IL SOLE D’AUTUNNO

IL SOLE D’AUTUNNO

373436

di Cornelio Galas

Ti scalda, ma non troppo,

lascia il freddo giusto,

quando devi andar fuori,

per la sigaretta …

 

Sa tanto di feste in arrivo,

nonostante le castagne,

d’inevitabili consuntivi,

a chiusura d’anno.

 

L’orologio, il calendario,

sbilanciati in avanti,

come tanto li vorrebbe

chi è nato dopo.

 

Fili di lana al traguardo,

trasparenti, imprevedibili,

la ricerca di un primato?

Meglio arrivare ultimi?

 

Rubo preziosi minuti

alle mie improbabilitĂ ,

soltanto per conoscere

il mio grado d’utilità.

 

E t’incontro, a mezza via,

e mi sorprendi, ancora,

sentimento d’amore

tutt’altro che immortale.

 

Come insolita carezza,

come tenue compagna

di pensieri immensi

pur nella loro volatilitĂ .

 

E arranco su sentieri noti,

tra pericoli sconosciuti,

afferrando, d’impeto,

provvisori puntelli.

 

Non c’è sicurezza, mai,

su questi scivoli scivolosi,

formiche sulla sfera …

sicure solo per la gravitĂ .

 

Non ci si può vantare

dell’avvento altrui …

in secola secolorum,

con parole da preti.

 

Toh, ho perso l’aurora

di quello che potrebbe …

essere l’ultimo mio giorno,

non potrò raccontarla.

 

 

Manca, sempre, nel cielo,

quel segno del destino

del quale tutti parlano,

a destino compiuto.

 

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