MA IL DUCE ERA PAZZO? – 1

a cura di Cornelio Galas

Ma Benito Mussolini era … pazzo? Aveva comunque problemi psichiatrici? Alla domanda hanno cercato di rispondere, nel 1985, due noti medici specialisti in questo settore: il trentino Beppino Disertori e Marcella Piazza, di Verona, scomparsi peraltro nello stesso anno, il 1992.

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Alla fine degli anni Settanta, i due medici avevano gi√† analizzato, dal punto di vista patobiografico, Hitler e Stalin. La parola ‚Äúanamnesi‚ÄĚ in campo medico indica la prima parte dell‚Äôesame clinico che consiste nella raccolta dettagliata di notizie sulla vita del paziente, dei suoi familiari e in particolare sui precedenti processi e sul decorso della malattia in atto. Un‚Äôanamnesi accurata costituisce la storia clinica di una persona malata, ovvero la sua patobiografia.

Hitler

Hitler

Hitler, secondo questi studi, fu  affetto  da  una  psicosi paranoica di  grandezza   e  di   persecuzione. Era un pazzo e anche un mostro. La sua pazzia fu relativamente lucida. Stalin  fu invece soprattutto  un  mostro, cioè .un  caso  di  teratologia  psichiatrica. Disertori e Piazza precisano che i due dittatori, germanico e russo, presentavano quadri morbosi di grossolana anormalità mentale,  mentre  altrettanto  non  si  può  asserire  del  dittatore  italiano.

Stalin

Stalin

In Mussolini distinguono, infatti, sul piano diagnostico da un lato la caratteropatia¬† di fondo e dall’altro una distimia depressiva episodica, rientrante nella cerchia della psicosi maniaco-depressiva. Essi fanno riferimento, per quanto concerne la caratteropatia, alla teoria degli istinti (ormeteri e noormeteri),¬† proposta¬† da¬† Constantin von Monakow e¬† Mourgue, negli anni venti, rielaborata in¬† seguito dal¬† Disertori¬† medesimo, ma soprattutto¬† fanno¬† richiamo alla teoria delle risposte psico-biologiche finalistiche.

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Constantin von Monakow

Cosa sono le risposte psico-biologiche finalistiche? Consistono in comportamenti preformati pi√Ļ o meno arcaici. Alcune risalgono addirittura¬† a fasi zoologiche della¬† filogenesi, vale¬† a dire a stadi pre-umani dell’evoluzione della specie umana ; e altre all’uomo primitivo. Possono emergere in determinate condizioni fisiologiche o patologiche della sfera degli istinti e affetti.

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Le principali risposte sono: iperdifesa aggressiva, paleo¬≠ psicomotilit√†, mimetica o isterica, panico ancestrale, spavento repulsivo e horror del tab√Ļ (fobie). Poi: rito propiziatorio e deprecatorio (ossessioni ), corto circuito (impulsi), all’erta (o nevrastenica), alterazione oniroide¬† e¬† agglutinante¬† della¬† realt√† trasfigurata inconsciamente (allucinazioni e deliri), tossicotropa, disforia (de¬≠pressioni), euforia, autoingrossamento e autodiminuzione. simulazione¬≠ e dissimulazione.

Non possono sussistere dubbi ‚Äď scrivono Disertori e Piazza – che¬† la¬† personalit√†¬† caratteropatica¬† di¬† Mussolini¬† si sia costantemente ripercossa sulle attivit√† politiche del dittatore. Ma certo non¬† minori furono gli effetti nocivi catastrofici della distimia depressiva ricorrente; sebbene di solito¬† non riconosciuta dai medici e non¬† adeguatamente¬† puntualizzata¬† dai¬† biografi.¬† Coincidenze¬† cronologiche¬† confermano¬†¬† la¬† validit√†¬† della tesi.

Benito Mussolini

Benito Mussolini

I due studiosi riferiscono anche¬† un¬† episodio¬† del¬† tutto¬† inedito,¬† ma¬† documentato¬† di¬† prima¬† mano,¬† verificatosi¬† durante¬† la¬† guerra¬† di Grecia.¬†Secondo Disertori e Piazza l’intera avventura di Benito Mussolini rimane¬† sotto troppi lati incomprensibile su di un piano di razionalit√†, e non si fa ricorso a parametri coinvolgenti¬† la psicopatologia.

BEPPINO DISERTORI

Chi era Beppino Disertori? Professione: medico psichiatra, filosofo, scrittore, umanista. Luogo e date di attivit√†: Trento, Firenze, Genova, Milano, Svizzera, Padova. Cariche: Assistente presso la clinica delle malattie nervose e mentali all’Istituto neurologico di Milano, primario all’ospedale S.Chiara , docente di neurologia a Padova e docente a Sociologia a Trento, presidente Croce Rossa italiana. Nasce a Trento il 19 giugno 1907 ma subito la famiglia si sposta a Innsbruck.

Beppino Disertori

Beppino Disertori

Dopo la prima guerra mondiale rientra a Trento dove si iscrive al Ginnasio liceo Prati. Si iscrive poi alla facoltà di Medicina e Chirurgia a Firenze e quindi si trasferisce a Genova dove si laurea nel 1931 con una tesi di fisiopatologia del sistema nervoso centrale. Successivamente si trasferisce a Milano e si specializza in neurologia e psichiatria con Carlo Besta. Torna poi a Trento dove esercita la libera professione (la carriera pubblica gli era preclusa in quanto privo della tessera del Partito nazionale fascista).

Nel 1939 sposa Rosita Banfi dalla quale ha due figli, Donatella e Marcello.¬†Negli anni ’40 partecipa attivamente alla resistenza dove incontra fra gli altri Egidio Reale, Randolfo Pacciardi, Gigino Battisti, Egidio Bacchi, Giannantonio Manci. Nel 1943 √® esiliato in Svizzera.

GIANNANTONIO MANCI

GIANNANTONIO MANCI

Finita la guerra ritorna in Italia e, a Trento, diventa primario nel reparto di neurologia dell’ospedale Santa Chiara e docente presso la Facolt√† di medicina dell’Universit√† di Padova e presso la Facolt√† di sociologia di Trento. Fu anche presidente della Croce Rossa italiana.¬† Muore a Trento il 5 maggio 1992.

MARCELLA PIAZZA

Marcella Piazza nasce a Verona il 24 agosto 1931. Ordinario di scienze umane e Celebre neurologo, oltre a esercitare la professione medica si impegn√≤ attivamente anche nel campo della ricerca, dell’insegnamento e dell’attivit√† congressuale per la quale fu molto richiesta all’estero, specialmente in America latina. La sua attivit√† scientifica si esplic√≤ attraverso numerose pubblicazioni in tema di neurologia e neuropsichiatria (fra tutte Trattato di psichiatria e sociopsichiatria), che redasse spesso in collaborazione con Beppino Disertori. Muore a Trento il 3 ottobre 1992.

Benito Mussolini

Benito Mussolini

Mussolini, dunque, non era – stando a questa analisi – un pazzo e non era nemmeno un mostro, fuori dall’umanit√†, n√© per costituzione, n√© per¬† malattia¬† mentale. Ma ¬†disturbi psichici caratteriali, notevoli e anche episodi distimici, ascrivibili, come vedremo, a una forma frusta di depressione recidivante, influirono, secondo Disertori e Piazza, sulla¬† sua¬† attivit√†¬† politica,¬† contribuendo¬† a¬† portarlo¬† e a ¬†portare l’Italia alla¬† catastrofe.¬† I¬† quali¬† disturbi¬† ed¬† episodi,¬† proprio¬† per ¬†gli ¬†effetti che provocarono¬† sulla¬† societ√†,¬† rientrano¬† di¬† diritto ¬†nella ¬†socio-psichiatria.

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Denis Mack Smith

La¬† lettura¬†¬† del¬† Mussolini¬† dello¬†¬† storico¬† inglese¬†¬† Denis¬† Mack ¬†Smith,¬†1981,¬† biografia¬† ricca¬† di¬† notizie¬† utili¬† ai¬† fini¬†¬† della¬†¬† indagine,¬† ci¬† tolse¬†¬† le ultime perplessit√† ad affrontare il problema del caso clinico Benito Mussolini, sotto l’angolo visuale¬† della¬† socio-psichiatria,¬† nonostante – e su ci√≤ insistono i due medici – l’assoluta diversit√† di natura e di grado rispetto ai casi¬† clinici¬† dei¬† due¬† dittatori¬† tedesco¬† e russo.

“Vogliamo e dobbiamo premettere – precisano subito Disertori e Piazza – la nostra sincera intenzione di svol¬≠gere l’assunto senza pregiudizi politici, bens√¨ con l’assoluta obiettivit√† del medico che aspira a stabilire una diagnosi. Ossia¬† senza¬† coinvolgimenti affettivi, malgrado la nostra avversione a tutte le ideologie totalitarie, sia fasciste, sia naziste, sia comuniste, e nonostante l’aver uno di noi (Disertori) partecipato¬† di¬† persona¬† alle¬† lotte¬† per¬† il Secondo¬† Risorgimento¬† d’Italia¬†¬† e alla¬† Resistenza.

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Sono passati ormai tanti anni dagli eventi storici ai quali sarà fatto richiamo, per cui è ben possibile guardare a quegli eventi con il necessario distacco:  sine  ira  et  sine   metu.

Comunque l’enucleazione di componenti psicopatologiche non mira necessariamente a dipingere tutta di nero una personalit√†, ma pu√≤¬† anzi¬† condurre al riconoscimento di attenuanti nella valutazione degli effetti storici disastrosi¬†¬† d’una¬†¬† condotta¬†¬† influenzata¬†¬† dal¬†¬† submorboso¬†¬† e¬†¬† dal ¬†patologico”.

CARTELLA CLINICA

Un  abbozzo  di  cartella  clinica. Benito Mussolini, nato il 29 luglio 1883 a Dovia, frazione di Predappio,  provincia  di Forlì.Di  professione  giornalista,  poi  capo  del governo  e duce del  fascismo. Morto  fucilato a Giulino  di Mezzegra,  provincia  di Como, il 28 aprile  1945.

La casa natale di Mussolini

La casa natale di Mussolini

ANAMNESI  FAMILIARE

Il padre Alessandro e il nonno paterno, ribelli per temperamento, avevano s√Ļb√¨to la prigione¬† per¬† le¬† loro¬† idee.¬† Il¬† padre¬† era ¬†un ¬†artigiano: un fabbro. La madre Rosa Maltoni era la maestra del paese. Cattolica convinta¬† fece battezzare¬† i figli e li fece frequentare¬† la messa¬† ¬†domenicale.

Alessandro Mussolini

Alessandro Mussolini

Fu il padre a scegliere il nome di Benito in omaggio al famoso rivoluzionario e poi presidente del Messico, Benito Juarez.

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Rosa Maltoni

Alessandro Mussolini considerava suoi maestri Marx, Mazzini, Machiavelli; si dichiarava socialista rivoluzionario. Trasmise al figlio un coacervo  degli  ideali  di  costoro.  Il  suo  eroe  esemplare  era   Garibaldi. Ci  teneva  a  dichiararsi ateo.

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Benito Juarez

Era una famiglia povera, che viveva in ristrettezze. Benito divideva con il fratello minore Arnaldo un  materasso  di  foglie  di  granoturco  in una  piccola  stanza adibita a cucina.

ANAMNESI PERSONALE

I primi anni di vita furono caratterizzati non solo dalle sofferenze dovute¬† alle privazioni¬† economico-sociali ma¬† da sentimenti d’oppressione¬† e isolamento. Furono¬† anni¬† di¬† frustrazione,¬† almeno¬† patita¬† come tale.¬†Poi in un collegio di religiosi a Faenza, come Stalin nella scuola teologica¬† di¬† Gori¬† e¬† nel¬† seminario¬† di ¬†Tiflis.

Stalin da giovane

Stalin da giovane

Fu¬† la¬† faentina¬† un’esperienza¬† dolorosa,¬† sub√¨ta¬† come¬† punizione,¬† quali¬≠ficata da umiliazioni, castighi, repressioni, imposizioni, che egli collegava con il fatto di essere figlio di un capopopolo: un’esperienza che favor√¨ atteggiamenti violenti, di avversione alla societ√† costituita e di intolle¬≠ranza alla disciplina . In quel clima psicologico matur√≤ in Benito un profondo complesso¬† d’inferiorit√†¬† fonte di¬† un bisogno¬† di¬† risarcimento sociale.

Mussolini giovane

Mussolini giovane

Soprattutto l’aveva offeso¬† la¬† suddivisione¬† nel¬† refettorio¬† degli¬† alunni¬† in classi a seconda del censo; nel terzo gruppo,¬† al¬† quale¬† Benito¬† apparteneva,¬†¬† si¬† davano¬†¬† gli¬†¬† avanzi¬† della ¬†cucina.¬†Alquanto propenso alle risse, si dimostr√≤ sin d’allora in preda alla¬† volont√†¬†¬† di¬† emergere¬† e¬† di¬† ¬†dominare.

Espulso dal¬† collegio,¬† pass√≤ alla¬† scuola di¬† Forlimpopoli, donde¬† fu¬† pi√Ļ¬† volte¬† espulso temporaneamente. Temuto¬† e¬† poco¬†¬† amato.¬† Ma¬†¬† vi¬†¬† ebbe la gratificazione, a 17 anni, di venire invitato a pronunciare in¬† teatro¬† un discorso¬† commemorativo¬†¬† di¬† Giuseppe¬†¬† Verdi. Consegu√¨¬† il diploma¬† magistrale¬† nel 1901.

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Enrico Malatesta

Maestro supplente in Gualtieri,¬† Emilia.¬† Torna a¬† palesare propensione¬† alla violenza. Usa portare un pugno di ferro,¬† corre voce abbia ferito¬†¬† con¬†¬† una¬†¬† coltellata¬†¬† una¬†¬† sua amante.¬†L’anarchico Enrico Malatesta disse che Mussolini vagava da una opinione all’altra e che dava l’impressione¬† di¬† essere¬† un¬† rivoluzionario¬† che¬† non¬† sapeva¬† bene¬† quale¬† rivoluzione¬†¬† ¬†volesse.

Emigrato in Svizzera nel 1902, vi rimase sino al¬† 1904, senza riu¬≠scire a inserirsi in un’attivit√† lavorativa permanente. Visse¬† il soggiorno nella vicina¬† repubblica¬† sfiorando alle volte la vie de Boh√®me .¬†Ci fu chi not√≤ che dietro ai suoi modi energici e duri covava un complesso d’inferiorit√†.

Benito Mussolini

Benito Mussolini

Le sue posizioni politiche lo collocavano fra i comunisti e i rivoluzionari autoritari. Propugnava la lotta di¬† classe oltran¬≠zista, l’abolizione della propriet√† privata , la non collaborazione con la borghesia. ¬†Esibiva ¬†l’ateismo.¬†Sono noti episodi in cui invit√≤¬† Dio,¬† se¬† esisteva,¬† a¬† dimostrare¬† la sua esistenza fulminandolo immediatamente.

Afferm√≤ che la religione era una malattia di competenza psichiatrica e che il socialismo, diversamente dal cristianesimo, doveva insegnare le virt√Ļ della violenza e della ribellione. Rientrato¬† in¬† Italia¬† a 21 anni assolse il servizio militare. Quindi insegn√≤ a¬† Tolmezzo e ¬†Oneglia.

Benito Mussolini

Benito Mussolini

Nel 1909, all’et√† di ventisei anni, si trasfer√¨ nel Trentino, che faceva parte della monarchia austro-ungarica, e vi soggiorn√≤ per sette mesi. Segretario della locale camera del lavoro, poi redattore¬† del ¬ęPopolo¬Ľ, giornale¬† socialista¬†¬† di¬† Cesare ¬†Battisti.

Pi√Ļ¬† volte¬† condannato¬† e¬† messo¬† in¬† prigione¬† per¬†¬† ragioni¬†¬† politiche. Scrisse (ne abbiamo gi√† riferito in “Mussolini e il Trentino”) una importante monografia Il Trentino veduto¬† da¬† un¬† socialista, pubblicata¬†¬† nei¬†¬† Quaderni¬† de¬†¬† ¬ęLa¬†¬† Voce¬Ľ¬†¬† su¬†¬† richiesta¬†¬† di¬† Prezzolini.

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Una persona che¬† l’aveva conosciuto e frequentato a Trento, raccont√≤ a Beppino Disertori il seguente episodio. Suoi compagni di partito¬† gli¬† avevano regalato un¬†¬† cappello¬† nuovo¬† di¬† zecca: ¬†ebbene,¬† prima di metterlo sul capo lo butt√≤ per terra , sgualcendolo, al fine¬† di¬† garantire meglio¬† la propria immagine¬† di¬† rivoluzionario. Il¬† racconto concorda¬†¬† con una¬† testimonianza di Leda Raffanelli¬† sul¬† suo ¬ępresentarsi¬† malvestito, ¬†sporco¬†e con la barba lunga, quando¬† doveva¬† comparire¬† in¬† tribuna,¬† perch√©¬† tale era la sua idea¬† dell’aspetto¬† confacente¬† a¬† un¬† dirigente proletario¬Ľ.

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Leda Raffanelli

E¬†questo comportamento, secondo Disertori, rientra “nel ricorso a quella che ho definito risposta¬† psico-biologica¬† finalistica¬† arcaica¬† di¬† simulazione-dissimulazione.¬†La¬†¬† quale¬† risposta,¬† se¬† usata¬†¬† a¬† dismisura,¬†¬† appartiene¬†¬† ai¬† Randgebiete¬†della psicopatologia ossia alle terre di confine fra psicologia normale e psicopatologia¬† conclamata.

Mack¬† Smith¬† annota¬† che Mussolini¬† in quegli¬† anni¬† ¬ęstava imparando¬†a fabbricarsi una maschera per celare la sua vera personalit√†¬Ľ. Ed aggiunge il¬† medesimo¬† storiografo¬† inglese¬† che¬† ¬ęnelle¬† sue¬† relazioni¬† con¬† gli¬† altri¬† si muoveva, e lo ammise lo stesso Mussolini, come su un palcoscenico, impegnato a recitare una parte, anzi una serie di parti, onde¬† √®¬† spesso impresa disperata tentar¬† di¬† districare¬† l’una¬† dall’altra¬† e¬† a¬† maggior¬† ragione¬† di ricondurre¬† a¬† unit√† … Un¬† attore¬† di¬† grande¬† talento … ¬†un¬† uomo¬† che¬† si¬† contraddiceva¬† con¬† tanta disinvoltura¬Ľ.

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Dalla citata Raffanelli, anarchica e convertita all’isl√†m, risulta sottolineato anche un altro aspetto submorboso della personalit√†: l’ipertrofia dell’autoaffermazione, l’esagerata indomita volont√† di potenza: ¬ęho bisogno di gloria, di ricchezza , di novit√†, di tumulto¬Ľ egli le disse. Voleva ¬ędiventare l’uomo del destino¬Ľ, ¬ęcome Napoleone¬Ľ; comment√≤ lei. ¬ęPi√Ļ di Napoleone¬Ľ¬† egli rispose.

Nel 1914-15 si verifica la maggiore crisi politica ed esistenziale nella vita di Mussolini. Egli che nel frattempo era divenuto un leader del socia¬≠lismo in Italia e direttore dell’¬ęAvanti¬Ľ, organo del partito, da internazionalista, antimilitarista, neutralista, pacifista a oltranza, che aveva asserito ¬ęessere la bandiera nazionale¬† uno¬† straccio¬† da¬† piantare nel letame¬Ľ, da¬† intransigente¬† assertore¬† di¬† un¬† socialismo¬† massimalista¬† si¬† tramuta nell’opposto. Dichiara sull’¬ęAvanti¬Ľ di essersi sbagliato e che i socialisti non potevano¬† restare¬† meri¬† spettatori¬† della¬† tragedia¬†¬† europea.

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Cesare Battisti, primo da destra, nella redazione del “Popolo”

Fu costretto a dare le dimissioni da direttore e venne¬† espulso¬† dal¬† partito. Si rimise in sella dando vita a un suo proprio giornale ¬ęIl popolo d’Italia¬Ľ,¬† che¬† propugn√≤¬† l’intervento¬† armato¬† contro¬†¬† l’Austria-Ungheria, mentre¬† il partito¬† socialista¬† espelleva¬† l’ex¬† direttore¬† dalle¬† proprie¬† ¬†fila.

Mussolini caporale in una trincea sul Carso

Mussolini caporale in una trincea sul Carso

Mussolini nel settembre del 1915 and√≤ al fronte. Nel ’17 durante un’esercitazione¬† fu¬† ferito dallo¬† scoppio di un¬† lanciabombe:¬† una¬† quarantina¬† di¬† schegge¬† in ¬†corpo.¬†Dato il capovolgimento di idee correlato con la brusca conversione all’interventismo , √® ovvio che molti la ritennero insincera e opportunista, tanto pi√Ļ che corsero voci di finanziamenti che avrebbero confortato Mussolini¬† a¬† mutare¬† avviso¬† e rotta.

Benito Mussolini ferito sul Monte Carso (23.02.1917)

Benito Mussolini ferito sul Monte Carso (23.02.1917)

Insomma il mutamento radicale¬† di¬† opinioni,¬† anzi¬† di¬† idee,¬† sarebbe stato connesso con la risposta psico-biologica di simulazione-dissimulazione, della¬† quale ¬†s’√® detto in apertura.

“Non ne sono persuaso, indipendentemente dal fatto che finanziamenti e contributi interessati effettivamente ci furono. Sono persuaso invece – scrive Disertori – che il mutamento corrispondesse ad autentici convincimenti maturati nell’intimo, cio√® a una vera metamorfosi. Non si simulano atteggiamenti¬† che hanno per conseguenza di portarti al fronte e di introdurti un sacco di schegge¬† nel corpo.

Mussolini all'ospedale militare

Mussolini all’ospedale militare

Ci√≤ non toglie che il ricorso alla risposta della simulazione-dissimulazione fu un elemento caratteriale submorboso¬† permanente,¬† che¬† accompagn√≤ Mussolini lungo l’intero arco della vita, come si¬† vedr√†¬† anche¬† pi√Ļ¬† avanti”.

Ritornato a Milano zoppicante, soffr√¨ nell’ottobre di un episodio depressivo, che richiese¬† l’uso¬† della¬† morfina.¬† √ą¬† il¬† primo¬† evento¬† depressivo, di¬† cui ¬†si trova ¬†notizia¬†¬† nella¬† patobiografia¬†¬† di¬† Mussolini.

Sulla riunione di¬† Piazza¬† San¬† Sepolcro¬† a¬† Milano,¬† marzo¬† 1919,¬† si suole far cadere la nascita del movimento fascista, che¬† sarebbe¬† divenuto¬† partito due anni di poi. Da quel¬† momento¬† la¬† biografia¬† di¬† Mussolini¬† procede¬† in¬† parallelo¬† con¬† le¬† vicende¬† del¬† fascismo.¬† Ma¬† si¬†¬† noti¬† che¬†¬† ancora nell’anno 1920¬† egli¬† continuava¬† a¬† considerarsi¬† socialista,¬† sebbene¬† dissidente e avverso¬† al¬† partito¬† ufficiale.

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Mussolini a Piazza  San  Sepolcro  a  Milano,  marzo  1919

Ammirava¬† Lenin¬† e¬† la¬† sua¬† conquista¬† del potere in Russia, ma combatteva il bolscevismo, dal¬† cui¬† pericolo¬† si vanter√†¬†¬† in¬† seguito¬† di¬†¬† aver¬†¬† salvato ¬†l’Italia.¬†Di Lenin, pur ammirandolo, diceva¬† che¬† aveva¬† generato¬† una¬† dittatura non del proletariato e nemmeno del socialismo, ma di un pugno di intellettuali.

A sua volta¬† Lenin,¬† come¬† anche Trotzkij¬† sostenne¬† che¬† l’unico uomo in Italia capace di guidare una rivoluzione socialista sarebbe stato proprio Mussolini.¬†Il movente fondamentale di quest’uomo che si dibatteva fra le incoerenze, rimaneva la conquista del potere politico; di conseguenza il fa¬≠ scismo rappresentava per lui¬† la¬† via¬† da¬† percorrere¬† per¬† ottenere¬† il potere.¬† La tattica della violenza, anzi del terrore,¬† gli¬† parve il mezzo¬† pi√Ļ¬† confa¬≠cente allo scopo.

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Trotzkij

Di questa scelta furono determinanti , pi√Ļ che una valu¬≠ tazione intellettualistica, la sua propensione submorbosa alla risposta psicologica d’iperdifesa aggressiva e perci√≤ alla violenza, nonch√© una certa mancanza di scrupoli nei confronti di quest’arma . Dittatore in fieri, apparve appunto¬† a¬† molti¬† un¬† uomo¬† totalmente¬† privo¬† di¬† scrupoli,¬† ossia¬† un ¬†amorale¬†costituzionale.

Arnaldo Mussolini

Arnaldo Mussolini

Lo stesso suo fratello Arnaldo si lasci√≤ ¬†sfuggire che ¬ęnel fondo del temperamento di Benito c’√® qualcosa che rasenta la criminalit√† ¬Ľ. Comunque l’aggressivit√† violenta costitu√¨ una nota caratteriale psicopatica presente sin dall’infanzia, una nota che nella¬† fase ¬†anteriore ¬†alla marcia su Roma si fece particolarmente manifesta, mentre gli obiettivi ufficialmente¬† dichiarati¬† dal fascismo¬† erano¬† di assicurare¬† l’ordine¬† nello Stato¬†e¬† implicitamente¬†¬† la¬†¬† fine¬†¬† delle¬† azioni¬†¬† faziose violente.

Clare Sheridan

Clare Sheridan

Alla giornalista Clare Sheridan, cugina di¬† Winston Churchill, Mussolini¬† dichiar√≤¬† che¬† in¬† politica non¬† c’era¬† ragione,¬† n√© torto,¬†¬† ma¬†¬† solo¬† la forza, e che¬† il segreto¬† del¬† successo¬† stava¬† nel¬† ¬ęfare¬† del¬† proprio¬† cuore¬† un deserto¬Ľ; e che si sentiva ossessionato¬† dal¬† bisogno di piegare le per¬≠sone alla sua volont√†. Insistette sulla parola¬† ¬ępiegare¬Ľ,¬† accompagnandola con¬† un ¬†gesto.

Emergevano dunque, come sempre in¬† lui,¬† la¬† volont√† di¬† affermazione¬† e di potenza , a costo di annullare ogni remora morale, non senza una sfumatura sadica inerente all’impulso ossessivo a piegare gli altri alla sua volont√†.

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Benito Mussolini

La¬† giornalista pens√≤ che¬† quell’uomo¬† recitasse la¬† parte¬† del forte,¬† ma che fosse probabilmente un debole. Lenin, Kemal e altri capi da lei conosciuti¬†¬† le¬†¬† erano¬†¬† sembrati¬†¬† personalit√†¬†¬† pi√Ļ spiccate.¬†Sotto il profilo teorico e morale le citate dichiarazioni facevano di Mussolini l’Antimazzini per eccellenza . Nel pensiero di Mazzini la poli¬≠tica non era¬† che¬† un¬† ramo¬† della¬† morale,¬† applicato alla¬† cosa¬† pubblica. Per¬† Mussolini¬† era¬† invece¬† la¬† negazione¬† della morale.

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“Non √® il caso qui – scrive Disertori – di fare richiami superficiali a Machiavelli o al Nietzsche o a d’Annunzio, bens√¨ di sottolineare l’aspetto submorboso inerente alla personalit√† di Mussolini, tanto pi√Ļ che essa si ¬†collega ¬†alla risposta psico-biologica di¬† simulazione-dissimulazione e a ¬†una ¬†irrefrena¬≠bile¬†¬† esigenza¬†¬† di¬†¬† apparire,¬†¬† alimentata¬†¬† dalla¬†¬† risposta d’autoingrossamento”.

Salito al potere il 28 ottobre 1922, il giovane Presidente del Con¬≠siglio presenzi√≤ dopo una settimana alla Conferenza¬† di¬† Losanna per ¬†la pace con la vincitrice Turchia. Ai giornalisti esteri apparve ¬ęegocentrico, goffo, estasiato dalla novit√† della pubblica attenzione massimamente rivolta su di lui¬Ľ.

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Ernest Hemingway

Il corrispondente Ernest Hemingway osserv√≤ che ¬†il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano¬† ¬ęrecitava¬† la¬† parte¬† del dittatore: ¬†chino su di un libro,¬† sopracciglia¬† corrugate, pretendeva¬† di non aver notato che il suo uditorio era pronto¬Ľ. Hemingway si avvicin√≤¬† in¬† punta¬† di piedi ¬†e vide che il libro era un¬† dizionario¬† francese-inglese¬† in posizione capovolta.

Un altro giornalista trov√≤ il presidente Mussolini¬† affascinante¬† fuori dalla scena, ma che appena una conversazione privata si trasformava in occasione¬† pubblica subito¬† egli mutava¬† drasticamente modi, assumendo un atteggiamento “duro e sprezzante, estremamente¬† sgradevole¬Ľ.

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Entrambi i racconti confermano l’abuso sub-morboso della risposta psicobiologica di simulazione-dissimulazione, che appare sempre pi√Ļ una nota permanente della personalit√† caratteropatica mussoliniana, in¬≠sieme¬† con¬†¬† il¬† bisogno¬† di¬† ¬†apparire.

La propensione alla¬† soluzione¬† violenta¬† dei¬† problemi¬† si¬† manifest√≤ in modo paradigmatico nelle circostanze che condussero alla soppressione dell’avversario, l’onorevole Giacomo¬† Matteotti,¬† leader¬† socialista.

Giacomo Matteotti

Giacomo Matteotti

La responsabilit√† pi√Ļ o meno indiretta √® accertata. Dumini, l’esecutore materiale dell’omicidio, rilasciato dopo due anni di carcere, andava dicendo¬† che¬† il capo¬† del¬† governo¬† era¬† responsabile diretto.¬†Gabriele d’Annunzio parl√≤¬† di ¬ęfetida ruina¬Ľ.

Il 1924 √® l’anno dell’uccisione di Matteotti, e delle conseguenze politiche che misero in gravissimo pericolo la posizione di Mussolini a capo del governo; ed √® anche l’anno della riacutizzazione dei dolorosi crampi allo stomaco, dei quali aveva cominciato a soffrire durante l’esilio in Svizzera.

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Con il discorso del 3 gennaio 1925 Mussolini riprendeva l’offensiva ricorrendo alla risposta psico-biologica dell’iperdifesa aggressiva, consoli¬≠dava definitivamente la¬† dittatura personale e il¬† regime”, mentre le squadre passavano all’azione violenta: saccheggi e ¬†pestaggi¬†¬† di¬†¬† oppositori. In febbraio nominava segretario del partito¬† nazionale¬† fascista¬† l’estremista avv.¬† Roberto¬† Farinacci .

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Roberto Farinacci

Ma poco tempo dopo il duce cadde seriamente ammalato: dovette scomparire¬† dalla ¬†scena¬† politica¬†¬† per¬†¬† pi√Ļ¬†¬† di¬† un¬† mese.¬†Si¬† sospett√≤¬† la¬† ripresa¬†¬† di¬† una¬† forma¬† sifilitica,¬† per¬† la¬† quale¬†¬†¬† sarebbe¬†stato curato¬† in¬† precedenza lungo¬† una¬† quindicina¬† di¬† anni.¬† Ma¬† la¬† reazione ¬†risult√≤ ¬†negativa.

Subisce¬† un¬† collasso¬† in¬† automobile. Vomita¬†¬† sangue.¬† L’esame¬† ¬†radio¬≠logico rivela¬† una¬† grave¬† ulcera¬† gastroduodenale. Da¬† allora verr√†¬† sottoposto a una¬† dieta rigorosa.¬†Nel¬† 1929¬† incombe minaccia¬† d’emorragia;¬† ricorso¬† ad antiacidi e anti¬≠spastici.¬† Tre¬† litri¬† di latte¬† al giorno e frutta¬† sino¬† a¬† sei ¬∑volte.

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Risulta pure che nei primi anni Trenta egli dava chiari segni ¬ęd’incapacit√† a concentrarsi¬Ľ.¬†Nel frattempo si fa sempre pi√Ļ¬† dominante in¬† lui¬† un’idea submorbosa: quella¬† di¬†¬† voler¬†¬† modificare¬†¬† il¬† carattere¬†¬† degli¬† italiani. ¬ęLi¬† ¬†porter√≤ … –¬†egli ¬†dice – al punto ¬†di ¬†sfilare ¬†dinanzi ¬†a ¬†un ¬†berretto, ¬†piantato ¬†su ¬†di ¬†un¬†palo, e salutarlo¬Ľ.

Se quattro secoli prima c’era stato il tipo dell’italiano rinascimentale, ora egli avrebbe creato il tipo dell’italiano fascista, del¬≠l’italiano di Mussolini. La gioia della vita si sarebbe resa manifesta nel¬≠l’obbedire¬†¬† a¬† una¬†¬† sola¬† volont√†.

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Era¬† un’idea¬† subdelirante. Del¬† resto¬† gi√†¬† nel¬† 1926¬† un¬†¬† ambasciatore¬†aveva formulato¬† il¬† sospetto¬† che¬† il¬† duce¬† soffrisse¬† di¬† uno¬† squilibrio mentale e¬†¬† di¬†¬† una¬†¬† ¬ęforma¬†¬† paranoica¬† incipiente¬Ľ.

Che il potere critico presentasse nel duce sicure carenze risulta comunque dal fatto che si¬† meravigliava¬† di¬† non¬† ottenere¬† il ¬†premio Nobel per la pace, mentre¬† parlava dell’Italia¬† come¬† di¬† un¬† paese ¬†in ¬†permanente stato di guerra¬† e¬† dichiarava¬† progetti¬† megalomani¬† circa¬† le¬† forze ¬†armate ¬†di cui intendeva¬† disporre per praticare¬† una¬† politica¬† estera¬† sempre pi√Ļ ¬†bellicosa.

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Nel 1933 ripresa dei disturbi gastro-duodenali, accompagnati a un cresciuto¬† distacco¬†¬† da¬† chiunque¬†¬† potesse¬†¬† fornirgli¬†¬† aiuto¬† e consigli.¬†Il successo della¬† conquista¬† dell’Etiopia¬† a¬† met√†¬† degli¬† anni¬† Trenta¬† lo¬† rafforza¬† nell’idea¬† megalomaniaca¬† di¬† essere infallibile.

Un episodio depressivo ipodinamico caratterizza la fine¬† del ’39¬† e tutto il gennaio del ’40; ed √® seguito da uno stato di superficialit√† euforica. Durante¬† la¬† fase¬† disforica¬†¬† il¬† dittatore¬† √® perplesso, incapace di decidere, ¬†intollerante di¬† qualsiasi¬† discussione¬† e¬† contraddizione, incostante; muta idea dall’oggi al domani. Ciano e il capo della polizia pensano¬† alla sifilide.¬† Altri¬† lo¬† trovano¬†¬† irriconoscibile¬†¬† e¬† come¬† uscito¬† di¬† ¬†senno.

Allen Dulles

Allen Dulles

Circa¬† lo¬† stato¬† psichico¬† di¬† Mussolini ¬†c’√® ¬†una¬†¬† notizia¬†¬† importante in un documento. Si¬† tratta¬† di¬† un¬† breve¬† ritratto¬† di¬† Edda¬† Ciano¬† Mussolini scritto da Allen W. Dulles, responsabile in Europa dell’Off ice of strategie service. Scrive il Dulles che¬† Edda¬† aveva¬† creduto che¬† l’Italia¬† fosse¬† pronta per conquistare un¬† ,impero¬† coloniale¬† pi√Ļ¬† vasto.¬† E¬† che¬† cominci√≤ a¬† dubi¬≠tare¬† del¬† padre¬† soltanto¬† nel¬† 1941,¬† quando ¬ęnon¬† sembrava¬† pi√Ļ¬† s√® stesso. ¬†Le ¬†sembrava¬†¬† diventato¬†¬† un ¬†confusionario¬Ľ.

Anche il periodo delle gravissime sconfitte militari e¬† delle¬† frustrazioni .inferte da Hitler,¬† periodo che precede il 25¬†luglio, √® contrassegnato da disforia e da un atteggiamento d’inadeguatezza e ipodinamismo , con inefficienza¬†¬† rispetto¬†¬† alle¬†¬† critiche ¬†esigenze.

Mussolini a Campo Imperatore, dopo la liberazione da parte dei tedeschi

Mussolini a Campo Imperatore, dopo la liberazione da parte dei tedeschi

Dopo la liberazione dalla prigionia sul Gan¬† Sasso¬† appare¬† in¬† con¬≠dizioni¬† di¬† salute¬† pessime: ¬ęsembrava¬†¬† quasi¬†¬† moribondo¬Ľ.¬†Non risulta per√≤ che soffrisse di nessuna malattia organica. Dopo parecchie settimane era praticamente¬† guarito. Il merito fu¬† attribuito¬† alle cure del medico tedesco Zacchariae, ritenuto eccellente psicologo, il quale conversava¬†¬† due¬†¬† volte¬†¬† al¬† giorno¬†¬† con l’ammalato.

Ma,¬† a¬† parte¬† l’opportuna¬† soppressione¬† della¬†¬† dieta¬† carenzata¬† a¬† base di latte e frutta, la guarigione pu√≤ facilmente attribuirsi allo spontaneo recupero da una sindrome distimica.¬†L’ultimo episodio depressivo si manifesta nella primavera del ’45, mentre la situazione precipita in Italia come in Germania.

Mussolini con il medico Georg Zachariae

Mussolini con il medico Georg Zachariae

Un episodio questo che coglie Mussolini nel momento delle estreme decisioni . Scrive Denis Marck Smith: “… Non era in grado di decidersi per la semplice ragione che attraversava un altro di quei periodi in cui gli venivano meno ogni energia e forza di volont√†. Conservava bens√¨ un’apparenza di tranquillit√†, ma sembrava la tranquillit√† dell’impotenza¬† e¬† dell’esaurimento¬† nervoso. Una persona che lo rivide in quei giorni dopo parecchi mesi, lo descrisse come¬† un¬† uomo distrutto¬Ľ.

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Nell’ultimo giorno di libert√†, 27 aprile, la¬† sua¬† incapacit√†¬† a¬† pren¬≠ dere decisioni raggiunge l’acme: ¬ęperse molte ore a non fare¬† assoluta¬≠mente¬† nulla¬Ľ.¬†Si rassegna¬† a indossare un cappotto e un elmetto della Luftwaffe¬† e¬† a trasferirsi su di un camion di soldati tedeschi quando la colonna che procede¬† verso nord viene¬† fermata¬† da partigiani della III brigata Garibaldi¬†presso Dongo, Lago di Como.

Benito Mussolini e Clara Petacci

Benito Mussolini e Clara Petacci

Viene¬† fatto¬† prigioniero¬† e¬† fucilato¬† l’indo¬≠mani, 28 aprile, da partigiani comunisti, insieme con Clara Petacci, l’amica fedele¬† che¬† scelse¬† di¬† morire¬† con ¬†lui.¬†Segu√¨¬† lo¬† scempio¬† dei¬† cadaveri¬† appesi¬† per¬† i¬† piedi¬† in¬† Piazzale Loreto¬†a¬† Milano,¬† esposti¬†¬† al¬† ludibrio¬† della¬† gente.

CONSIDERAZIONI   DIAGNOSTICHE

“Dopo quanto esposto non possono rimanere dubbi – scrivono Disertori e Piazza – sul fatto¬† che Mussolini fu un ragazzo difficile e in seguito una personalit√† psicopatica alterata nel versante istintivo-affettivo, ossia un caratteropatico, in cui le¬† diverse tendenze istintive, gli stati d’animo e le risposte psico-biologiche finalistiche¬† andavano¬† al di l√†¬† della¬† norma,¬† per¬† eccesso¬† o¬† per ¬†difetto.

Benito Mussolini

Benito Mussolini

Ma dobbiamo anche riconoscere come accertata la presenza di una malattia psichica vera e propria a decorso ricorrente, rappresentata da¬† episodi ¬†di¬†¬† distimia depressiva.¬†La¬†¬† caratteropatia ¬†e ¬†la¬†¬† distimia¬†¬† depressiva¬†¬† andranno¬†¬† valutate¬† separatamente”. E di questo e del nesso tra lo stato di salute mentale di Mussolini e le sue decisioni politiche, militari, parleremo nella prossima puntata.

 

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