea di questa invenzione che d’altronde conteneva – come s’√® detto – un¬† nucleo di verosimiglianza e in verit√† l’arma segreta gli americani la trovarono¬† davvero:¬† la¬† bomba ¬†atomica.

O si trattava un’altra volta ancora di un ricorso alla primitiva risposta psicobiologica di simulazione? Doveva pur essere convinto che la guerra per l’Italia¬† era perduta, poich√© la¬† mattina di poi,¬† precedente la visita al re Vittorio Emanuele III, convocher√† il barone Hidaka, am¬≠basciatore del Giappone per chiedergli di prendere contatti con il primo ministro Hideki Tojo, al fine che costui inducesse Hitler a cessare la guerra contro la Russia e avviare negoziati di pace.

MUSSOLINI A GARDONE CON L'AMBASCIATORE NIPPONICO HIDAKA

MUSSOLINI A GARDONE CON L’AMBASCIATORE NIPPONICO HIDAKA

Pi√Ļ che¬† evidenti¬† gli¬† effetti¬† deleteri¬† della¬† distimia¬† ipodinamica¬† dopo la liberazione dalla prigionia sul Gran Sasso in Abruzzo, la quale distimia contribu√¨ a fare dell’ex duce¬† un¬† succube¬† impotente¬† e¬† invidioso¬† del¬† dit¬≠tatore¬† ¬†germanico.

LA LIBERAZIONE DI MUSSOLINI

LA LIBERAZIONE DI MUSSOLINI

Quanto all’ultimo episodio depressivo, quello della¬† primavera¬† 1945,¬† esso √®¬† certamente¬† corresponsabile¬† del¬† comportamento¬† di¬† Mussolini¬† nei giorni¬† che¬† precedettero¬†¬† cattura¬†¬† e ¬†fucilazione.¬†L’aver egli accettato di trasferirsi¬† su¬† di un¬† autocarro¬† tedesco,¬† quando la colonna diretta¬† a¬† nord¬† fu¬† fermata¬† dai¬† partigiani¬† di¬† Pedro,¬† il conte Bellini delle Stelle, e di¬† mascherarsi¬† da¬† sergente¬† della¬† Luftwaffe,¬† √®¬† un¬† fatto¬† difficilmente¬† comprensibile¬† sul¬† piano¬† psicologico¬† mussoliniano¬†¬† se non¬† in¬† luce¬†¬† di ¬†psicopatologia.

PROPOSIZIONI   CONCLUSIVE

Sotto il¬† profilo¬† psicologico¬† e¬† psicopatologico¬† Benito¬† Mussolini¬† fu una personalit√† caratteropatica disturbata da eccesso di aggressivit√† anche violenta , da risposte psicobiologiche¬†finalistiche di simulazione-dissimulazione e di autoingrossamento, e da smodata volont√†¬† di¬† affermazione¬† e potenza,¬† forse¬† compensatrice¬† di¬† un¬† complesso¬† d’inferiorit√†;¬† personalit√† dotata di eccezionale potere suggestivo,¬† quasi¬† da¬† ipnotizzare,¬† ma¬† che¬† fin√¨¬† col¬† soggiacere¬†¬† al¬† maggior¬† potere¬† ipnotico ¬†di ¬†Hitler.

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And√≤ inoltre soggetto ad autentici episodi psicopatologici depres¬≠sivo-ipodinamici, rientranti¬†¬† nella¬† cerchia¬†¬† delle¬† distimie.¬†Sia la¬† psicopatia¬†¬† caratteriale,¬† sia¬†¬† la¬†¬† malattia¬†¬† distimica ad episodi¬†ricorrenti influirono in senso negativo e talvolta catastrofico¬† sull’azione politica¬†¬† del¬†¬† dittatore.

 

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