I “SEGRETI” DEL FASCISMO – 1

a cura di Cornelio Galas

Grazie alla cortese disponibilità del nostro carissimo amico Enzo Antonio Cicchino possiamo pubblicare una serie di documenti più o meno secretati dell’epoca fascista. Cominciamo oggi con il «promemoria segretissimo» relativo ai piani di guerra redatto da Benito Mussolini  il 31 marzo 1940.

Il re Vittorio Emanuele III con Mussolini

Questo «promemoria segretissimo» sviluppato da Mussolini era destinato al sovrano (cui fu consegnato il 31 marzo), poi al Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, al Capo di Stato Maggiore Generale Pietro Badoglio, ai tre capi di Stato maggiore, Rodolfo Graziani, Cavagnari e Pricolo, al ministro dell’Africa italiana Attilio Teruzzi, al segretario del PNF Ettore Muti ed al segretario di Stato per la Guerra generale Ubaldo Soddu.

Mussolini riteneva molto improbabile una pace negoziata (con Francia ed Inghilterra) prima delle decisioni irrevocabili, qui analizza l’atteggiamento italiano di fronte alla guerra imminente.

Mussolini

Roma, 31 marzo 1940

In una situazione quale l’attuale che potrebbe chiamarsi di estrema fluidità, è difficile – se non impossibile – fare delle previsioni sullo sviluppo degli eventi e sulle fasi avvenire della guerra. Bisogna dare larga parte all’imprevisto (vedi guerra russo-finlandese) e tenere conto di quanto può accadere nella politica di paesi lontani come gli Stati Uniti o il Giappone.

Pace negoziata di compromesso

Allo stato degli atti, tale possibilità è da escludersi. È vero che forti correnti pacificiste si agitano pubblicamente in Inghilterra e sotterraneamente in Francia, ma gli obiettivi di guerra degli Alleati, sono tali – oggi – che un compromesso è impossibile. Esso non potrebbe che partire dall’accettazione del «fatto compiuto» delle conquiste tedesche e russe a nord-est, ma questo non si concilia con la proclamata volontà di ricostituire la Polonia, la Cecoslovacchia e persino l’Austria.

Una pace di compromesso può essere più agevolmente accettata dalla Germania, non dalle grandi democrazie, le quali tuttavia non sarebbero aliene dall’accettare il «fatto compiuto» del bottino polacco fatto dalla Russia, se la Russia «mollasse» la Germania.  Il sig. Welles ha – dopo il suo pellegrinaggio – concluso che per una pace negoziata i tempi non sono ancora maturi.

Mappa della Grande Italia secondo il progetto del 1940: in rosso i territori dell’Europa e dell’Africa da includere nell’Italia metropolitana, .

Operazioni militari terrestri

È prevedibile che i franco-inglesi assumano l’iniziativa delle operazioni, cioè di un attacco al Westwall sul fronte occidentale? Allo stato degli atti, è da escludere. Le forze terrestri inglesi in Francia sono molto esigue; la situazione demografica della Francia non è tale da consentire le perdite gravissime che un attacco al Westwall imporrebbe.

Quanto al morale dei soldati francesi è difensivo, non offensivo. I franco-inglesi sono alla ricerca di un fronte terrestre, meno incomodo, di quello occidentale e a tale scopo è stato preparato l’esercito di Weygand. Ma questo famoso fronte non si delinea ancora dal punto di vista geografico. Balcanico? Caucasico? Libico?

I franco-inglesi continueranno quindi:
a) a non assumere iniziativa di operazioni su terra;
b) a operare più controffensivamente che offensivamente sul mare e nell’aria;
c) e soprattutto a rendere più ermetico il blocco attorno alla Germania.

Operazioni germaniche

Da parecchi mesi si parla di una offensiva germanica contro la Maginot o contro Belgio e Olanda per arrivare alla Manica. A rigore di logica anche questa offensiva sembra doversi escludere per i seguenti motivi:

a) perché la Germania ha già raggiunto i suoi obiettivi di guerra e può quindi attendere l’attacco avversario;

b) perché è troppo rischioso giocare il tutto su una carta, poiché se l’offensiva fallisse del tutto o si concludesse con un insuccesso e ci fossero perdite rilevanti, una crisi interna nella Germania sarebbe inevitabile, dato che anche il morale del popolo tedesco è complessivamente mediocre e in taluni grandi centri come Berlino e Monaco meno che mediocre. È quindi probabile che fra la guerra di attacco e quella di resistenza, la Germania sceglierebbe l’ultima e cioè:

1) metterà tutto in opera per resistere al blocco;

2) assumerà l’iniziativa di operazioni marittime e aeree sempre più vaste di controblocco. L’offensiva terrestre avrà luogo o nell’eventualità di una certezza matematica di schiacciante vittoria o come carta della disperazione se il blocco a un certo momento non consentisse altra via di uscita.

Posizione dell’Italia

Se si avvererà la più improbabile delle eventualità – cioè – una pace negoziata nei prossimi mesi – l’Italia potrà – malgrado la sua non belligeranza – avere voce in capitolo e non essere esclusa dalle negoziazioni; ma se la guerra continua, credere che l’Italia possa rimanersene estranea sino alla fine, è assurdo e impossibile.

L’Italia non è accantonata in un angolo d’Europa come la Spagna, non è semi-asiatica come la Russia, non è lontana dai teatri di operazione come il Giappone o gli Stati Uniti, l’Italia è in mezzo ai belligeranti, tanto in terra, quanto in mare. Anche se l’Italia cambiasse atteggiamento e passasse armi e bagagli ai franco-inglesi, essa non eviterebbe la guerra immediata colla Germania, guerra che l’Italia dovrebbe sostenere da sola; è solo l’alleanza colla Germania, cioè con uno Stato che non ha ancora bisogno del nostro concorso militare e si contenta dei nostri aiuti economici e della nostra solidarietà morale, che ci permette il nostro attuale stato di non belligeranza.

Esclusa l’ipotesi del voltafaccia che del resto gli stessi franco-inglesi non contemplano e in questo dimostrano di apprezzarci, rimane l’altra ipotesi cioè la guerra parallela a quella della Germania per raggiungere i nostri obiettivi che si compendiano in questa affermazione: libertà sui mari, finestra sull’oceano.

L’Italia non sarà veramente una nazione indipendente sino a quando avrà a sbarre della sua prigione mediterranea la Corsica, Biserta, Malta e a muro della stessa prigione Gibilterra e Suez. Risolto il problema delle frontiere terrestri, l’Italia, se vuole essere una potenza veramente mondiale, deve risolvere il problema delle sue frontiere marittime: la stessa sicurezza dell’Impero è legata alla soluzione di questo problema.

L’Italia non può rimanere neutrale per tutta la durata della guerra, senza dimissionare dal suo ruolo, senza squalificarsi, senza ridursi al livello di una Svizzera moltiplicata per dieci. Il problema non è quindi di sapere se l’Italia entrerà o non entrerà in guerra perché l’Italia non potrà fare a meno di entrare in guerra, si tratta soltanto di sapere quando e come; si tratta di ritardare il più a lungo possibile, compatibilmente con l’onore e la dignità, la nostra entrata in guerra:

a) per prepararci in modo tale che il nostro intervento determini la decisione;

b) perché l’Italia non può fare una guerra lunga, non può cioè spendere centinaia di miliardi come sono costretti a fare i paesi attualmente belligeranti.

Ma circa il quando, cioè la data, nel convegno del Brennero si è nettamente stabilito che ciò riguarda l’Italia e soltanto l’Italia.

Piano di guerra

Premesso che la guerra è inevitabile e che non possiamo marciare coi franco-inglesi, cioè non possiamo marciare contro la Germania, si tratta di fissare sin da questo momento le linee della nostra strategia, in modo da orientarvi gli studi di dettaglio.

Fronte terrestre. Difensivo sulle Alpi occidentali. Nessuna iniziativa., Sorveglianza. Iniziativa solo nel caso, a mio avviso, improbabile, di un completo collasso francese sotto l’attacco tedesco. Una occupazione della Corsica può essere contemplata, ma forse il gioco non vale la candela: bisogna però neutralizzare le basi aeree di questa isola.

Ad Oriente, verso la Jugoslavia. In un primo tempo, osservazione diffidente. Offensiva nel caso di un collasso interno di quello Stato, dovuto alla secessione, già in atto, dei croati.
Fronte albanese: l’atteggiamento verso nord (Jugoslavia) sud (Grecia) è in relazione con quanto accadrà sul fronte orientale.

Libia: difensiva tanto verso la Tunisia, quanto verso l’Egitto. L’idea di una offensiva contro l’Egitto, è da scartare, dopo la costituzione dell’Esercito di Weygand.
Egeo: difensiva.
Etiopia: offensiva per garantire l’Eritrea e operazioni su Gedaref e Kassala; offensiva su Gibuti, difensiva e al caso controffensiva sul fronte del Kenia.
Aria. Adeguare la sua attività a quelle dell’Esercito e della Marina: attività offensiva o difensiva a seconda dei fronti e a seconda delle iniziative nemiche.
Mare. Offensiva su tutta la linea nel Mediterraneo e fuori.,

È su queste direttive che gli Stati Maggiori devono basare i loro studi e il loro lavoro di preparazione senza perdere un’ora di tempo, poiché, malgrado la nostra attuale non-belligeranza, la volontà dei franco-inglesi o una complicazione impreveduta potrebbe metterci, anche in un avvenire immediato, di fronte alla necessità di impugnare le armi.

Enzo Antonio Cicchino

Enzo Antonio Cicchino

nato a Isernia nel 1956. Vive a Roma.

matricola Rai 230160.

enzoantoniocicchino@tiscali.it

Autore e regista documentari RAI.

Allievo, a Pisa, di Mario Benvenuti: insegnante di cinema e direttore della fotografia.

1978 – 1984
Assistente alla regia dei registi:
– Paolo e Vittorio Taviani (IL PRATO, LA NOTTE DI SAN LORENZO)
– Valentino Orsini (UOMINI E NO, FIGLIO MIO)
– Franco Taviani (MASOCH)

1981 – 1990

– Lavora per le trasmissioni DELTA (Raitre), IL PIACERE DELL’OCCHIO (Raitre), PRINT (Raitre), IL LIBRO UN AMICO (Raiuno).

1990 – 1998

– Entra nel gruppo lavoro diretto da Giovanni Minoli. MIXERCULTURA (Raidue), MIXER (Raidue, Raitre), FORMAT (Raitre).
Per Mixer realizza molte inchieste e ricostruzioni storiche. Le più importanti:
LE ULTIME ORE DI MUSSOLINI 45′
IL PROCESSO DI VERONA: MORTE A CIANO 50′
LA BATTAGLIA DI CASSINO 50′
VIA RASELLA, L’ALTRA FACCIA DELLE FOSSE ARDEATINE 50′
L’ORO DELLA BANCA D’ITALIA TRAFUGATO DAI NAZISTI 55′
LA STRAGE DI SCHIO 50′
LA MORTE DI MATTEOTTI 45′

– Inoltre per MIXER/FORMAT ha curato la realizzazione di circa 500 spot, nonché i PROMO istituzionali.

1992

– Pubblica la raccolta di racconti CENTOCELLE DI NANI -Lifeditore- Roma.

1995

– Fonda il sito internet “L’ARCHIVIO” http://www.larchivio.com , in ordine di tempo uno dei primi in Italia, ad operare sul web la promozione della storia, della cultura e dell’arte.


1996

– Pubblica il romanzo LA FONTE DI MAZZACANE – L’Archivio Editore – Roma.

Dal 1997 al 2003

– Coordinatore nella giuria del FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI SALERNO.

1999

– collabora con il regista Italo Moscati alla sua realizzazione dello speciale in 100′ dal titolo PASSIONI NERE (L’amore ai tempi di Salò) per LA GRANDE STORIA IN PRIMA SERATA (Raitre):

– A seguito di studi sulle nuove tecnologie della comunicazione multimediale, tenta di realizzare il PRIMO INTERNET FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA che decade per la allora insufficiente tecnologia e per l’assenza della banda larga.

2000

– Trasmissione ENERGIA (Raitre) di Alan Friedman.

– Programmista regista per il rotocalco di storia contemporanea CORREVA L’ANNO (Raitre) per cui realizza tre inchieste:
“FUGA” KAPPLER DAL CELIO
DELITTO ROSSELLI
DELITTO MATTEOTTI

2001

– Autore e regista di “GIULIO CESARE” IL MONARCA RILUTTANTE per la trasmissione CORREVA L’ANNO (Raitre) . 50′

– Coautore e coregista (insieme a Antonia Pillosio) di “ROMMEL” per la trasmissione CORREVA L’ANNO (Raitre) 50′

2002

– Autore e regista di “GLI UOMINI DI MUSSOLINI 1: Farinacci, Balbo, Grandi, Starace” per la trasmissione LA GRANDE STORIA (Raitre) 110′

– Autore e regista di “GLI UOMINI DI MUSSOLINI 2: Graziani, Bottai, De Vecchi, Pavolini” per la trasmissione LA GRANDE STORIA (Raitre) 100′

2003

Autore e regista di “4 NOVEMBRE: LA VITTORIA” per la trasmissione LA GRANDE STORIA (Raitre) 100′

2004

Autore e regista di “GLI UOMINI DI MUSSOLINI 3: D’Annunzio, Badoglio, Costanzo Ciano, Giovanni Gentile” per la trasmissione LA GRANDE STORIA (Raitre) 110′

2005

VITE PARALLELE: “DINO GRANDI / GIUSEPPE BOTTAI” per la trasmissione CORREVA L’ANNO (Raitre). 50′

Autore con Roberto Olivo del volume LA GRANDE GUERRA DEI PICCOLI UOMINI – Ancora editore – Milano

2006

VITE PARALLELE: “ALESSANDRO PAVOLINI / ROBERTO FARINACCI” per la trasmissione CORREVA L’ANNO (Raitre) . 50′

Autore con Roberto Olivo del volume MUSSOLINI – Nordpress editore – Chiari

2007

“BERLINO O LONDRA? LA GUERRA DI MUSSOLINI” per la trasmissione CORREVA L’ANNO (Raitre) . 50′

Autore con Roberto Olivo del volume VIA RASELLA – Nordpress editore- Chiari

2008

“DINO GRANDI / BENITO MUSSOLINI per la trasmissione CORREVA L’ANNO (Raitre) .

2009

“DITTATURA” 110′ per – LA GRANDE STORIA (Raitre)

2010

PROPAGANDA 118′ per LA GRANDE STORIA (Raitre)

2010

pubblica PER l’editore Mursia il volume IL DUCE ATTRAVERSO IL LUCE

2011

MUSSOLINI: SOLDI SESSO SEGRETI 115′ per LA GRANDE STORIA (Raitre)

pubblica (con Roberto Olivo) per l’editore Mursia il volume CACCIA ALL’ORO NAZISTA

Ristampa con l’editore Laruffa il romanzo LA FONTE DI MAZZACANE

2012

MUSSOLINI: MARCIA MORTE MISTERI 117’ per LA GRANDE STORIA (Raitre)

2013

Pubblica con La Rondine Editore la Trilogia per il teatro PRIMA DELLO SPECCHIO

pubblica (con Roberto Olivo) per l’editore Mursia il volume CORREVA L’ANNO DELLA VENDETTA

2014

FASCISMO: DOSSIER RICATTI TRADIMENTI 120’ per LA GRANDE STORIA (Raitre)

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